Arcivescovato di Salisburgo

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Principato Arcivescovile di Salisburgo
Principato Arcivescovile di Salisburgo – Bandiera Principato Arcivescovile di Salisburgo - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficiale Fürsterzbistum Salzburg
Lingue parlate tedesco
Capitale Salisburgo
Dipendente da Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governo teocrazia
Nascita 1213 con Eberardo II di Truchsees
Causa Creazione dello stato secolare dell'arcivescovato di Salisburgo dal Ducato di Baviera
Fine 1803 con Hieronymus von Colloredo
Causa Elevazione ad elettorato e secolarizzazione del principto ecclesiastico
Territorio e popolazione
Economia
Valuta tallero di Salisburgo
Commerci con Sacro Romano Impero
Religione e società
Classi sociali patrizi, clero, cittadini, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Armoiries Bavière.svg Ducato di Baviera
Succeduto da Flag of Salzburg (state).svg Elettorato di Salisburgo

L'Arcivescovato di Salisburgo fu uno stato ecclesiastico del Sacro Romano Impero, consistente nell'attuale stato austriaco di Salisburgo.

L'arcivescovo di Salisburgo gode storicamente del titolo di Primas Germaniae ("Primate di Germania"). Il potere di questo titolo, che non aveva giurisdizione politica, ricopriva però un ruolo fondamentale nei rapporti con la Chiesa in quanto rendeva l'arcivescovo il primo referente del papa in Germania. Godeva inoltre del titolo di legato nato (o "ambasciatore permanente") del papa, che gli consentiva di vestire i panni di cardinale, anche a Roma, pur non essendo stato nominato cardinale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vescovato abbaziale (IV sec. - c. 482)[modifica | modifica sorgente]

Attorno al 450, la Vita Sancti Severini riporta che a Salisburgo avevano sede due chiese e un monastero. Poco si sa del primo vescovato, e san Massimo è l'unico Abate-Vescovo di cui si conosca il nome. Un discepolo di san Severino abate, riporta che egli venne martirizzato al ritorno da Noricum. Salisburgo venne distrutta nel 482 circa, sei anni dopo la partenza delle legioni romane dalla regione.

Vescovato (c. 543/698 - 798)[modifica | modifica sorgente]

San Ruperto, vescovo di Worms, chiamato apostolo di Baviera e di Carinzia, ritornò nella regione e fondò una chiesa a Wallersee, trovando le rovine di Salisburgo. È incerto se egli sia giunto nel 543 circa, durante il regno di Teodoro I di Baviera o nel 698 circa quando la Baviera venne conquistata dai Franchi. In qualunque caso la cristianità non si diffuse nella regione sino al VII secolo. Il monastero della cattedrale venne dedicato a san Pietro e la nipote di Ruperto, Erentrude fondò un monastero di monache a Nonnberg. San Bonifacio completò l'opera di san Ruperto, ponendo Salisburgo sotto l'amministrazione dell'arcivescovato di Magonza.

Tardo Arcivescovato (798 - 1060)[modifica | modifica sorgente]

Arno si guadagnò il rispetto del re dei Franchi Carlo Magno che gli assegnò in missione i territori compresi tra il Reno, il Raab, e la Drava che erano stati recentemente conquistati dagli Avari. Vennero fondati dei monasteri e lentamente tutta la Carinzia venne cristianizzata. Mentre Arno era a Roma in missione per conto di Carlo Magno, nel 798, papa Leone III lo nominò arcivescovo metropolita della Baviera che comprendeva (Frisinga, Passavia, Ratisbona, e Sabiona). Quando scoppiò una contesa tra l'Arcivescovato di Salisburgo e il Patriarcato di Aquileia, Carlo Magno decise di porre la Drava come confine delle due aree.

L'arcivescovo Adalvino ebbe non pochi problemi quando il re Rastislavo di Moravia tentò di sottrarre i suoi territori all'influenza tedesca. Papa Adriano II nominò Metodio, arcivescovo di Pannonia e Moravia, e solo quando re Rastislavo venne fatto prigioniero da Ludovico II che Adalvino poté giustamente protestare per la lesione dei propri diritti. Metodio apparve dinanzi al Sinodo di Salisburgo dove venne condannato all'esilio per due anni e mezzo.

Poco dopo i Magiari si impossessarono della Moravia e nessuna chiesa ebbe scampo in Pannonia. L'arcivescovo Dietmaro I cadde in battaglia nel 907. I Magiari vennero definitivamente sconfitti solo con la Battaglia di Lechfeld nel 955, e la vita ecclesiastica di Salisburgo poté tornare alla normalità. L'anno successivo, l'arcivescovo Aroldo, inimicatosi il duca Liudolfo di Svevia ed il duca Corrado il Rosso di Lorena, venne deposto, imprigionato, accecato, e scomunicato. L'arcivescovo Bruno I di Colonia, nominò Federico I arcivescovo e dichiarò indipendente l'abbazia di san Pietro. Nel 996 l'arcivescovo Hartwig ricevette il diritto di riscuotere le tasse per conto dell'imperatore.

Epoca delle investiture (1060 - 1213)[modifica | modifica sorgente]

Con Gregorio VII la Chiesa entrò in una nuova era. Il primo arcivescovo di questo periodo fu Gebardo, che durante le controversie per la lotta per le investiture rimase dalla parte del papa. Gebardo dovette soffrire nove anni di esilio e gli fu permesso di rientrare a Salisburgo solo pochi anni prima della morte, quando venne sepolto ad Admont. Il suo successore Timo venne imprigionato per cinque anni e morì di morte violenta nel 1102. All'abdicazione di Enrico IV, Corrado I di Abensberg venne eletto arcivescovo. Corrado visse in esilio sino al concordato tra chiesa e imperatore del 1122, dedicandosi poi a migliorare la vita religiosa dell'episcopato.

L'arcivescovo parteggiò nuovamente per la Chiesa nel conflitto tra il Papa e l'arcivescovo Eberardo I di Hilpolstein-Biburg, promosso dagli Hohenstaufen, ma il suo successore Corrado II d'Austria si oppose all'imperatore e morì nel 1168 ad Admont, fuggendo. Corrado III di Wittelsbach venne nominato arcivescovo di Salisburgo nel 1177 alla Dieta di Venezia.

Principato vescovile (1213 - 1803)[modifica | modifica sorgente]

L'arcivescovo Eberardo II di Truchsess venne creato Principe dell'Impero nel 1213, e creò tre nuove diocesi: la diocesi di Chiemsee (1216), la diocesi di Seckau (1218) e la diocesi di Lavant (1225). Eberardo venne scomunicato nel 1245 dopo essersi rifiutato di sottoscrivere un documento della Santa Sede che deponeva l'Imperatore, e morì l'anno seguente. Durante l'interregno tedesco, Filippo di Carinzia si rifiutò di consacrare nuovi sacerdoti e venne deposto da Ulrico di Seckau.

Il re Rodolfo I d'Asburgo ebbe notevoli discussioni con l'Arcivescovo attraverso l'abate Enrico di Admont e solo dopo la sua morte gli Asburgo e gli arcivescovi trovarono pace, nel 1297. Il popolo e l'Arcivescovo rimasero fedeli agli Asburgo nella loro lotta contro i Wittelsbach. Quando la peste raggiunse Salisburgo nel 1347, gli ebrei vennero accusati di essere untori e come tali vennero perseguitati. La comunità giudaica venne espulsa da Salisburgo nel 1404. successivamente poterono ritornare, ma furono relegati in un ghetto.

Le condizioni peggiorarono con il regno di Bernardo II di Rohr. La città era in piena crisi, le autorità locali erano costrette ad aumentare le tasse per far fronte alle spese statali ed il pericolo dell'Impero Ottomano incombeva. Nel 1473 Bernardo II proclamò la prima Dieta nella storia dell'arcivescovato e abdicò. Fu solo Leonardo di Keutschach (regnante dal 1495 al 1519) che cambiò radicalmente la situazione. Imprigionò il borgomastro e tutti i consiglieri cittadini nel proprio castello e resse personalmente la città. Gli ultimi anni li trascorse in lotta con Matthäus Lang von Wellenburg, vescovo di Gurk, che gli succedette nel 1519.

Matteo assoldò dei minatori della Sassonia che portarono con loro l'ideologia e gli scritti del protestantesimo di Lutero e fu così che il luteranesimo dilagò anche a Salisburgo. L'arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau impose ai protestanti di convertirsi al cattolicesimo o di lasciare il paese. La cattedrale venne ricostruita e non ebbe rivali nelle Alpi in quanto a bellezza e raffinatezza.

L'arcivescovo Paris von Lodron, mentre il resto della Germania era devastata, preservò Salisburgo dalla Guerra dei Trent'anni, consentendole di vivere un periodo di pace e prosperità. Durante il regno di Leopold Anton von Firmian, i protestanti aumentarono come non mai. Egli invitò perciò i Gesuiti a Salisburgo con l'intento di scacciare i protestanti: 30.000 persone vennero obbligate a lasciare il paese e a trasferirsi nel Württemberg, nell'Hannover e nella Prussia Orientale, e molti emigrarono in Georgia negli Stati Uniti d'America. L'ultimo principe-vescovo, Hieronymus von Colloredo, è probabilmente più conosciuto per essere stato il primo datore di lavoro di Mozart. Egli si preoccupò di riformare la Chiesa e l'educazione, alienandosi però dalla popolazione.

Moderno arcivescovato (dal 1803 a oggi)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1803 l'arcivescovato di Salisburgo venne secolarizzato come Granducato di Salisburgo, affidato formalmente al granduca Ferdinando III di Toscana del Granducato di Toscana (fratello dell'imperatore Francesco II), che aveva perso temporaneamente il proprio trono. Nel 1805 Salisburgo passò all'Austria, e nel 1809 alla Baviera, che chiuse l'università, soppresse i conventi per i novizi e bandì pellegrinaggi e processioni. Il Congresso di Vienna restituì Salisburgo all'Austria nel 1814, e la vita ecclesiastica venne nuovamente normalizzata dall'arcivescovo Augusto Giovanni Giuseppe Gruber (regnante dal 1823 al 1835).

Vescovi di Salisburgo[modifica | modifica sorgente]

Abati-Vescovi di Iuvavum c. 300s-c. 482[modifica | modifica sorgente]

  • San Massimo (m. 476)

Abbandonato dopo c. 482

Vescovi di Iuvavum (dal 755, Salisburgo), c. 543-798 (seguendo la data più antica)[modifica | modifica sorgente]

  • San Roberto c. 543-?
  • Vitale
  • Erkenfrido
  • Ansologo
  • Ottocaro
  • Flobrigido
  • Giovanni I
  • San Virgilio c. 745-c. 784

Vescovi di Iuvavum (dal 755, Salisburgo), c. 698-798 (seguendo la data più recente)[modifica | modifica sorgente]

  • San Roberto c. 698-c. 718
  • Giovanni (?)
  • San Virgilio c. 767-c. 784

Arcivescovi di Salisburgo[modifica | modifica sorgente]

Arcivescovi di Salisburgo, 798-1213[modifica | modifica sorgente]

  • Arno 784-821
  • Adalramo 821-836
  • Leutramo 836-859
  • Adalvino 859-873
  • Adalberto I 873
  • Dietmar I 873-907
  • Pellegrino I 907-923
  • Adalberto II 923-935
  • Egilolfo 935-939
  • Aroldo 939-958
  • Federico I 958-991
  • Hartwig 991-1023
  • Günther 1024-1025
  • Dietmar II 1025-1041
  • Baldwin 1041-1060
  • Gebhard 1060-1088
  • Tiemo 1090-1101
  • Corrado I di Abensberg 1106-1147
  • Eberardo I di Hilpolstein-Biburg 1147-1164
  • Corrado II d'Austria 1164-1168
  • Adalberto III di Boemia 1168-1177
  • Corrado III 1177-1183
  • Adalberto III di Boemia (restaurato) 1183-1200

Principi-Arcivescovi di Salisburgo, 1213-1803[modifica | modifica sorgente]

Granducato di Salisburgo 1803-1805[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]