Arcieparchia di Mossul dei Caldei

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Arcieparchia di Mossul
Archieparchia Mausiliensis Chaldaeorum
Chiesa caldea
Arcieparca Emil Shimoun Nona
Sacerdoti 14 di cui 8 secolari e 6 regolari
1.201 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 11 donne
Battezzati 16.815
Parrocchie 13
Erezione 24 ottobre 1960
Rito caldeo
Indirizzo Mayassa, B.P. 757, Mossul, Iraq
Dati dall'Annuario Pontificio 2010 * *
Chiesa cattolica in Iraq

L'arcieparchia di Mossul dei Caldei (in latino: Archieparchia Mausiliensis Chaldaeorum) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2009 contava 16.815 battezzati. È attualmente retto dall'arcieparca Emil Shimoun Nona.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende la città irachena di Mossul, dove si trova la cattedrale di San Paolo.

Il territorio è suddiviso in 13 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dal 1830, Mossul fu sede del patriarca cattolico di Babilonia dei Caldei, da cui dipendevano direttamente, come sedi proprie, le arcieparchie di Baghdad e Mossul. Babilonia, nei pressi di Baghdad, è sempre stata, fin dalle origini, la sede del patriarca della Chiesa nestoriana, anche quando questi, a causa delle persecuzioni, dovette abbandonare la città. Per questo motivo i patriarchi caldei cattolici, dopo che nel 1830 hanno assunto il titolo di Patriarchi di Babilonia dei Caldei, hanno sempre considerato la sede di Baghdad, nonostante l'esiguo numero di fedeli, come la loro vera diocesi, pur risiedendo a Mossul.

Nel 1896 la sola sede di Mossul, con i villaggi da essa dipendenti, contava 23.700 fedeli cattolici, con 11 parrocchie (e 18 chiese), 45 preti secolari e 26 preti regolari dell'Ordine Antoniano di Sant'Ormisda dei Caldei. Nel 1913 i fedeli erano 32.000, con 45 preti e 22 chiese.

A metà del XX secolo, il patriarca trasferì la sua sede a Baghdad. Per questo motivo, con il trasferimento di sede, fu eretta canonicamente l'eparchia di Mossul dei Caldei il 24 ottobre 1960 in forza della bolla Amoris Nostri di papa Giovanni XXIII, ricavandone il territorio dall'arcieparchia di Baghdad.

Il 14 febbraio 1967 l'eparchia è stata elevata al rango di arcieparchia.

La cattedrale fu l'obiettivo di una bomba nel dicembre del 2004, che la danneggiò seriamente. La residenza del vescovo era un edificio moderno a due piani a 10 km dalla cattedrale, inaugurato nel 1995 e anch'esso distrutto il 12 agosto 1995 da cinque assalitori che lo saccheggiarono e lo fecero esplodere con la dinamite.

Il 29 febbraio 2008 l'arcivescovo Paulos Faraj Rahho è stato rapito da un commando di uomini armati, mentre usciva dalla chiesa dello Spirito Santo, poco dopo la celebrazione del pio esercizio della Via Crucis. Dopo trattative per la sua liberazione, il presule è stato trovato morto nei dintorni di Mossul, sepolto.[1]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Emmanuel Daddi † (27 giugno 1960 - 11 gennaio 1980 deceduto)
  • Georges F. Garmou † (23 aprile 1980 - 9 settembre 1999 deceduto)
  • Paulos Faraj Rahho † (12 gennaio 2001 - 12 marzo 2008 deceduto)
  • Emil Shimoun Nona, dal 5 maggio 2009

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2009 contava 16.815 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1969 17.000 600.000 2,8 27 17 10 629 14 85 6
1980 18.500  ?  ? 14 12 2 1.321 3 4 7
1990 19.850  ?  ? 19 17 2 1.044 4 75 9
1999 20.000  ?  ? 16 12 4 1.250 2 4 2 9
2000 20.000  ?  ? 17 13 4 1.176 2 5 6 11
2001 20.500  ?  ? 16 12 4 1.281 2 4 2 11
2002 21.105  ?  ? 16 12 4 1.319 1 4 2 11
2003 50.000  ?  ? 14 12 2 3.571 1 2 2 10
2004 20.600  ?  ? 14 10 4 1.471 1 6 10
2009 16.815  ?  ? 14 8 6 1.201 9 11 13

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iraq: trovato morto il vescovo rapito

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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