Eribanno

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Nell'ordinamento del Regno dei Franchi e, successivamente, dell'Impero carolingio, l'aribanno, anche detto eribanno (in latino heribannum), era la chiamata alle armi di tutti i sudditi possidenti. Il termine, letteralmente, indica l'impartizione di un comando (banno) a tutti gli uomini liberi (arimanni), ovvero all'intero popolo germanico.

Per comprendere quest'istituzione, infatti, non si può prescindere dall'essenza delle popolazioni germaniche, genti guerriere nelle quali l'importanza di un individuo all'interno della collettività si misurava dalle sue attitudini belliche ed il conflitto era inteso come uno sforzo che impegnava l'intera comunità maschile, fatta eccezione dei vecchi, dei bambini e degli schiavi.

Col passare del tempo e, in special modo, dopo il rinnovamento dell'esercito franco avvenuto sotto Carlo Magno e l'imposizione del sistema feudale, l'impegno militare fu richiesto quasi esclusivamente ai vassalli, ovvero a coloro che avevano stretto col sovrano un patto di fedeltà, mentre gli altri uomini liberi furono esentati dal grosso degli obblighi.

La prassi normale prevedeva che i cavalieri feudali operassero solo nelle terre prossime ai propri feudi e che, perciò, in caso di guerra, si potesse riunire solo un piccolo esercito composto esclusivamente dai vassalli delle terre vicine al fronte. Con l'aribanno, invece, tutte le componenti del regno (feudi e città) erano tenute a fornire un certo numero di soldati ed una certa quantità di denaro per dotare il sovrano dei mezzi necessari per affrontare lo sforzo bellico.

Collegato all'aribanno era lo scutagium (o scudaggio), nel diritto medievale, era la prestazione pecuniaria che i vassalli potevano pagare per essere esentati dalla levata alle armi in favore del suzerain.[1]

La chiamata alle armi generale fu usata soprattutto nella prima fase della Guerra dei Cent'Anni, ma non produsse effetti soddisfacenti: le truppe così raccolte erano indisciplinate e poco coese e raccolsero una lunga serie di sconfitte. Dal 1360 in poi, quindi, le convocazioni divennero parziali ed aumentò il ricorso ai mercenari.

Successivamente, il termine heribannum venne ad indicare la multa comminata a coloro che non si presentavano alla chiamata generale alle armi.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da non confondere con auxilium (ausilio) che era un generico aiuto in denaro al superiore gerarchico, a fronte di sue difficoltà finanziarie.
  2. ^ Ces Cantù, Storia degli Italiani, Torino, 1854, Vol.3 p.159

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Philippe Contamine, La guerra nel Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2005, ISBN 88-15-10781-9.
  • N. Coulet Francia e Inghilterra nella Guerra dei Cent'Anni
  • B. W. Tuchman uno specchio lontano - Milano, 1992

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]