Armenia persiana

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Armenia Persiana, 387-591

L'Armenia persiana era la parte di Armenia occupata dai Persiani varie volte nel corso dei secoli. L'estensione dell'Armenia persiana variò col tempo.

Gli Armeni e l'Impero Achemenide[modifica | modifica sorgente]

Nel 550 a.C. Ciro, imperatore dei Persiani, si impossessò della Media e conquistò l'Asia Minore e la Mesopotamia. Il figlio di Ciro continuò la campagna iniziata da suo padre in Egitto. Alla fine, l'Armenia venne annessa alla Persia.

I contingenti armeni, cavalleria e fanteria, avevano preso parte alla conquista persiana della Lidia nel 546 e di Babilonia nel 539. Una ribellione di 10 nazioni sottomesse — una delle quali era proprio l'Armenia — contro la Persia scoppiò durante il regno di Dario I (522‑486).

Iscrizioni Behistun[modifica | modifica sorgente]

Nelle iscrizioni Behistun, Dario I parla delle sue numerose vittorie. L'inscrizione include tre versioni dello stesso testo, scritte in tre diverse lingue cuneiformi: Antico Persiano, Elamita, e Babilonese. Il nome Armenia venne usato per la prima volta, quando Dario descrisse le sue conquiste in Armenia. Il shahanshah parlò di battaglie sanguinolente contro gli Armeni, e menziona tre importanti battaglie.

Gli Armeni rimasero sotto la dominazione Persiana dal 519 al 330 a.C. Questo anni furono relativamente pacifici; il commercio fiorì. Erodoto afferma che gli Armeni dovevano pagare 50 'talenti' e migliaia di cavalli all'anno ai Persiani. Quando parla dell'Invasione persiana della Grecia, voluta dal re Serse, menziona che le truppe Armene si erano schierati con Serse, e che assomigliavano e parlavano come i Frigi.

Alessandro Magno conquistò poi l'Impero persiano, e la dinastia Artaxiade fondò un indipendente regno Armeno nel 190 a.C.

Gli Armeni e l'Impero Sasanide[modifica | modifica sorgente]

Gli Armeni scelsero il Cristianesimo come religione di stato nel 301. L'Armenia venne spartita tra la Persia Sasanide e l'Impero romano. I Sasanidi ottennero il controllo dell'Armenia orientale dopo la caduta del regno armeno arsacide nel 428.

Vartan Mamikonian[modifica | modifica sorgente]

Quando la guerra tra Romani e Sasanidi si intensificò, Yazdgard II iniziò a vedere il Cristianesimo come una minaccia politica alla coesione dell'Impero persiano. La conversione degli Armeni al Cristianesimo lo preoccupava molto. Dopo una vittoriosa invasione dell'impero Romano d'Oriente, Yazdgard convocò i nobili Armeni a Ctesifonte e li convertì al Zoroastrismo. Questo oltraggiò la popolazione Armena, e sotto la guida di Vartan Mamikonian un esercito di 66.000 Armeni si ribellò ai Sasanidi. Yazdgard sedò rapidamente la rivolta nella Battaglia di Avarayr.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Il successo militare dei Sasanidi permise loro di conservare il controllo dell'Armenia per due secoli (fino alla conquista islamica della Persia). Tuttavia, la resistenza Armena non terminò fino al Trattato Nvarsak, che garantì all'Armenia più autonomia pur continuando a essere sottomessa all'Impero sasanide.

Gli Armeni e l'Impero Safavide[modifica | modifica sorgente]

Mappa del khanato Erivan.

A causa della sua importanza strategica, l'Armenia era territorio conteso tra due stati: quello Persiano e quello Ottomano. Al culmine delle Guerre turco-persiane, Yerevan cambiò stato 14 volte tra il 1513 e il 1737.

Nel 1604, lo Shah Abbas I perseguì una campagna di terra bruciata contro gli Ottomani lungo la valle dell'Ararat.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tradotto dall'armeno: Mihran Kurdoghlian, Badmoutioun Hayots, A. hador [Armenian History, volume I], Atene, Grecia, 1994, p. 56-57, 61-62.
  • Yuri Babayan - Historical province of the Greater Armenia