Arconte (storia)

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Arconte (in greco ἄρχων , pl. ἄρχοντες ; àrchōn) designa la carica di magistrato supremo in vari stati della Grecia antica.

[modifica] Storia della carica

In modo particolare ad Atene l'arcontato ebbe notevoli poteri nel periodo oligarchico e fino al 487 a.C. l'arconte fu di fatto il capo dello stato.

La tradizione vuole che l'origine di tale magistratura si debba situare alla fine del periodo monarchico, verso il 1090 a.C. Un'apposita lista degli arconti ateniesi ci tramanda i loro nomi progressivi, fornendoci pure un importante criterio di datazione relativa per la storia antica. Da essa, apprendiamo che il primo arconte eponimo fu Creonte nel 680-679 a.C., l'ultimo Tito Flavio Mondone Flieo in tarda età romana.

Per i primi 410 anni di vita, la carica arcontale fu decennale, ed appannaggio di poche famiglie scelte.

Dal 680 a.C. gli arconti, eletti annualmente per sorteggio, divennero nove:

  • un eponimo, che dava il nome all'anno, e proponeva le leggi.
  • un polemarco, capo militare, le cui funzioni passarono dal V secolo agli strateghi;
  • un basileus, al quale erano assegnate le competenze in materia religiosa;
  • sei tesmoteti, che avevano il compito di far rispettare le leggi.

Gli ex-arconti diventavano automaticamente membri a vita dell'Areopago. In origine, si trattò ovviamente di una magistratura riservata alle famiglie scelte aristínden kaí ploutínden, cioè per privilegio di nascita e ricchezza. I primi arconti furono, pertanto, scelti esclusivamente tra i pentacosiomedimni. L'ultimo atto di democratizzazione dell'arcontato fu compiuto da Pericle, che lo rese accessibile anche agli zeugiti.

Furono arconti di rilievo, nella storia ateniese, Draconte, Solone, Pisistrato e Clistene, colui che diede un assetto democratico alla polis attica.

A Sparta tale carica prese il nome di eforo.

[modifica] Bibliografia

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