Arnulf Rainer

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Arnulf Rainer

Arnulf Rainer (Baden bei Wien, 8 dicembre 1929) è un artista, fotografo e pittore austriaco.

Dev'essere considerato un artista autodidatta. Inizia a dipingere nella seconda metà degli anni quaranta.

Nel primo periodo di produzione artistica viene influenzato dal Surrealismo, in seguito verrà influenzato anche dall'espressionismo astratto americano e l'informale francese. L'artista sperimenta le tecniche più diverse: pittura, fotografia, dall'incisione alla puntasecca, dalla litografia alla serigrafia.

Le prime fotografie che realizza sono in bianco e nero, sulle quali interviene poi con la pittura. Spesso è lui stesso il soggetto delle sue fotografie, come ad esempio nel Dead Self-Portrait del 1955.

Si cimenta anche in quelle che lui chiama Ubermalungen (pitture sovrapposte), Uberzeichnungen (disegni sovrapposti) e Zumalungen (pitture parzialmente sovrapposte).

Dalla fine degli anni sessanta lavora sul linguaggio corporeo intervenendo sulla fotografia con la pittura e occupandosi, in particolare, del volto umano, reso anonimo dalla morte (serie Cadaveri I-VII del 1979).

Dalla metà degli anni settanta amplia la varietà dei suoi soggetti, aggiungendo rocce, grotte, donne, e le opere di altri artisti come Van Gogh, Leonardo da Vinci, Goya.

Nelle sue fotografia indaga il rapporto tra vita e morte, reso chiaro dal suo lavoro sulla strage di Hiroshima: 72 fotografie scattate dopo il disastro del 1945 e accostate tra loro.

Partecipa a svariati eventi internazionali come ad esempio la Biennale di Venezia e la Biennale di San Paolo del Brasile. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1978 per l'Austria alla mostra "Dalla natura all'arte dall'arte alla natura" presentando sei opere.

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