Arpa eolia

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Arpa eolia
Informazioni generali
Classificazione Arpe
Utilizzo
Musica dell'antichità
Musica contemporanea

L'arpa eolia o eolica è uno strumento musicale cordofono ad aria.

Si tratta di uno strumento musicale molto particolare nel suo genere, in quanto le corde non vengono fatte vibrare meccanicamente dall'uomo, ma dal vento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la mitologia greca, ad inventarla fu proprio il Dio dei venti, Eolo; ma strumenti simili ad esso, erano già noti oltre che alla civiltà greca, anche ad altre società primitive.

Il primo a descrivere questo strumento, fu il filosofo e gesuita tedesco Athanasius Kircher (1602–1680), autore del libro Phonurgia nova, sive conjugium mechanico-physicum artis & natvrae paranympha phonosophia concinnatum del 1673.

La produzione e diffusione "moderna" dello strumento nel mondo occidentale, risale al XVII secolo. Essa si limitò nella sua diffusione solo all'Inghilterra, alla Germania e alla regione francese dell'Alsazia, dove artigiani si specializzarono nel costruire diversi esemplari, destinati alla case di privati cittadini.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'arpa eolia è solitamente costituita da otto corde di budello (ma il numero può variare da quattro a più di sedici), tutte di eguale lunghezza, ma di differente spessore. Esse sono fissate lungo una cassa di risonanza in legno di forma rettangolare, mediante due ponticelli. Al centro della cassa, sono presenti dei fori armonici che permettono l'entrata e la fuoriuscita del flusso d'aria (vento).

Influenze nella Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Considerato il più romantico tra gli strumenti musicali, l'arpa eolia divenne in quegli anni il simbolo dell'estetica romantica dei paesi anglo-sassoni.

Essa venne descritta in due poesie di Samuel Taylor Coleridge, e in un romanzo di William Heinesen, oltre che in Lolita di Vladimir Nabokov. Una lira, che è un altro nome per indicare l'arpa eolia, è citata in un'ode di Percy Bysshe Shelley, Al vento di ponente. Un altro scrittore che citò questo strumento in una sua opera, fu Ian Fleming. È descritta anche nel libro di C. Potok "l'Arpa di Davita"

Influenze nella Musica[modifica | modifica sorgente]

Fryderyk Chopin fu il primo compositore ad ispirarsi a questo strumento (Studi per piano, Opera 25, n.1 in La bemolle maggiore).

Un altro compositore, fu Sergei Ljapunov (Op. 11 n. 9 di Studi musicali), che nell'accompagnamento del tremolo, sembra imitare il suono di questo strumento.

Anche altri compositori contemporanei si ispirarono all'arpa eolia, come Hector Berlioz, Henry Cowell, Giovane Thomas, ed il sassofonista jazz Jan Garbarek, che in una sua registrazione ha usato lo strumento collocato su un fiordo norvegese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. Dizionario enciclopedico della musica e dei musicisti. Ed. UTET, Torino, 1983
  • B. Oling - H. Wallisch. Enciclopedia degli strumenti musicali. Vercelli, 2007
  • L. Castelvetere. Appunti di musica antica. Benestare, 2010

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