Arezzo Wave

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Arezzo Wave
Luogo Arezzo
Anni 1987 - 2006, 2012
Fondato da Mauro Valenti
Date luglio
Genere Musica rock
Sito ufficiale arezzowave.com

Arezzo Wave è un festival incentrato principalmente sulla musica rock che si tiene annualmente a luglio dal 1987. Nato come rampa di lancio per i giovani gruppi rock italiani, è arrivato a durare fino a 6 giorni ed è stato per diversi anni interamente ad ingresso gratuito (solo nell'edizione 2006 l'ingresso al palco principale dopo le 21.15 è stato subordinato al pagamento di 5 €). Negli ultimi anni il festival ha moltiplicato il numero di palchi nella città ed ospitato un numero sempre più crescente di attività culturali extramusicali. Dal 2007 il festival è diventato Italia Wave fino al 2011. Nel 2012 torna ad Arezzo e riprende il nome originale di Arezzo Wave.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La primissima edizione si svolge al Palasport "Le Caselle" di Arezzo, un po' in sordina e associata al meeting nazionale delle fanzine, da un'idea del fondatore Mauro Valenti. La prima edizione di Arezzo Wave è datata 1987, dal titolo Provincia insonne, ospita 16 gruppi emergenti di tutta Italia (senza alcun contratto discografico) in 4 serate. Dal 1989 i concerti si svolgono nella Fortezza Medicea di Arezzo. Negli anni seguenti il festival tiene fede alla sua vocazione "di lancio", pur cominciando parallelamente a chiamare gruppi emergenti già famosi sulla scena europea. Nel 1991 arrivano i Mano Negra e i Leningrad Cowboys, e vengono "scoperti" gli Afterhours e gli Almamegretta. Pablo Echaurren inizia a disegnare i manifesti del festival, che cresce con la benedizione ed il finanziamento di vari istituti, tra cui il Ministro della Cultura francese Jack Lang.

Negli anni successivi Arezzo Wave diventa palco per i nuovi gruppi italiani: Mau Mau, Agricantus, Frankie HI-NRG MC, Ritmo tribale... Il palco si sposta due volte, il numero dei partecipanti cresce, finché il festival viene definitivamente ospitato dallo stadio comunale.

Il pomeriggio nasce un altro palco (lo Psycho stage) vicino al centro della città. Accanto a musicisti come David Byrne, Tricky, Nick Cave, Sonic Youth, Moby, The Dandy Warhols, Ben Harper, Ska-p, Boo!, Cypress Hill, Guano Apes, Skin, Black Rebel Motorcycle Club il festival continua ad ospitare band emergenti italiane allo Psycho stage, e diversifica le serate tra musica etnica, techno, hard rock, italiana.

Passano da Arezzo Wave molti musicisti rock italiani: Max Gazzè, Jovanotti, CCCP, CSI, PGR, Casino Royale, The Gang, Daniele Silvestri, Elio e le Storie Tese, 99 Posse, Modena City Ramblers, Tiromancino, Linea 77, Meganoidi, Shandon, Tre allegri ragazzi morti, Punkreas, Verdena, Caparezza, Gianna Nannini, Giuliano Palma and The Bluebeaters, Africa Unite, Extrema, Bandabardò, Negrita, Cristina Donà, Negramaro, Piero Pelù, Estra, Marlene Kuntz, Morgan, One Dimensional Man, Amari, Eterea Post Bong Band, Fabri Fibra, Samuele Bersani, Carmen Consoli, Subsonica.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, si è svolta la XX edizione (dall'11 al 16 luglio). Nelle ultime due edizioni il festival ha offerto, oltre al palco principale allo stadio, un palco pomeridiano (lo Psycho Stage) e uno mattutino (il Wake up Stage), un palco orientato verso la letteratura all'Anfiteatro di Arezzo (Word Stage), gare di cabaret, incontri su cinema e fumetti, teatro, concerti di musica classica nelle piazze centrali della città. L'edizione 2006 si chiude con l'esibizione di Gianna Nannini.

Il campeggio è sempre stato gratuito. Il 24 ottobre 2006, il campeggio è salito alla ribalta nazionale per un servizio de Le Iene incentrato sullo spaccio di sostanze stupefacenti presente al suo interno durante il festival.

Questa edizione chiude un ciclo di 20 anni di festival in territorio aretino: dal 2007 infatti il festival si sposta verso altre città della Toscana, cambiando nome in Italia Wave. Dopo anni di silenzio musicale, Arezzo riapre le porte al festival con l'edizione 2012.

Vincitori del premio miglior gruppo emergente[1][modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'albo dei vincitori

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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