Arco di Galerio

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Coordinate: 40°37′59.97″N 22°57′10.61″E / 40.633325°N 22.952947°E40.633325; 22.952947

Arco di Galerio
Resti dell'arco di Galerio a Salonicco, facciata orientale
Resti dell'arco di Galerio a Salonicco, facciata orientale
Civiltà Civiltà romana
Utilizzo Arco trionfale
Epoca 300
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Comune Salonicco
Amministrazione
Visitabile

L'arco di Galerio fu eretto a Tessalonica (attuale Salonicco, in Grecia) dopo il 297 per celebrarne il trionfo contro il re persiano Narsete.

Su di esso vi è raffigurato Galerio in vari momenti della guerra contro i Persiani: ora mentre è a cavallo e calpesta i soldati di Narsete, ora mentre offre un sacrificio agli dei per ringraziarli della vittoria, ora mentre entra in una città. Si vedono poi immagini simboliche dei tetrarchi tra gli dei Olimpici: sull'Arco di Galerio i tetrarchi vengono rappresentati in modo identico come metafora della concordia e la "fratellanza" tra i 4 principi.

Nell'arco c'è una narrazione con una serie di storie, ognuna giustapposta all'altra. Si vedono i due imperatori in trono ed i due Cesari in piedi: l'imperatore seduto ha più autorità e più poteri. La cattedra su cui siede l'imperatore è trascinata da un carro e poggia sulla personificazione della Terra.

Scena con adventus o viaggio: l'adventus era l'ingresso cerimoniale nella città, che comportava dei riti che potevano prevedere anche la costruzione di un arco.

È una struttura pesante e c'è pesantezza espressiva. Ci sono fregi animali e vegetali che separano i vari registri e sottolineano le scene principali. Sono raffigurate due città, una di partenza ed una di arrivo, forse proprio Salonicco.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Struttura architettonica ed artistica del fregio dell'arco di Galerio di Tessalonica.

Composizione scultorea[modifica | modifica sorgente]

Colonna Sud[modifica | modifica sorgente]

Tematica descrizione scena rilievo scultoreo
Arrivo dell'imperatore in una delle città orientali
Galerio visita la città armana di Eriza (l'odierna Erzincan), presso il tempio della dea Anahit (dea madre della mitologia armena). A sinistra si vedono le porte della città, con l'entrata sotto la porta su un carro a due ruote trainato da cavalli, accompagnato da guardie del corpo, che tengono lance e bandiere. I residenti della città con striscioni e fiori salutano l'Imperatore. Sul lato destro accanto ad un cipresso si vede il tempio della dea Anahit, che è visibile da una sua statua.
07Thessaloniki Galerius4.jpg
L'onore del conquistatore d'Oriente
A Galerio è indicata la giusta strada, seduto su una pietra a forma cilindrica. Non ha armi, ma uno scettro. La dea Vittoria tiene una corona sullo stesso Imperatore. Torna verso la porta su un carro trainato da quattro elefanti, dietro i suoi doni. Si vede una donna guerriero sul carro con lancia e scudo, che simboleggia la gloria militare. Gli elefanti sono il simbolo di quella vittoria è stata vinta da Galerio in Oriente.
Galerio riceve l'ambasciata persiana
Il re persiano Narsete che, dopo la sua sconfitta subita da Galerio, invia un'ambasciata, guidato dal suo amico Afarvan. Nella parte destra del pannello scultoreo, Galerio è circondato da soldati, tra cui un oplita, con raffigurato sullo scudo, Ercole. Al centro si vedono cinque persiani in ginocchio, che tendono le loro mani in segno di supplica all'Imperatore. Sul bassorilievo ci sono poi due Amazzoni, così come i membri della famiglia del re persiano (quattro donne con mantelle sulla testa e un bambino).
Sacrificio
È la fase principale dei bassorilievi dell'arco. Qui mostra due tetrarchi, Galerio e Diocleziano, in piedi ai lati della dell'altare a portare offerte. Ai due lati visibili dell'altare sono collocati i bassorilievi raffiguranti Zeus e Ercole. Accanto a loro nelle immagini. Si vedono anche gli abitanti della città e le immagini allegoriche dell'Armenia e Mesopotamia, sotto forma di due donne che vengono poi conquistate.
Arch of Galerius (sacrifice).jpg

Colonna Nord[modifica | modifica sorgente]

Tematica descrizione scena rilievo scultoreo
Battaglia sul fiume
Raffigura la battaglia tra l'esercito di Galerio sul fiume (che è rappresentato da una figura nuda dalla vita in su), appoggiata su una roccia. Accanto a questa figura alcuni cavalieri daci, guidati dall'imperatore. Galerio, seduto sul suo cavallo, colpisce il nemico con una lancia. In mezzo ad una folla di soldati romani sono raffigurati i futuri Cesari, Costantino I e Licinio. A terra numerosi corpi dei nemici morti e feriti su entrambi i lati, sono poi poste le immagini delle dee Vittoria e Artemide. Nella parte destra della composizione viene posto un carro con quattro elefanti.
Arch-of-Galerius-1.jpg
Uscita dei prigionieri dalla città sasanide
La città sasanide è rappresentata con due torri ed una porta. Nella parte sinistra della composizione ci sono tre figure di uomini barbuti ed anziani, pronti ad obbedire all'imperatore (conservato solo nella parte della gamba sinistra). Inoltre ci sono le immagini delle donne catturate con i cammelli (al centro dello sfondo, oltre un cancello).
L'Imperatore è accolto con benevolenza dai nemici
L'imperatore è raffigurato al centro, vestito in abiti civili seduto in carrozza da viaggio, trainato da quattro cavalli. Egli è accompagnato da cavalieri in tunica e elmo. Di fronte a questa processione, raffigurati due figli di schiavi. Viene dato all'imperatore il benvanuto da alcune donne.
Misericordia dell'Imperatore
Gli Augusti sono seduti, circondati dai rispettivi Cesari. A sinistra si vede un gruppo di prigionieri, due dei quali hanno il culto dell'imperatore. La composizione si concentra sulla compassione ed il perdono da parte del vincitore romano al sasanide sconfitto.
Arch-of-Galerius-2.jpg
Prigioniere sasanidi
Un gruppo di prigionieri donne con tuniche. Uno di loro tiene un fiore, un altro un lungo scettro. La maggior parte a sinistra della composizione è andato perduto e sostituito da una lastra in marmo restaurata.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Ranuccio Bianchi Bandinelli, Roma. La fine dell'arte antica. Dal II secolo a.C. alla fine dell'Impero, in Grandi Civiltà - Corriere della Sera, 1970-2005. ISBN 9-771129-085094-50002.
  • Edward Gibbon, Declino e caduta dell'Impero romano, Mondadori, pag. 141-148

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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