Aristotele Fioravanti

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Ridolfo "Aristotele" Fioravanti (Bologna, 1415Mosca, 1486 circa) è stato un architetto e ingegnere italiano.

Le versioni russe del suo nome sono: Фиораванти, Фьораванти, Фиеравенти, Фиораванте.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Bologna da Fioravante ingegnere di origine pistoiese che era un ottimo ingegnere militare, civile e idraulico. Fece opere importanti a Bologna insieme al fratello Bartolomeo. Aristotele Fioravanti ingegnere, architetto e medaglista, si segnalò per aver spostato di oltre 13 metri, la torre di S. Maria della Magione a Bologna (alta 24 metri)[1][2], con un sistema di cilindri. Questo prodigio della meccanica, avvenuto nel 1455 dinnanzi al riso, al terrore e allo stupore dei bolognesi, è narrato dalle cronache dell'epoca.

Inoltre divenne celebre per aver costruito dei dispositivi (ponteggi, paranchi) molto innovativi che utilizzò per la ricostruzione delle torri appartenenti alle famiglie nobili della città. Tra il 1458 e il 1467, operò a Firenze al servizio di Cosimo de' Medici poi a Milano prima di ritornare nella sua città natale. A Bologna realizzò i progetti del Palazzo del Podestà ma l'edificio non fu terminato che nel periodo 1484 –1494 da Giovanni II Bentivoglio.

Al servizio di Mattia Corvino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1467 Mattia Corvino, re d'Ungheria chiese il suo intervento per costruire ponti e castelli onde arginare l'avanzata dei Turchi. Giunto a Budapest, fu subito nominato primo architetto militare del regno e Corvino gli concesse il privilegio nobiliare con il titolo di Cavaliere del regno. Iniziò la progettazione del castello di Buda e ottenne per meriti e successi il privilegio di poter battere moneta con la sua effigie: unica concessione di Mattia Corvino ad uno straniero. Questo privilegio gli creerà grandi problemi, quando giunto a Roma e pagando con monete che riportavano il suo ritratto, fu arrestato come falsario. Lo stesso Mattia Corvino intervenne per scagionarlo, inviando il suo ambasciatore presso il Pontefice a chiarire l'increscioso avvenimento, per cui fu immediatamente liberato e il processo annullato.

L'attività in Russia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1475, su invito di Ivan III, si recò in Russia, dopo l'intercessione di Zoe Sofia Paleologa moglie dello Zar che intervenne personalmente presso il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza presso il quale Aristotele stava lavorando, Sofia intervenne anche presso la moglie di Aristotele, Lucrezia de' Poeti, a Bologna. Questo convinse l'architetto ad accettare l'incarico e a partire per Mosca: Qui tra il 1475 e il 1479 diresse la costruzione della cattedrale dell'Assunzione (Uspensky Sobor, ugualmente conosciuta sotto il nome di Cattedrale della Dormizione) ispirandosi alla cattedrale della Dormizione di Vladimir.

Edificò questa cattedrale, usando una tecnica ultramoderna simile al cemento armato, inglobando uno scheletro di ferro entro la costruzione stessa. Questa realizzazione lo rese celebre a tal punto che recentemente la rete televisiva History Channel ha dedicato un documentario all'architetto italiano, svelando i segreti della costruzione innovativa della Cattedrale dell'Assunzione. Per molti anni operò prodigi in tutto l'impero, servendo fedelmente Ivan III. Più volte chiese il permesso di poter tornare in patria, facendo intervenire anche il Governo di Bologna, ma lo zar Ivan III fu irremovibile e negò l'assenso ad ogni sua istanza.

La misteriosa fine[modifica | modifica wikitesto]

La fine della sua vita resta un enigma: secondo alcune fonti, avrebbe partecipato come ingegnere militare e comandante delle artiglierie alle campagne di Novgorod (1477 – 1478), di Kazan' (1482) e di Tver'.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi foto lapide collocata in Strada Maggiore Storia di Bologna, altre antiche torri. URL consultato il 7 agosto 2013.
  2. ^ FIORAVANTI (Fieravanti), Aristotele - Enciclopedia Treccani. URL consultato il 12 marzo 2014.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Victor Lasareff, Le opere di Pietro Antonio Solari in Russia ed i rapporti artistici italo-russi nel tardo Quattrocento, in Edoardo Arslan (a cura di), Arte e artisti dei laghi lombardi, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1959, 423, 426, 427, 428-432, 435, 438.(Gennaio 2004):9-45.
  • Michael C. Paul, "The Military Revolution in Russia 1550-1682," The Journal of Military History