Artio

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Artio è la dea celtica della caccia e dell'abbondanza (sul cui conto oggi si sa molto poco), spesso raffigurata con le sembianze di un'orsa, oppure insieme a questo animale.

Ne è un esempio la scultura in bronzo proveniente da Muri, nei pressi di Berna (nome che significa orso) in Svizzera, che mostra un grande orso, dietro al quale c'è un piccolo albero, che sta di fronte a una donna seduta su un carro. Quest'ultima sembra tenere della frutta sul suo grembo, che serve forse a sfamare l'animale (Deyts p.48, Green pp.217-218). La scultura poggia su una grande base rettangolare in bronzo con un'iscrizione (CIL 13, 05160): Deae Artioni/Licinia Sabinilla, cioè "Alla dea Artio (o Artionis), da Licinia Sabinilla".
Anche un'altra iscrizione, proveniente però dalla città di Treviri (nell'odierna Germania, sulla riva occidentale del fiume Mosella), si riferisce ad Artio (Wightman p.217, CIL 13, 04113).

Il nome di questa dea deriva dalla parola gallico artos, cioè orso (Delamarre 2003 p. 55-56). Anche altre lingue celtiche hanno parole simili, come art nell'antico irlandese, arth in gallese. Secondo alcuni studiosi, il nome di Artù sarebbe collegato proprio a questa parola e a questa divinità.

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