Armstrong Whitworth F.K.3

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Armstrong Whitworth F.K.3
L'F.K.3 No. 6219 catturato nel 1917 in Bulgaria
L'F.K.3 No. 6219 catturato nel 1917 in Bulgaria
Descrizione
Tipo aereo multiruolo
Equipaggio 2
Progettista Frederick Koolhoven
Costruttore Regno Unito Armstrong Whitworth
Data primo volo 1915
Utilizzatore principale Regno Unito RFC
Esemplari circa 500[1]
Sviluppato dal Royal Aircraft Factory B.E.2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,84 m (29 ft 0 in)
Apertura alare 12,19 m (40 ft 0 in)
Altezza 3,63 m (11 ft 11 in)
Superficie alare 41,1 (442 ft²)
Peso a vuoto 629 kg (1 386 lb)
Peso carico 983 kg (2 056 lb)
Propulsione
Motore un RAF 1
Potenza 90 CV (67 kW)
Prestazioni
Velocità max 143 km/h (89 mph, 77 kt) al livello del mare
Velocità di salita a 5 000 ft (1 524 m) in 19 min
Tangenza 3 660 m (12 000 ft)
Armamento
Mitragliatrici una Lewis calibro .303 in (7,7 mm) brandeggiabile posteriore

i dati sono estratti da:
The British Bomber since 1914 [2]

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L'Armstrong Whitworth F.K.3 "Little Ack" fu un aereo multiruolo monomotore biposto dalla velatura biplana sviluppato dal dipartimento aeronautico dell'azienda britannica Armstrong Whitworth negli anni dieci del XX secolo.

Derivato dal Royal Aircraft Factory B.E.2c e destinato come il modello da cui derivava a ricoprire vari ruoli nel Royal Flying Corps, la componente aerea del British Army (esercito britannico), benché adottato durante la prima guerra mondiale non venne mai utilizzato né in prima linea né in operazioni belliche.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1913 il War Office, dipartimento del Governo britannico responsabile dell'amministrazione del British Army, invitò la Sir W G Armstrong Whitworth & Co Ltd ad avviare la produzione di velivoli e motori aeronautici per equipaggiare i propri reparti dell'esercito. Decisa a cogliere questa opportunità l'azienda creò un apposito dipartimento per lo sviluppo del settore e nel 1914 assunse il progettista olandese Frederick Koolhoven, già ingegnere capo della British Deperdussin, assegnandogli la direzione dell'ufficio di progettazione.[3]

Al suo arrivo nell'azienda, gli stabilimenti di Gosforth stavano producendo il multiruolo Royal Aircraft Factory B.E.2c progettato da Geoffrey de Havilland, velivolo di grande successo e prodotto da oltre venti aziende aeronautiche britanniche del periodo. Benché risultasse un modello particolarmente apprezzato dai vertici del British Army, Koolhoven decise di applicarsi allo studio del progetto originale concludendo che era inutilmente complicato in fase di costruzione e che era possibile svilupparne un modello derivato in grado di svolgere lo stesso servizio con prestazioni comparabili, ma con un risparmio in termini di costi e tempi di produzione.

Proposto al War Office e nonostante la fiducia riposta nel B.E.2c le autorità acconsentirono l'avvio del suo sviluppo che, attraverso l'F.K.2 realizzato dall'agosto 1915, si concretizzò nell'F.K.3.

L'F.K.2, equipaggiato con un motore V8 Renault 70 hp raffreddato ad aria, venne portato in volo per la prima volta da Norman Spratt.[4] Il modello differiva dal B.E.2 per l'eliminazione dei giunti saldati ed altri componenti complessi in metallo dalla struttura e per il sensibile angolo di diedro adottato dall'ala superiore, mentre manteneva la disposizione dei componenti dell'equipaggio, posti in due abitacoli in tandem, aperti e separati, dove l'osservatore sedeva davanti al pilota. Venne avviato alla produzione un primo lotto di sette esemplari con questa impostazione,[5] alle volte indicati come F.K.2.[2][6][7]

I primi esemplari realizzati non offrirono che un piccolo miglioramento nelle prestazioni rispetto ai B.E.2 per cui il War Office non ritenne necessario inviarli in Francia.[8] L'ordine fu completato con dei modelli interessati da alcune modifiche, nell'impennaggio, con un elemento verticale di nuovo disegno, e nella motorizzazione, sostituendo il Renault per il suo omologo britannico e più potente RAF 1a da 90 hp (67 kW).[4] I due membri dell'equipaggio trovavano sistemazione in un unico abitacolo aperto allungato nel quale i due posti, sempre in tandem, vennero scambiati con il pilota spostato in quello anteriore[4], soluzione che permise all'osservatore di disporre di un più ampio campo di tiro, anche se furono pochi gli F.K.3 muniti di armamento.

Le prove di volo svolte ad Upavon nel maggio 1916 dimostrarono che l'F.K.3 possedeva delle prestazioni generalmente superiori ai B.E.2c a scapito però di un carico utile inferiore. L'Armstrong Whitworth ottenne quindi un contratto di fornitura per 150 esemplari ai quali se ne assommavano altri 350 da costruire su licenza dalla Hewlett & Blondeau Limited di Luton. Alcuni dei primi esemplari erano caratterizzati dall'adozione di un doppio impianto di scarico che terminava al di sopra dell'ala superiore, stessa impostazione adottata dal B.E.2, sostituito in seguito da uno "a corno di rinoceronte".[9]

Dato che nel periodo di produzione dell'F.K.3 vi era una scarsa disponibilità di motori RAF, dodici velivoli vennero equipaggiati con il più lungo e pesante 6 cilindri in linea Beardmore 120 hp raffreddato a liquido da 120 hp (90 kW). Per poter compensare il peso aggiuntivo l'apertura alare venne incrementata di 2 ft (610 mm), ma anche se la maggior potenza disponibile migliorò la velocità di salita, la velocità massima raggiunta rimase quasi inalterata per cui quando si resero disponibili i motori RAF questi esemplari vennero riconvertiti equipaggiandoli con la motorizzazione inizialmente prevista.[4]

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

L'F.K.3 iniziò ad essere consegnato agli Squadron RFC presenti sul territorio nazionale in quanto per quelli basati in Francia ed operativi sul fronte occidentale erano destinati i più efficaci F.K.8 e R.E.8. L'unico reparto a riceverne un esemplare fu il No. 47 Squadron RFC basato a Salonicco, in Grecia.

La maggior parte degli F.K.3 vennero utilizzati nel ruolo di aereo da addestramento per la formazione dei nuovi piloti fino alla sua progressiva sostituzione con l'Avro 504.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Militari[modifica | modifica sorgente]

Australia Australia
bandiera Bulgaria
operarono con un esemplare, No. 6219, catturato nel 1917.
Regno Unito Regno Unito

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tapper 1973, pp. 367
  2. ^ a b Mason 1994, p.41.
  3. ^ Tapper 1988, pp. 5-6.
  4. ^ a b c d Tapper 1973, pp. 52–8
  5. ^ Secondo quanto affermato da Tapper, solo il prototipo fu motorizzato Renault.
  6. ^ Bruce 1982, pp. 90—93.
  7. ^ Koolhoven site
  8. ^ Bruce 1982, pp. 92—93.
  9. ^ Collezione di immagini di F.K.3. Una di queste immagini, foto 4817, mostra il no. 5334, l'ultimo del lotto iniziale, che reca un'annotazione a mano indicante il motore Renault.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) J.M. Bruce, The Aeroplanes of the Royal Flying Corps (Military Wing), London, Putnam Aeronautical Books, 1982, ISBN 0-370-30084-X.
  • (EN) J.M. Bruce, AW FK.3 (Little Ack) - (Windsock Mini Datafiles 13), Hertfordshire, UK, Albatros Productions Ltd., 1998, ISBN 1-902207-08-4.
  • (EN) Francis K. Mason, The British Bomber since 1914, London, Putnam Aeronautical Books, 1994, ISBN 0-85177-861-5.
  • (EN) Oliver Tapper, Armstrong Whitworth Aircraft since 1913, London, Putnam Publishing, 1973, ISBN 0-370-10004-2.
  • (EN) Oliver Tapper, Armstrong Whitworth Aircraft since 1914, London, Putnam Publishing, 1988, ISBN 0-85177-826-7.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]