Arcidiocesi di Nazareth

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Nazareth
Sede arcivescovile titolare soppressa
Archidioecesis Nazarena
Chiesa latina
Sede titolare di Nazareth
Capitello di una colonna della Basilica dell'Annunciazione crociata[1].
Vescovo titolare: {{{vescovo}}}
Arcivescovo titolare:
Istituita: circa 1327
Soppressa: 27 giugno 1818
Stato:
Regione:
collocazione
geografica:
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Diocesi soppressa di Nazareth
Diocesi suffraganee:
Diocesi suffraganea di: patriarcato di Gerusalemme
Eretta: circa 1120
Soppressa: circa 1327
Gli arcivescovi dell'arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, sono di diritto titolari di Nazareth
Dati dall'annuario pontificio
Elenco delle sedi titolari della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Nazareth (in latino: Archidioecesis Nazarena) fu una delle maggiori suffraganee del patriarcato di Gerusalemme dei Latini durante le crociate.

Indice

[modifica] Storia

Nel 1099 il Crociato Tancredi conquistò la Galilea e si adoperò per risollevare Nazaret dove fu eretta l'arcidiocesi della Chiesa cattolica che ebbe tra i suoi suffraganei il vescovo di Tiberiade e l'abate del Monte Tabor.

Inoltre vi fu trasferita, e posta sotto gli arcivescovi nazareni, l'antica arcidiocesi della Chiesa cristiana ortodossa, che aveva sede a Scitopoli, conosciuta come Bethsan dai crociati, e che era stata anche la sede del metropolita di Palestina Secunda.

Nel 1101 furono ricostruite la basilica dell'Annunciazione e la chiesa di San Giuseppe.

[modifica] Signoria ecclesiastica di Nazaret

Nel 1115 fu creata la Signoria di Nazaret, valvassore del Principato di Galilea che, a sua volta, era vassallo del regno crociato di Gerusalemme. Si trattava di una signoria ecclesiastica governata dall'arcivescovo che esercitava sia la potestà civile che quella religiosa, come le signorie secolari aveva il diritto di esercitare court et coins et justise ed il dovere di fornire all'esercito reale un contingente di cavalieri[2].

La città tornò sotto il controllo musulmano nel 1187 a seguito della vittoria di Saladino nella Battaglia di Hattin; l'arcivescovo di rito romano divenne solo titolare mentre tornò quello greco-ortodosso.

Vermond de Croÿ fu signore titolare di Nazaret attorno al 1200. I cristiani ripresero il controllo dell'area nel 1229, a seguito della Sesta crociata, ma lo persero definitivamente nel 1263 quando il Sultano Baybars scacciò i cristiani e distrusse tutti i loro edifici.

[modifica] Trasferimento in Italia

L'arcidiocesi di Nazareth di Palestina possedeva una "succursale" anche in Puglia, nella città di Barletta. Nel 1187, quando Saladino conquistò il Regno di Gerusalemme, l'arcivescovo di Nazareth Letardu si rifugiò a Barletta, sede che mantenne anche il suo successore Gervasio. Quando Nazaret fu riconquistata dai cristiani, Gervasio fece ritorno in Palestina, morendovi nel 1222. Alla successiva ricaduta della città nelle mani arabe, anche l'arcivescovo Ugo (1231-1239) dovette stabilirsi a Barletta, nella chiesa nazarena. Quando San Giovanni d'Acri, ultimo baluardo del regno latino di Gerusalemme, cadde nelle mani dei musulmani (1291), l'arcivescovo di Nazareth si rifugiò nuovamente a Barletta, fino a trasferirvi definitivamente la sede nel 1327. Ebbe inizio, così, la lunga serie di arcivescovi di Nazareth residenti a Barletta.

Anche a Canne, nei pressi di Barletta, sussisteva un vescovado, nato intorno al X secolo. In seguito alla decadenza della piccola città, il vescovo Raynaldus, a mezzo dell'Università di Barletta, tentò di ottenere che la sede di Canne venisse trapiantata a Barletta. Dopo varie vicissitudini tale unione si verificò nel 1455, sotto il pontificato di Callisto III, per cui detto vescovado fu unito all'arcidiocesi di Nazareth.

Nel 1536 all'arcivescovado nazareno si aggiunse anche la diocesi di Monteverde in forza di una bolla di papa Paolo III del 1534. Con questo triplice incarico l'arcivescovo nazareno assurse ad una grande importanza ed esercitò la sua giurisdizione su parte del territorio barlettano e su chiese e possedimenti limitrofi e lontani (alcune chiese a Bari, Potenza, Acerenza e nelle diocesi di Capaccio e Marsico Nuovo). Godeva della particolare prerogativa di poter portare la croce, il pallio e la mozzetta in qualsiasi diocesi.[3]

Il 27 giugno 1818, con la bolla De Ulteriori di papa Pio VII, fu soppressa l'arcidiocesi di Nazareth.

Il 22 ottobre 1828 con la bolla Multis quidem di papa Leone XII il titolo di arcivescovo di Nazareth fu concesso agli arcivescovi di Trani. Successivamente il titolo passò agli arcivescovi di Barletta e Trani (1860) e poi agli arcivescovi di Trani-Barletta-Bisceglie (1986).

[modifica] Cronotassi dei vescovi

[modifica] Arcivescovi di Nazaret

[modifica] Arcivescovi di Nazareth in Barletta

[modifica] Arcivescovi di Nazareth, con il titolo di vescovi di Canne

[modifica] Arcivescovi di Nazareth con i titoli di vescovi di Canne e Monteverde

Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, che fu vescovo di Nazareth in Barletta tra il 1604 e il 1608

[modifica] Note

  1. ^ Sivan, op. cit., p. 235.
  2. ^ Mayer, op. cit., p. 537.
  3. ^ Giannone, op. cit., p. 163.
  4. ^ Scheda su santiebeati.it su san Bernardo di Nazareth

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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