Argirofilia

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L'argirofilia è la capacità delle cellule di legare sali di argento, ma di non riuscire a ridurli. La precipitazione dei sali può avvenire solo in presenza di un agente riducente.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

L'argirofilia può essere dovuta a diverse cause:

Importanza in istologia[modifica | modifica wikitesto]

L'argirofilia è estremamente importante in istologia.

  • Nello studio del carcinoma con differenziazione neuroendocrina, un carcinoma mammario[4]
  • Nello studio del carcinoide bronchiale [5]
  • Nello studio del carcinoide gastrico, in particolare per l'individuazione delle cellule ECL[6] che dominano alla presenza del tumore[7]
  • Nello studio delle cellule pancreatiche, in quanto alcune delle cellule endocrine pancreatiche sono argirofile. Attraverso il metodo di Grimelius, sviluppato nel 1968, è possibile colorare di tinte che vanno dal bruno chiaro al nero[8] le cellule A[9]. La combinazione della colorazione al nitrato d'argento di Grimelius per le cellule A, dell'aldeide-fucsina per le cellule B e dell'ematossilina plumbica per le cellule D ha permesso di colorare contemporaneamente i tre tipi di cellule. Le cellule A secernono il glucagone, un ormone che permette il controllo dei livelli di glucosio nel sangue.
  • Nelle fibre reticolari provoca una colorazione gialla o marrone delle fibre quando si usano metodi di impregnazione argentica.
  • Nello studio dell'odontoma, un tumore del cavo orale, è probativa di actinomicosi[10]

Metodi[modifica | modifica wikitesto]

L'individuazione di argirofilia può avvenire tramite differenti metodologie:

  • Il già citato metodo di Grimelius, che prevede l'uso di una soluzione di nitrato d'argento e di una soluzione riducente.
  • Trattamento con soluzioni basiche, ad esempio formalina.
  • Metodo Bielschowsky: il diverso grado di argirofilia degli elementi cellulari presenti del tessuto nervoso permette attraverso una opportuna calibrazione della soluzione riducente di evidenziare selettivamente neurofibrille, assoni, dendriti, placca senile[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le cellule paracrine, Summa Gallicana. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  2. ^ Fibre del connettivo lasso, Istologia su Blogspot, 28 agosto 2008. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  3. ^ Alberto Stefanelli, Il ciclo vitale dei neuroni, Rivista di Biologia/Biology Forum 92, 1º gennaio 1999. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  4. ^ Glossario della patologia mammaria, Società italiana di senologia. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  5. ^ Tumori polmonari di origine neuroendocrina, AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA "CAREGGI". URL consultato il 10 gennaio 2009.
  6. ^ Anatomia microscopica dello stomaco, Agorà - Scuola di Scienze Biomediche. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  7. ^ Carcinoma gastrico, neuroendocrini.it. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  8. ^ Grimelius, ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna, 1º gennaio 2005. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  9. ^ G. C. Biliotti, L'iperinsulinismo, Piccin. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  10. ^ L. Di Tommaso, M. Bassi, V. Eusebi, Pathologica fascicolo 90/5. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  11. ^ Bielschowsky, Bio-Optica Milano. URL consultato il 10 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Peters, A general purpose method of silver staining, Quart. J. micr. sci., 1955.
  • AA. VV., Carleton’s Histological Technique, Oxford, Drury & Wallington.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]