Arcidiocesi di Torino

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Arcidiocesi di Torino
Archidioecesis Taurinensis
Chiesa latina
Torino-duomo.jpg
Regione ecclesiastica Piemonte
Diocesi suffraganee
Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo, Fossano, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Susa
Arcivescovo metropolita Cesare Nosiglia
Ausiliari Guido Fiandino
Arcivescovi emeriti cardinale Severino Poletto
Sacerdoti 1.137 di cui 561 secolari e 576 regolari
1.776 battezzati per sacerdote
Religiosi 913 uomini, 3.603 donne
Diaconi 131 permanenti
Abitanti 2.115.000
Battezzati 2.020.313 (95,5% del totale)
Superficie 3.350 km² in Italia
Parrocchie 359 (26 vicariati)
Eretta IV secolo
Rito romano
Cattedrale Cattedrale Metropolitana di San Giovanni Battista
Indirizzo Via Arcivescovado 12, 10121 Torino, Italia
Sito web Www.diocesi.torino.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Torino (in latino: Archidioecesis Taurinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2010 contava 2.020.313 battezzati su 2.115.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Cesare Nosiglia.

Indice

[modifica] Territorio

L'arcidiocesi comprende buona parte della provincia di Torino (137 comuni), nonché 15 comuni in provincia di Cuneo e 6 comuni in provincia di Asti.

Sede arcivescovile è la città di Torino, dove si trova la cattedrale di San Giovanni Battista.

Il territorio è suddiviso in 4 zone pastorali, divise a loro volta in 26 vicariati, ulteriormente suddivisi in 359 parrocchie.

[modifica] Parrocchie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Parrocchie dell'Arcidiocesi di Torino.

[modifica] Storia

Sulle origini del cristianesimo in Torino non abbondano gli elementi storicamente documentati. Si possono probabilmente riconoscere i Santi Avventore, Ottavio e Solutore (vissuti nel III secolo) come i protomartiri torinesi o almeno quelli di cui ci è noto il nome, già venerati al tempo di San Massimo. Le comunità cristiane dell'attuale Italia nord-occidentale si organizzarono in Chiese (ossia in Diocesi), con a capo un vescovo, prevalentemente in epoca costantiniana.

Il primo vescovo di Torino è ritenuto essere san Massimo: non si hanno notizie di altri vescovi prima di lui. San Massimo morì tra il 408 ed il 423.

Si ricorda un altro vescovo di nome Massimo che resse la diocesi tra il 451 ed il 465.

Originariamente la diocesi di Torino si estendeva alle valli della Moriana, di Susa e di Lanzo, che intorno al VII secolo passarono sotto la giurisdizione dell'arcivescovo di Vienne e dal 774 furono aggregate alla diocesi di Saint-Jean de Maurienne.

Nel 1033 la diocesi di Torino riacquistò le valli di Susa e di Lanzo.

Durante il Medioevo al capitolo della cattedrale spettava l'elezione del vescovo, ma a partire dal XIV secolo la Santa Sede esercitò la sua influenza nell'elezione. Nel 1300 Bonifacio VIII annullò l'elezione di Tommaso II di Savoia fatta dal capitolo e impose sulla cattedra torinese Teodisio Revelli. Nel 1411 i diritti dei canonici erano già estinti e Giovanni XXII eleggeva Aimone da Romagnano, senza concedere al capitolo di avanzare una proposta.[1]

Il 6 giugno 1453 le cronache riportano il famoso miracolo del Corpus Domini, che è all'origine della basilica omonima. Secondo le cronache del tempo un'ostia presente in un ostensorio rubato si sarebbe levata rimanendo sospesa in aria, sopra molti spettatori. Sopraggiunto il vescovo, l'ostia rimase sospesa, finché si posò su un calice. Le specie eucaristiche incorrotte si sarebbero conservate ancora oltre l'erezione della basilica (1521), finché da Roma fu ordinato di consumarle sacramentalmente.

Per tutto il medioevo restò suffraganea dell'arcidiocesi di Milano fino a quando il 21 maggio 1515 papa Leone X con la bolla Cum illius la elevò al rango di arcidiocesi metropolitana, dandole con l'altra bolla dello stesso giorno Hodie ex certis come diocesi suffraganee quella di Mondovì e quella di Ivrea.

Nel 1578 l'antica reliquia della Sacra Sindone fu trasferita da Chambéry a Torino.

Nel XVIII secolo acquistò grande importanza soprattutto per merito dei due vescovi Francesco Luserna Rorengo di Rorà e Vittorio Maria Baldassare Gaetano Costa d'Arignano. Vennero staccate da Torino le diocesi di Pinerolo (1748) e di Susa (1772).

Nel XIX secolo la diocesi di Torino si popola di numerose figure di santi: san Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza; san Giovanni Bosco fondatore dei Salesiani; san Leonardo Murialdo, fondatore della Congregazione di San Giuseppe; san Giuseppe Cafasso, il rincuoratore degli impiccati al Rondò della forca; santa Maria Domenica Mazzarello; san Domenico Savio; il beato Francesco Faà di Bruno; seguiti poi dal beato Giuseppe Allamano, nipote di san Giuseppe Cafasso, fondatore dei Missionari e Missionarie della Consolata, e dal beato Piergiorgio Frassati.

Nel 1947 ha ceduto porzioni del suo territorio alla diocesi di Gap e alla diocesi di Saint-Jean de Maurienne.

[modifica] Cronotassi dei vescovi

Sede vacante (1713-1727)

[modifica] Statistiche

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 2.115.000 persone contava 2.020.313 battezzati, corrispondenti al 95,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1950 1.088.000 1.100.000 98,9 1.885 1.085 800 577 2.000 8.000 332
1969 1.809.000 1.852.475 97,7 1.667 931 736 1.085 1.294 6.000 373
1980 2.006.000 2.119.000 94,7 1.908 912 996 1.051 24 1.729 5.800 397
1990 2.019.000 2.080.000 97,1 1.702 762 940 1.186 85 1.480 5.535 355
1999 2.000.000 2.143.843 93,3 1.519 679 840 1.316 116 1.368 4.207 357
2000 2.065.443 2.143.843 96,3 1.518 678 840 1.360 118 1.351 4.125 357
2001 2.065.443 2.143.843 96,3 1.483 673 810 1.392 119 1.289 4.023 357
2002 2.065.443 2.143.843 96,3 1.451 675 776 1.423 122 1.265 3.949 357
2003 2.065.443 2.143.843 96,3 1.380 656 724 1.496 125 1.206 3.927 357
2004 2.065.443 2.143.843 96,3 1.358 644 714 1.520 128 1.183 3.915 359
2010 2.020.313 2.115.000 95,5 1.137 561 576 1.776 131 913 3.603 359

[modifica] Note

  1. ^ Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Torino 1851, vol. XXI, pp. 499-500

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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