Arcidiocesi ortodossa d'Italia

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La sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia e di Malta ed esarcato per l'Europa meridionale (in greco: ῾Ιερὰ Μητρόπολις Ἰταλίας καὶ Μελίτης) è una giurisdizione ecclesiastica del patriarcato di Costantinopoli. Il suo primate porta il titolo di arcivescovo metropolita d'Italia ed esarca per l'Europa meridionale.

Fondata dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I il 5 novembre 1991, suo scopo principale è la cura spirituale dei fedeli ortodossi delle diverse etnie presenti sul territorio italiano. Il 25 aprile 2005 le fu aggregato il territorio di Malta,[1] separandolo dal territorio dell'arcidiocesi di Thyateira e Gran Bretagna. Dal 1996 è guidata dall'arcivescovo Gennadios Zervós. Ha sede presso la cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza del patriarcato di Costantinopoli in Italia è antichissima e risale al VI secolo, con la conquista bizantina dell'Italia. In seguito alla riduzione dei territori bizantini nella penisola, la Calabria meridionale divenne la roccaforte di Bisanzio e del culto ortodosso. Dopo la conquista normanna dell'Italia meridionale, nell'estremità meridionale della penisola continuarono ad esistere sino al XVII secolo molti monasteri basiliani.

Intanto già dalla fine del '400 cominciarono a rivolgersi verso l'Italia grandi flussi migratori di popolazioni di fede ortodossa, fra i quali si ricordano gli albanesi, stabilitisi in zone della Calabria, della Puglia e del Molise dopo la conquista ottomana della propria terra, i quali confluiranno poi nella chiesa cattolica come italo-albanesi di rito orientale. Tante altre popolazioni di origine greca arrivarono nella penisola e fondarono molte comunità. Si ricordi che a Venezia ebbero sede sino al '700 i metropoliti di Filadelfia.

Il patriarcato di Costantinopoli volle riorganizzare l'ortodossia in Italia dall'inizio del XX secolo. Inizialmente il territorio italiano fece parte dell'Esarcato di Tiatira e Gran Bretagna (1922-1963) e poi dell'esarcato di Austria e Ungheria sino al 1991, quando venne creata la diocesi attuale.

Riconoscimento giuridico e partecipazione all'otto per mille[modifica | modifica wikitesto]

La Sacra arcidiocesi d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale concorre all'otto per mille dalla dichiarazione dei redditi del 2013, a seguito di intesa del 4 aprile 2007, ratificata nel 2012.[2]

Fedeli e parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

I fedeli sono per la maggior parte greci-ortodossi, ma ve ne sono altri di lingua romena e russa e si contano parecchi fedeli di lingua italiana, oltre a diversi presbiteri italiani, entrati a far parte dell'ortodossia. È presente su tutto il territorio nazionale in 49 città, da Udine a Ragusa. Ha creato presso molte delle sue parrocchie centri di studio e di preghiera, di aggregazione sociale e giovanile.

Monasteri[modifica | modifica wikitesto]

I centri monastici principali dell'arcidiocesi ortodossa d'Italia sono in Calabria, nella provincia di Reggio Calabria: a Melicuccà (RC) sorge il monastero greco-ortodosso di Sant'Elia lo Speleota, a Palmi (RC) la cappella greco-ortodossa di San Biagio, e a Seminara (RC) la chiesa greco-ortodossa di Sant'Elia il giovane e Niceforo l'ortolano.

Altri monasteri in Italia sono:

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi pubblica annualmente un calendario tascabile annuale in greco e in italiano. Inoltre ha la supervisione del periodico Katafygè (in greco) della parrocchia di San Demetrio Megalomartire di Bologna e del foglio settimanale Il Giorno del Signore (in italiano) a cura della parrocchia di Sant'Elia lo Speleota di Reggio Calabria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ documenti di erezione dell'arcidiocesi.
  2. ^ Intesa conclusa il 4 aprile 2007 e ratificata con Legge 30 luglio 2012, n. 127, in materia di "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa di Gesu' Cristo dei Santi degli ultimi giorni, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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