Arco Etrusco

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Coordinate: 43°06′52″N 12°23′22.8″E / 43.114444°N 12.389667°E43.114444; 12.389667

Arco Etrusco
mura etrusche
L'Arco visto da piazza Grimana
L'Arco visto da piazza Grimana
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Città Perugia
Informazioni generali
Tipo porta ad arco
Stile architettura etrusca
Inizio costruzione III secolo a.C.
Visitabile si

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L'Arco Etrusco o di Augusto è una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia. Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C. dopo la sua vittoria nella guerra di Perugia. Rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadine e si apre sul cardo maximus della città, corrispondente all'attuale via Ulisse Rocchi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Augusto aveva cinto d'assedio Perugia per ben sette mesi, all'incirca nel 40 a.C, prima che la città capitolasse. Era il periodo della guerra civile tra Ottaviano Augusto e Marco Antonio. Il fratello di quest'ultimo, Lucio, si era asserragliato nella città. Perugia, all'epoca, era un bastione molto difficile da espugnare, posto in altura e protetto dalla cinta muraria che univa le sette porte. Inoltre, dalle cronache di Dione Cassio, sappiamo anche che l'esercito di Lucio era numericamente forte ela città era ben rifornita di viveri. L'assedio di Perugia ebbe il suo culmine con l'incendio della Città, si dice per consiglio di Caio Cestio soprannominato Macednoico. Negli anni successivi Perugia fu restituita al suo splendore dai Perugini sotto gli auspici di Cesare Augusto che nel frattempo aveva sterminato i nobili a lui ostili sostituendoli, alla guida della città, con nobili famiglie amiche, tra cui la più importante quella dei Vibi. Dell'incendio del 40 a.C. rimangono tracce nei resti di una villa romana rinvenuta negli scavi sotto la cattedrale di San Lorenzo, Duomo di Perugia. Nel periodo Augusteo, nelle pietre etrusche dell'antico sesto dell'arco, fu scolpita la scritta AVGVSTA PERVSIA. L'altra iscrizione che orna la fascia orizzontale superiore all'arco stesso reca, "COLONIA VIBIA" e ricorda l'epoca dell'imperatore romano di origini perugine Gaio Vibio Treboniano Gallo e del figlio co-imperatore Volusiano Veldumniano ambedue della famiglia Vibia (251-253).[1]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

L'arco è costituito da una facciata attraversata da un solo fornice (cioè da una sola arcata) e da due torrioni trapezoidali. Su uno dei due torrioni è stata costruita, in epoca rinascimentale, una loggia; la fontana ai piedi dello stesso torrione è stata finita di costruire nel 1621. Sopra l'arco (a due filari concentrici) vi è un fregio ornato da metope con scudi rotondi e triglifi; sopra questo vi è un altro archetto tra due pilastri.

Nel filare interno possiamo leggere la scritta Augusta Perusia, cioè il nome della città dopo la ricostruzione del 40; nel filare esterno vi è incisa la scritta Colonia Vibia, per testimoniare lo "ius coloniae" ricevuto da Treboniano Gallo.[2]

Di fronte all'arco sorge Palazzo Gallenga Stuart, sede dell'Università per Stranieri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Umbria, p. 142
  2. ^ Umbria, p. 143

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Touring Club Italiano-La Biblioteca di Repubblica, L'Italia: Umbria, Touring editore, 2004.
  • L'imperatore Gaio Vibio Treboniano Gallo da Monte Vibiano, a cura di F. Cotana, Morlacchi 2012.

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