Area valutaria ottimale

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In economia internazionale un'area valutaria ottimale (AVO, o area monetaria ottimale, AMO - in inglese optimum currency area o optimum currency region, OCA o OCR) è un gruppo di paesi per i quali, vista la stretta integrazione per quel che riguarda gli scambi internazionali e la facilità nel movimento dei fattori produttivi, conviene creare un'area di cambi fissi o un'unione monetaria. Il concetto di area valutaria ottimale fu inizialmente proposto dal premio nobel Robert Mundell.

Gli shock asimmetrici e le aree valutarie ottimali[modifica | modifica wikitesto]

Il problema principale che viene preso in considerazione quando si tratta di capire i vantaggi insiti nel dar vita a un'area di cambi fissi o a un'unione monetaria è la possibilità che si verifichino shock asimmetrici nelle variabili esogene dei paesi coinvolti. Un esempio è dato da una variazione asimmetrica (che si verifica in uno o più paesi, ma non in tutti; nel caso in analisi si considerano solo due paesi come facenti parte di un'ipotetica area valutaria) della domanda: la domanda di determinati beni prodotti in un paese (paese A) potrebbe aumentare, mentre potrebbe diminuire la domanda di beni prodotti in un altro paese (paese B). In assenza di un regime di cambi fissi, la aumentata domanda dei beni del paese A dovrebbe far cambiare il tasso di cambio, portando al deprezzamento della moneta del paese B e all'apprezzamento della moneta del paese A, evitando l'aumento della disoccupazione nel paese B (o il deterioramento della bilancia commerciale), che sarebbe altrimenti danneggiato dalla diminuita domanda dei beni prodotti sul suo territorio. Chiaramente, questo aggiustamento non può avere luogo in presenza di cambi fissi o, addirittura, di un regime di unione monetaria.

L'aggiustamento potrebbe essere quindi ottenuto tramite una variazione dei salari e dei prezzi, qualora questi fossero flessibili. In assenza di questa flessibilità, l'unica soluzione per evitare le conseguenze dello shock sarebbe lo spostamento dei fattori produttivi.

Per quel che riguarda le variazioni di prezzo, poi, assumerle come possibili (flessibilità di prezzi e salari) non è sufficiente per considerarle un rimedio. Infatti, sarebbe necessario che le economie dei due paesi fossero strettamente integrate dal punto di vista commerciale: in questo modo, una piccola diminuzione dei prezzi dei beni prodotti nel paese B porterebbe ad un forte aumento della loro domanda.

Un altro elemento che potrebbe favorire un'area valutaria ottimale è la effettiva presenza di un sistema di federalismo fiscale, utile per mobilitare risorse dalle aree più avvantaggiate a quelle più svantaggiate.

Conseguenza delle considerazioni fatte è che un'area valutaria (o monetaria) è ottimale se gli shock asimmetrici sono rari o assenti, oppure se prezzi e salari nei vari paesi sono molto flessibili, oppure se le economie dei due paesi sono molto integrate, sia per quel che riguarda la presenza di forti aperture commerciali, sia per quel che riguarda la possibilità di spostamento dei fattori produttivi. In alternativa, un efficiente sistema di federalismo fiscale potrebbe rendere maggiormente desiderabile un'integrazione monetaria.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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