Argomento (filosofia)

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In logica e in filosofia, un argomento (o argomentazione) è un discorso mediante il quale si cerca di fornire un fondamento ad una certa asserzione che richiede di essere giustificata. Il fondamento così fornito costituirà dunque l'insieme delle ragioni per le quali quella certa asserzione risulterà effettivamente giustificata, in quanto, appunto, fornita di ragioni.

Struttura ideale[modifica | modifica wikitesto]

Da questa definizione generale di argomento è già evidente che un argomento, in quanto discorso giustificatorio di una certa asserzione, è necessariamente articolabile in due parti idealmente ben distinte. La prima parte (diciamola P) è formata dalle proposizioni che devono essere in grado, nel loro complesso, di fornire un fondamento all'asserzione che richiede di essere giustificata. La seconda parte (diciamola C) è formata, appunto, dalla asserzione che deve essere giustificata e alla quale, dunque, le proposizioni della prima parte devono fare da fondamento. Nel linguaggio della logica, la prima parte di un argomento ha il nome di premessa (P) (la premessa di un argomento potrà consistere in una molteplicità congiunta di asserzioni, ciascuna delle quali prenderà ugualmente il nome di premessa). La seconda parte di un argomento ha invece, nel linguaggio della logica, il nome di conclusione (C).

Si definisce pertanto premessa l'insieme delle assersizioni che devono fare da fondamento all'argomento, e conclusione l'asserzione che deve essere giustificata in forza della/e premessa/e.

L'articolabilità di un argomento in due parti distinte P e C costituisce dunque un carattere universale, e perciò necessario, dell'argomento in quanto discorso giustificatorio, e ne esprime la struttura ideale.

Ordine fenomenologico ed ordine logico[modifica | modifica wikitesto]

C'è, rispetto all'argomento, un ordine in cui la asserzione C che richiede di essere giustificata, viene prima delle asserzioni P in grado di giustificarla; ed un ordine in cui la asserzione C, in quanto conclusione, viene dopo le asserzioni P, in quanto premesse.

L'ordine fenomenologico dell'argomento è l'ordine secondo cui l'argomento, in quanto esso è un corrispondere alla richiesta di fondamento di una determinata asserzione, si sviluppa concretamente come pratica giustificatoria. Questo è evidentemente l'ordine in base al quale C viene prima di P - dove questo "prima" ha un significato cronologico.

L'ordine logico dell'argomento è l'ordine secondo cui C risulta giustificata da P. Evidentemente, quest'ordine è quello in base al quale la asserzione C viene dopo le asserzioni P, e vale dunque come conclusione rispetto alle premesse - dove questo "dopo" ha un significato logico. Quest'ordine logico coglie la struttura ideale dell'argomento: un movimento discorsivo che, muovendo da certe asserzioni P, è in grado di concludere con l'asserzione C, la quale, in quanto conclusione, risulta per ciò stesso giustificata.

Dunque, C precede fenomenologicamente P - ma segue logicamente P. Che C preceda fenomenologicamente P, sta a significare che nella pratica discorsiva il momento in cui C compare come asserzione da giustificare, precede cronologicamente il momento in cui compaiono le asserzioni P in grado di giustificare C. Invece, che C segua logicamente P, sta a significare che C segue da P. Come si vedrà, questo seguire di C da P attribuisce a C, in logica, il significato rigoroso di conseguenza logica.

Connessione logica tra premesse e conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Come si è detto, un argomento è un discorso in grado di fornire un fondamento ad una certa asserzione C che prende il nome di "conclusione". Ma che cosa è che, effettivamente, funge da tale fondamento? A giustificare l'asserzione C, sono le premesse P. Ma esse riescono a giustificare C solo perché sono unite a C da una connessione che fa sì che C segua da P. Se dunque P è il fondamento in grado di giustificare l'asserzione C, possiamo dire che la connessione tra P e C è il "fondamento del fondamento": ovvero, ciò che rende possibile a P di fungere da fondamento, cioè da giustificazione, per l'asserzione C.

Se il fondamento della giustificazione di C (cioè la ragione per cui P riesce a giustificare C) è di natura puramente logica, poiché tale fondamento non è altro che la connessione sussistente tra P e C, allora anche la connessione tra P e C sarà di natura logica. Noi adesso ci occuperemo degli argomenti solamente dal punto di vista della determinazione della sussistenza (o meno) di una connessione logica tra premesse e conclusione.

Occorre ora tenere presente che l'unico oggetto con cui l'argomento ha a che fare nella sua complessità, e della cui sussistenza l'argomento costringe a prendere atto, è dato dalla connessione tra le sue premesse e la sua conclusione. L'asserzione C risulta sì, in quanto conclusione dell'argomento, giustificata, ma solo sul fondamento della sua connessione con le premesse. L'argomento si dirige sì verso la conclusione, ma esso non può separare la conclusione dalle premesse tramite le quali la conclusione, al termine del movimento argomentativo (ordine logico), risulta giustificata. Ciò ci permette di affermare questo primo risultato logico fondamentale:

La conclusione di un argomento non è l'asserzione che l'argomento riesce a convalidare - di cui, cioè, riesce a fondare la verità.

L'asserzione che l'argomento riesce di per sé - cioè, tramite la propria forza logica - a convalidare, deve necessariamente essere una asserzione che contenga tanto le premesse quanto la conclusione, e che le contenga in modo tale da esprimere proprio la connessione logica tra le premesse e la conclusione. Dunque:

Il contenuto dell'unica asserzione convalidata dall'argomento (tramite la sua forza logica) non è dato dalla conclusione, ma è dato dalla connessione logica tra le premesse e la conclusione.

L'asserzione convalidata dall'argomento[modifica | modifica wikitesto]

Sia K la connessione logica tra la premessa P e la conclusione C dell'argomento. Abbiamo visto, da un lato, che K è l'autentica ragione che consente all'argomento di giustificare C tramite P; dall'altro lato, che K è il contenuto dell'unica asserzione che l'argomento riesce a convalidare - di cui cioè riesce a fondare la verità - tramite la propria forza logica. Chiamiamo F(K) questa asserzione, a significare che K è il contenuto da essa asserito. Ciò significherà a sua volta che, nell'asserzione F(K), P e C si trovano connesse in modo tale che la connessione K sia proprio il contenuto asserito da F(K). P e C dovranno dunque essere unite, in F(K), da un connettivo tale che P e C, ciascuna delle quali costituisce una unità proposizionale, si ritrovino racchiuse ancora in una unità proposizionale (infatti F(K) deve essere una asserzione). Questo connettivo è, in logica, il segno dell'implicazione materiale, che qui rappresenteremo con \rightarrow. L'asserzione F(K), in quanto unica asserzione convalidata dall'argomento tramite la sua forza logica, ha dunque la forma condizionale: P→C, dove P è la congiunzione logica tra le premesse (dunque, una asserzione del tipo P_1∧P_2...∧P_n) e C è la conclusione.

Su alcuni manuali di logica formale l'asserzione P→C convalidata dall'argomento è chiamata "forma condizionale corrispondente dell'argomento".

Validità logica dell'argomento[modifica | modifica wikitesto]

Se un argomento è tale che le sue premesse riescono a giustificare la conclusione per un ragione esclusivamente logica, allora:

  • l'argomento deduce (o anche inferisce) C da P.

L'argomento consiste dunque in una deduzione (o anche inferenza) della asserzione C a partire dalle asserzioni P. C risulterà dunque dedotto (inferito) da P.

  • l'argomento mostra che C segue necessariamente da P.
  • l'argomento convalida l'asserzione che asserisce la sussistenza di una connessione logica tra P e C.

Un argomento non può fare alcuna delle cose precedenti, senza con ciò fare tutte le altre. Un argomento che riesce a fare una di queste cose (e dunque tutte le altre) è detto logicamente valido. Esso sarà perciò un argomento in cui tra P e C sussiste una connessione di natura esclusivamente logica. La validità logica di un argomento esprime perciò la capacità delle premesse di giustificare la conclusione con ragioni esclusivamente logiche. L'asserzione P→C corrispondente ad un argomento logicamente valido, è dunque una verità logica. Essa è cioè una tautologia: un'asserzione che è necessariamente vera, e che perciò non può essere resa falsa. Ovviamente vale anche la reciproca: se sappiamo che una asserzione del tipo P→C è una tautologia, sappiamo con ciò anche che l'argomento corrispondente che ha P come premessa e C come conclusione è un argomento logicamente valido. Perciò ad ogni tautologia che abbia una forma condizionale corrisponde uno ed un solo argomento logicamente valido: quello che ha come premessa l'antecedente del condizionale, e come conclusione il conseguente di quest'ultimo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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