Arkanoid

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Arkanoid
Arkanoid.PNG
Il primo livello di Arkanoid
Titolo originale Arukanoido
Sviluppo Taito
Pubblicazione Romstar
Data di pubblicazione 1986
Genere Azione
Tema Fantascienza, astratto
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Amiga, Amstrad CPC, Apple II, Apple IIGS, Arcade, Atari 8 bit, Atari ST, Commodore 64, Game Boy, Mac OS, MS-DOS, MSX, NES, PlayStation, TRS-80, ZX Spectrum, iPhone OS
Supporto Cartuccia, audiocassetta, floppy disk, CD-ROM
Periferiche di input Joystick o manopola, 1 pulsante; Mouse (Amiga)
Seguito da Arkanoid II - Revenge of Doh

Arkanoid (アルカノイド Arukanoido?) è un videogioco prodotto dalla software house giapponese Taito nel 1986. Esso è da considerarsi come il rifacimento dell'arcade Breakout, risalente agli anni settanta.

Sebbene non sia il padre del suo genere, è considerato una pietra miliare dei videogiochi e negli anni ha ispirato innumerevoli cloni e giochi simili.

Ne sono stati inoltre prodotti diversi sequel: Arkanoid II - Revenge of Doh (1987), Arkanoid: Doh It Again (1997, remake per SNES del gioco originale) e Arkanoid Returns (1997, solo in versione videogioco arcade), Arkanoid 2000' (1999, versione avanzata di Arkanoid Returns), Arkanoid DS (2008, Nintendo DS), Arkanoid Live (2009, Xbox 360), Arkanoid Plus (2009, WiiWare) e Arkanoid (2011 iPhone).

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Scopo del gioco è superare 33 livelli in cui, come in Breakout, bisogna abbattere un certo numero di mattoncini colorati (spesso disposti in modo da formare svariate figure e immagini) colpendoli con una sfera. Sul fondo dello schermo si trova l'astronave Vaus che agisce da base con cui far rimbalzare la sfera contro i mattoncini; naturalmente bisogna evitare che la sfera cada nella porzione di schermo sottostante al Vaus, pena la perdita di una vita.

Ci sono alcune sottili ma sostanziali differenze di gameplay tra Breakout e Arkanoid, che grazie al successo del gioco sono poi entrate a far parte di tutti i seguiti e i cloni di Arkanoid prodotti in seguito:

  • alcuni mattoncini devono essere colpiti più di una volta per essere distrutti, mentre altri sono indistruttibili.
  • dalla parte superiore dello schermo fanno il loro ingresso delle navicelle di forma geometrica, che fluttuano qua e là con l'unico scopo di far rimbalzare la sfera in punti non previsti e renderne difficile il recupero.
  • alcuni mattoncini, se distrutti, rilasciano dei power-up dagli effetti più svariati, tra cui:
    • ridurre la velocità della sfera;
    • aumentare la lunghezza del Vaus;
    • far diventare magnetico il Vaus, in modo da poter recuperare più facilmente la sfera e lanciarla a piacimento, senza dover continuamente farla rimbalzare;
    • triplicare la sfera in campo;
    • rendere la sfera più forte e capace di distruggere i blocchi in un sol colpo;
    • dotare il Vaus di cannoni laser, per velocizzare il completamento del livello;
    • passare direttamente al livello seguente;
    • guadagnare una vita extra.

Nel 33º e ultimo livello si dovrà affrontare il boss DOH, una testa gigante simile a un moai in wireframe che bisognerà colpire più volte con la sfera fino alla sua distruzione. Da notare che non è possibile continuare in questo livello se si perdono tutte le vite rimaste.

Citazioni in altri videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1987, Arkanoid è citato in un altro gioco Taito, Rainbow Islands: un intero stage del gioco (la DOH's Island) ne riprende ambientazioni, nemici, effetti sonori e persino il jingle di game over.[1]
  • In un livello di Doom 3: Resurrection of Evil è presente un clone di Arkanoid, chiamato "Hellanoid".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bubble Bobble, Rainbow Island e Parasol Stars: un viaggio infinito, CyberLudus.com, 20 ottobre 2008. URL consultato il 21 ottobre 2011.

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