Arconte (storia)

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Il nome arconte (in greco antico ἄρχων, traslitterato in àrchon, al plurale ἄρχοντες) o, nella forma moderna tecnarca, designa la carica di magistrato supremo in vari stati dell'antica Grecia; questa carica fu poi usata anche nell'impero bizantino.

La carica ad Atene[modifica | modifica sorgente]

In modo particolare ad Atene, l'arcontato ebbe notevoli poteri nel periodo oligarchico e, fino al 487 a.C., l'arconte rappresentò la massima carica civile e militare.

Tradizione[modifica | modifica sorgente]

La tradizione, che senza alcun dubbio presenta molto di artificioso, vuole che l'origine di tale magistratura si debba situare alla fine del periodo monarchico, che tuttavia presenta un ulteriore problema di definizione: prima del re Teseo (a cui la tradizione attribuisce sia il ruolo di civilizzatore dei territori fra l'Attica e il Peloponneso, sia quello di promotore del sinecismo dell'Attica intorno al centro: Atene) si contano infatti i nomi di quattro re (Cecrope, Erittonio, Pandione, Egeo) e poi almeno altri sette re fino a Medonte (1069-1049 a.C.) o Acasto (1049-1013 a.C.) con i quali ha inizio la dinastia dei Medontidi, arconti a vita o re. Ciò è comunque indicativo del fatto che questa serie di capi sono "a tal punto integrati nell'aristocrazia da poter essere ricordati come arconti"[1]. Successivamente si avvicendarono sette arconti decennali (dekaeteîs) di cui i primi quattro (Carope, Esimide, Clidico, Ippomene: 753-713 a.C.) erano ancora scelti fra i Medontidi, cosa che non avvenne con gli ultimi (Leocrate, Apsandro, Erissia: 713-683 a.C.).

Un'apposita lista degli arconti ateniesi ci tramanda i loro nomi progressivi, fornendoci peraltro un importante criterio di datazione relativa per la storia antica. Da essa, apprendiamo che il primo arconte eponimo fu Creonte nel 683/682 a.C. (oppure: 682/681 a.C.), l'ultimo Tito Flavio Mondone Flieo in tarda età romana.

I nove arconti[modifica | modifica sorgente]

Quindi gli arconti, eletti annualmente per sorteggio, divennero nove:

  • un eponimo, che dava il nome all'anno, sovrintendeva all'organizzazione degli spettacoli teatrali e proponeva le leggi[senza fonte].
  • un polemarco, originariamente, come indica il nome, capo militare (le cui funzioni vennero raccolte dal V secolo dagli strateghi), che perde progressivamente il suo potere in favore dell'esercizio di garante e gestore degli stranieri imputati i quali, non essendo cittadini ateniesi (quindi non avendo personalità giuridica), non avrebbero avuto alcuna possibilità di giustizia senza una figura del genere[2];
  • un basileus, al quale erano assegnate le competenze in materia religiosa;
  • sei tesmoteti, in origine legislatori e custodi di leggi (giudici).

Gli ex-arconti diventavano automaticamente membri a vita dell'Areopago. In origine, si trattò ovviamente di una magistratura riservata alle famiglie scelte aristínden kaí ploutínden, cioè per privilegio di nascita e ricchezza. I primi arconti furono, pertanto, scelti esclusivamente tra i pentacosiomedimni. L'ultimo atto di democratizzazione dell'arcontato fu compiuto da Pericle, che lo rese accessibile anche agli zeugiti[senza fonte].

A un esponente politico, cioè all'arconte eponimo, erano affidate le procedure organizzative preliminari nei teatri; doveva infatti designare coloro che avrebbero sostenuto le spese per l' allestimento e l'istruzione del coro, e selezionare poeti aspiranti al concorso, forse sulla base di un copione provvisorio. Ai poeti prescelti l' arconte assegnava gli attori, anch'essi stipendiati con denaro pubblico, necessari alla messa in scena.

Arconti di rilievo[modifica | modifica sorgente]

Furono arconti di rilievo, nella storia ateniese, Dracone, Solone, Pisistrato e Clistene, colui che diede un assetto democratico alla polis attica.

Cariche analoghe[modifica | modifica sorgente]

A Sparta, una carica analoga era rappresentata dall'eforato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ D. Musti, Storia Greca, Roma-Bari, Laterza, 1989, p. 150
  2. ^ Il Polemarco in origine aveva prerogative militari e il suo voto, nei consigli di guerra, era decisivo; tuttavia dal IV secolo in poi detenne solo funzioni amministrative e sacrali, nonché giurisdizionali relativamente alle cause che riguardavano i forestieri. La sede del Polemarco era l' Epiliceo che secondo alcuni sorgeva nell'agorà e secondo altri studiosi nei pressi del Liceo, un ginnasio fuori città.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Musti, Storia Greca. Linee di sviluppo dall'età micenea all'età romana, Roma-Bari, Laterza, 19891, 20062
  • (EN) A Greek-English Lexicon (aka Liddell and Scott), ISBN 0-19-864226-1 

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]