Ariadne

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Tavoletta in avorio raffigurante Ariadne

Elia Ariadne (latino: Aelia Ariadne; 452515) fu un'imperatrice bizantina, basilissa dei Romei, dal 474 alla propria morte, moglie degli imperatori Zenone e Anastasio I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia dell'imperatore Leone I (457-474) e della moglie di questi Elia Verina, era sorella di Leonzia. Sposò l'isaurico Tarasis, che prese il nome greco di Zenone e fu a sua volta imperatore (474-491) dopo il suocero e il figlio Leone II (474).

Quando lo zio Basilisco usurpò il trono di Zenone, nel 475, Ariadne lasciò la madre e fuggì in Oriente col marito; secondo Evagrio Scolastico e Giovanni Malala, Ariadne fuggì da Costantinopoli dopo il marito, mentre la Vita di Daniele Stilita afferma che fuggirono insieme, prima a Calcedonia, poi in Isauria.[1]

Dopo la morte del marito Zenone, influì sul Senato, i dignitari e l'esercito, affinché la scelta del successore cadesse sul silentiarius Anastasio (491-518) che sposò una volta salito al trono.

Un ritratto di questa imperatrice, uno dei rari esempi della scultura ufficiale della prima età bizantina, di probabile fattura costantinopolitana, è conservato ai Musei Vaticani. La scultura, in epoca rinascimentale, si trovava nella navata sinistra di San Giovanni in Laterano, essendo identificato al tempo come ritratto di Elena, madre di Costantino. Il ritratto, in marmo bianco era arricchito da pietre nere incastonate al posto delle pupille e dal colore rosso del copricapo, con decorazioni in foglia d'oro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Evagrio Scolastico, Storia ecclesiastica, 3.4; Giovanni Malala, 378,1-2; Vita di Daniele Stilita, 69. Citati in The ecclesiastical history of Evagrius Scholasticus, a cura di Michael Whitby, p. 133.

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