Arkanoid
| Arkanoid | |
|---|---|
| Titolo originale | Arukanoido |
| Sviluppo | Taito |
| Pubblicazione | Romstar |
| Data di pubblicazione | 1986 |
| Genere | Azione |
| Tema | Fantascienza |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Piattaforma | Amiga, Amstrad CPC, Apple II, Apple IIGS, Arcade, Atari 8 bit, Atari ST, Commodore 64, Game Boy, Mac OS, MS-DOS, MSX, NES, PlayStation, TRS-80, ZX Spectrum, iPhone OS |
| Supporto | Cartuccia, audiocassetta, floppy disk, CD-ROM |
| Periferiche di input | Joystick o manopola, 1 pulsante |
| Seguito da | Arkanoid II - Revenge of Doh |
Arkanoid (アルカノイド Arukanoido?) è un videogioco prodotto dalla software house giapponese Taito nel 1986. Esso è da considerarsi come il rifacimento dell'arcade Breakout, risalente agli anni settanta.
Sebbene non sia il padre del suo genere, è considerato una pietra miliare dei videogiochi e negli anni ha ispirato innumerevoli cloni e giochi simili.
Ne sono stati inoltre prodotti diversi sequel: Arkanoid II - Revenge of Doh (1987), Arkanoid: Doh It Again (1997, remake per SNES del gioco originale) e Arkanoid Returns (1997, solo in versione videogioco arcade).
Indice |
[modifica] Modalità di gioco
Scopo del gioco è superare 33 livelli in cui, come in Breakout, bisogna abbattere un certo numero di mattoncini colorati (spesso disposti in modo da formare svariate figure e immagini) colpendoli con una sfera. Sul fondo dello schermo si trova l'astronave Vaus che agisce da base con cui far rimbalzare la sfera contro i mattoncini; naturalmente bisogna evitare che la sfera cada nella porzione di schermo sottostante al Vaus, pena la perdita di una vita.
Ci sono alcune sottili ma sostanziali differenze di gameplay tra Breakout e Arkanoid, che grazie al successo del gioco sono poi entrate a far parte di tutti i seguiti e i cloni di Arkanoid prodotti in seguito:
- alcuni mattoncini devono essere colpiti più di una volta per essere distrutti, mentre altri sono indistruttibili.
- dalla parte superiore dello schermo fanno il loro ingresso delle navicelle di forma geometrica, che fluttuano qua e là con l'unico scopo di far rimbalzare la sfera in punti non previsti e renderne difficile il recupero.
- alcuni mattoncini, se distrutti, rilasciano dei power-up dagli effetti più svariati, tra cui:
- ridurre la velocità della sfera;
- aumentare la lunghezza del Vaus;
- far diventare magnetico il Vaus, in modo da poter recuperare più facilmente la sfera e poterla lanciare a piacimento, senza dover continuamente farla rimbalzare;
- moltiplicare le sfere in campo;
- rendere la sfera più forte e capace di distruggere ogni tipo di blocco in un sol colpo;
- dotare il Vaus di cannoni laser, per velocizzare il completamento del livello;
- passare direttamente al livello seguente;
- guadagnare una vita extra.
Nel 33º e ultimo livello si dovrà affrontare il boss DOH, una testa gigante simile a un moai in wireframe che andrà danneggiata con la sfera. Da notare che non è possibile continuare in questo livello.
[modifica] Citazioni in altri videogiochi
- Nel 1987, Arkanoid è citato in un altro gioco Taito, Rainbow Islands: un intero stage del gioco (la DOH's Island) ne riprende ambientazioni, nemici, effetti sonori e persino il jingle di game over.[1]
- In un livello di Doom 3: Resurrection of Evil è presente un clone di Arkanoid, chiamato "Hellanoid".
[modifica] Note
- ^ Bubble Bobble, Rainbow Island e Parasol Stars: un viaggio infinito. CyberLudus.com, 20 ottobre 2008. URL consultato il 21 ottobre 2011.
[modifica] Altri progetti
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