Corazza
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La corazza o armatura è un indumento protettivo utilizzato per difendere colui che la indossa da un attacco intenzionale durante un combattimento militare; è tipicamente associata al soldato. Il nome deriva dal latino coriacia, attraverso il volgare *coriacja (= di cuoio), da corium (= cuoio). L'armatura è stata utilizzata durante tutta la storia scritta, a partire da pelli, cuoio ed osso, fino al passaggio al bronzo e poi all'acciaio durante il Medioevo, fino alle armature moderne prodotte in kevlar, dyneema (o spectra) e materiali ceramici.
L'armatura veniva comunemente utilizzata per proteggere gli animali da guerra, come il cavallo da guerra e l' elefante da guerra. L'armatura per i cavalli era chiamata bardatura. Particolari armature sono state sviluppate per cani da caccia particolarmente a rischio (ad esempio caccia di cinghiali). A partire dalla prima guerra mondiale, alcuni veicoli sono stati dotati di un sistema di armature; essi sono denominati veicoli corazzati.
Nell'uso moderno, con "armatura", o "corazzato" si identifica anche una forza o unità militare pesantemente corazzata come ad es. fanteria pesante o cavalleria pesante (opposto a fanteria leggera o cavalleria). Nei moderni scenari di guerra, le "unità corazzate" dotate di carri armati ricoprono il ruolo che storicamente era della cavalleria pesante e appartengono ai "reparti corazzati" (chiamati anche "corpi corazzati"), all'interno della struttura di un esercito nazionale. La fanteria pesante è stata ora rimpiazzata dalla fanteria meccanizzata.
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[modifica] Storia
Nel corso della storia dell'umanità, l'armatura si è evoluta parallelamente all'aumento dell'efficacia dell'artiglieria sul campo di battaglia, generando così una corsa gli armamenti che coinvolgeva varie civiltà per dare la miglior protezione senza gravare sull'agilità dei soldiati.
Nella storia europea, i tipi di armatura conosciuti includono la lorica segmentata delle legioni romane, la cotta di maglia di hauberk del primo medioevo e l'armatura completa a piastre in acciaio indossata dai cavalieri tardo-medioevali e rinascimentali. Inoltre alcuni componenti chiave (piastra anteriore e posteriore) furono indossati dalla cavalleria pesante in parecchi paesi europei fino alla prima guerra mondiale (1914-15).
Nel novembre 2006 fu annunciato in Grecia che la più antica armatura mai esistita sarà restaurata ed esposta al più presto. L'armatura risale all'era micenea, cioè circa al 1400 a.C., 200 anni prima della guerra di Troia.
Nella storia dell'Est del Asia, popolari erano le corazze lamellari e le brigantine. Nel periodo antecedente la dinastia Qin, l'armatura in pelle era fatta con animali esotici come il rinoceronte. L'influenza cinese in Giappone provocò l'adozione degli stili cinesi e la famosa armatura samurai è un risultato di questa influenza.
[modifica] Nascita dell'armatura a piastre
La base dell'armatura è generalmente costituita da una maglia di metallo (chainmail), alla quale, furono gradualmente aggiunte piccole piastre o dischi addizionali per difendere aree vulnerabili. Nel XIII secolo le ginocchia furono coperte con acciaio e due dischi circolari furono applicati alle giunture delle braccia per fornire protezione in assetto da guerra. La piccola protezione del cranio si evolse in un grosso elmo: la parte posteriore fu infatti allungata per coprire il retro del collo e i lati della testa. Ulteriori piastre di acciaio furono poi sviluppate per proteggere stinchi, piedi, gola e il torace, e presto (a metà del XIV secolo) molte parti della maglia furono coperte da queste piastre protettive. La fase successiva vide le piastre coprire tutte le parti della maglia. Nella seconda metà del XIV secolo furono inoltre introdotti svariati tipi di elmo.
[modifica] Armatura a piastre, 1400 - 1620
L'armatura a piastre è probabilmente il più noto esempio di corazza al mondo, essendo associata ai cavalieri dell'Europa tardo-medievale. Il suo utilizzo è continuato in tutta Europa anche nel XVI e XVII secolo. Unità di cavalleria pesante (corazzieri) continuarono a usare piastre per il torace e per la schiena fino agli inizi del XX secolo.
[modifica] L'armatura e le armi da fuoco
Normalmente si crede che l'armatura a piastre svanisca dai campi di battaglia subito dopo la comparsa delle prime armi da fuoco. Ciò non è del tutto vero. Alcuni rozzi cannoni erano infatti già utilizzati prima che l'armatura a piastre diventasse la norma. Già intorno al XV secolo, infatti, alcuni cavalieri usavano un "cannone portatile". Migliori balestre e armi a canna lunga (predecessori dei moschetti) cominciarono a infliggere serie perdite alle unità equipaggiate con cotte di maglia e corazze a piastre semplici. Anziché comportare l'abbandono di tali protezioni, il pericolo costituito dalle armi da fuoco comportò un maggiore uso e un miglioramento tecnologico delle corazze. Per circa 150 anni si continuarono quindi a utilizzare corazze, la cui efficacia era aumentata dagli accorgimenti metallurgici e dall'ottimizzazione della struttura.
All'alba del loro utilizzo, le armi da fuoco erano costituite da pistole e moschetti, che sparavano proiettili a velocità relativamente bassa. Armature complete o piastre per il torace erano in grado di assorbire colpi provenienti da una certa distanza. Una prova standard per le piastre frontali prevedeva proprio l'impatto di un proiettile. Il punto d'impatto era evidenziato da un'incisione per evidenziarlo: tale decorazione era detta "prova" ("proof" in inglese). Questa protezione permetteva l'utilizzo di tattiche piuttosto spregiudicate. Accadeva infatti che un soldato corazzato a cavallo cavalcasse quasi a ridosso del nemico (in una manovra chiamata "ruota"), per scaricare il proprio cannone portatile o, in seguito, la pistola, dritto in faccia ai nemici da distanza ravvicinata. Una buona armatura era in grado di fermare dardi di balestra e i proiettili sparati non a bruciapelo. In realtà, quindi, l'armatura a piastre sostituì quella a cotta di maglia perché relativamente "a prova di palla di moschetto". Armi da fuoco e cavalleria furono quindi avversari equilibrati sul campo di battaglia per quasi 400 anni. Durante questo periodo, corazzieri potevano combattere pur sotto il fuoco di moschettieri senza correre rischi intollerabili. Corazze complete furono inoltre utilizzate da generali e comandanti di stirpe reale fino alla seconda decade del '700. Questo era infatti il modo più pratico per osservare il campo di battaglia da cavallo restando protetti dal fuoco dei moschetti nemici.
[modifica] Armatura a piastre per cavalli
Anche per i cavalli furono sviluppate delle bardature a piastre d'acciaio allo scopo di ripararli dalle lance e dalle armi della fanteria. Oltre a fornire protezione, ciò rendeva più impressionante e intimidatorio il cavaliere. Bardature elaborate erano anche utilizzate come corazze da parata.
[modifica] Caratteristiche dell'armatura
Nel XV secolo, quasi ogni parte del corpo era ricoperta da piastre d'acciaio specifiche, tipicamente portate sopra vestiti di lino o lana e attaccati tramite cinghie e fibbie. Nelle zone in cui applicare un'armatura rigida era impossibile (ad esempio il retro del ginocchio) si utilizzavano maglie (maille) di acciaio costituite da anelli fissati tra loro. Altri famosi componenti dell'armatura a piastre sono l'elmo, i mitteni (guanti), la gorgiera, la piastra frontale, i cosciali e gli schinieri.
Normalmente l'armatura completa era confezionata su misura. Spesso l'armatura recava, all'interno, mostrine militari, visibili al solo cavaliere. Chiaramente richiedeva molte ore di lavoro e grosse spese: costava, in proporzione, circa quanto una casa o una macchina di lusso del giorno d'oggi. Solo i nobili e i proprietari terreni potevano quindi permettersela, mentre i soldati di basso rango utilizzavano corazze più economiche (quando erano in grado di comprarle, per lo meno). Di solito esse comprendevano un elmo e una piastra frontale. L'armatura completa rendeva il soldato quasi inattaccabile dai colpi di spada, fornendo inoltre una discreta protezione contro frecce, mazze e colpi dei primi moschetti. Anche se le lame delle spade non erano in grado di penetrare la piastra (di solito spessa circa 2 mm), i colpi potevano causare seri danni da concussione. La tattica che si utilizzò per contrastare i cavalieri sempre più corazzati consistette infatti nell'utilizzo di armi da impatto, come mazze e martelli da guerra. Esse erano in grado di infliggere fratture, emorragie, e traumi cranici. Un'altra tattica consisteva nel mirare agli interstizi tra le piastre, usando daghe per attaccare gli occhi o le giunture del cavaliere.
Al contrario di quanto spesso si crede, un'armatura da battaglia medievale (più pratica delle versioni iniziali "da cerimonia" e "da giostra" popolari presso la nobiltà a fine medioevo) non ingombrava il cavaliere più delle protezioni che si utilizzano oggi. Un cavaliere corazzato (addestrato fin da bambino a portarla) poteva facilmente correre, strisciare, salire scale, montare e smontare da cavallo senza ricorrere ad argani (una leggenda probabilmente derivante da una vecchia commedia inglese risalente circa al 1830, resa popolare da Mark Twain in Un americano alla corte di re Artù). Si stima che una corazza completa a piastre medievale pesasse mediamente poco più di 27 kg, considerevolmente più leggera dell'equipaggiamento portato dalle truppe d'élite degli eserciti contemporanei (ad esempio i militari del SAS britannico sono addestrati a portare più di 90 kg per molti chilometri).
[modifica] Il tramonto dell'armatura a piastre
Gradualmente, a partire dalla metà del XVI secolo, un elemento dopo l'altro fu rimosso per ridurre il peso per la fanteria; piastre frontali e posteriori furono utilizzate dal XVIII secolo (ai tempi di Napoleone) fino all'inizio del XX secolo in molte unità di cavalleria pesante europee. Fucili e moschetti da circa metà del XVIII secolo in avanti erano in grado di penetrare le corazze, quindi la cavalleria era costretta a stare più attenta al fuoco nemico. All'inizio della prima guerra mondiale migliaia di corazzieri francesi cavalcarono contro la cavalleria tedesca, anch'essa recante elmo e armatura. A quell'epoca, la piastra luccicante era coperta da vernice scura e una copertura di tessuto copriva gli elaborati elmi di stile napoleonico. L'armatura era progettata per proteggere solo contro sciabole e lance leggere. La cavalleria doveva prestare attenzione ai fucili ad alta velocità e alle mitragliatrici come i soldati appiedati, che avevano però trincee per proteggersi. Anche i mitraglieri di quel periodo portavano occasionalmente semplici tipi di armatura pesante.
[modifica] Protezione personale moderna
Attualmente si utilizzano giubbotti antiproiettile prodotti con materiale balistico (ad es. kevlar, dyneema, twaron, spectra, etc.) eventualmente rinforzato con piastre ceramiche. Sono utilizzati da forze di polizia, guardie, personale carcerario e alcuni reparti militari. Normalmente, la fanteria utilizza protezioni leggere (note storicamente, in inglese, come flak jacket) per proteggersi dalle schegge di granate e dagli effetti indiretti dei bombardamenti. Tali protezioni sono di solito insufficienti a fermare colpi di armi leggere. Infatti, in ambito militare si è esposti al fuoco di armi, come i fucili d'assalto, a elevata energia e potere perforante. Protezioni adeguate sarebbero troppo pesanti e ingombranti per essere usate in combattimento.
L'esercito statunitense ha adottato la Interceptor Body Armor, che utilizza inserti protettivi avanzati per armi leggere (Enhanced Small Arms Protective Inserts, E-S.A.P.I). Tali inserti, delle piastre, sono ufficialmente in grado di fermare 3 proiettili perforanti (AP) da 7,62 mm sparati da 10 m di distanza. Soldati con questo sistema di protezione, in missione in Iraq e Afghanistan, raccontano di essere stati colpiti anche sette volte al torace senza restare feriti.
Nel considerare la protezione di un giubbotto antiproiettile bisogna però tenere conto che, pur avendo una buona resistenza verso i proiettili, come suggerisce il nome, non è in generale efficiente contro armi da taglio. Questo aspetto può comunque essere migliorato con protezioni "anti-taglio/anti-pugnalata".
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[modifica] Collegamenti esterni
- Test di penetrazione con lama, proiettile, freccia e lancia su armature "simulate" di differente qualità e spessore - include test su cuoio, maglia di ferro e armature imbottite, nonché una suddivisione per secolo delle armature medievali e rinascimentali in relazione alle minacce che dovevano affrontare.

