Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino
Archidioecesis Senensis-Collensis-Ilcinensis
Chiesa latina
Kathedrale Siena Fassade.jpg
Regione ecclesiastica Toscana
  Italy Tuscany Diocese map Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.svg
Diocesi suffraganee
Grosseto, Massa Marittima-Piombino, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Pitigliano-Sovana-Orbetello
Arcivescovo metropolita Antonio Buoncristiani
Arcivescovi emeriti Gaetano Bonicelli
Sacerdoti 150 di cui 108 secolari e 42 regolari
1.187 battezzati per sacerdote
Religiosi 48 uomini, 278 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 178.098
Battezzati 185.751 (95,9% del totale)
Superficie 2.265 km² in Italia
Parrocchie 178
Erezione IV secolo (Siena),
1462 (Montalcino),
1592 (Colle di Val d'Elsa)
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali Santi Alberto e Marziale
San Salvatore
Santi patroni Sant'Ansano
San Crescenzio
San Savino
San Vittore
Indirizzo Piazza Duomo 6, 53100 Siena
Sito web www.arcidiocesi.siena.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino (in latino: Archidioecesis Senensis-Collensis-Ilcinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2010 contava 178.098 battezzati su 185.751 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Antonio Buoncristiani.

Indice

Territorio [modifica]

L'arcidiocesi si estende in parte nella provincia di Siena e in parte della provincia di Grosseto, comprendendo i comuni di Arcidosso, Asciano, Buonconvento, Castel del Piano, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d'Orcia, Cinigiano, Civitella Paganico, Chiusdino, Colle Val d'Elsa, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia, Monticiano, Murlo, Poggibonsi, San Gimignano, San Quirico d'Orcia, Seggiano, Siena, Sovicille. Si sviluppa da nord a sud, principalmente sul versante destro del fiume Ombrone con gli affluenti Arbia, Merse, Lanzo, Gretano; è attraversata dalla via Cassia e dalla via Grossetana.

Sede arcivescovile è la città di Siena, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Colle di Val d'Elsa si trova la concattedrale dei Santi Alberto e Marziale e a Montalcino la concattedrale di San Salvatore.

Il territorio è suddiviso in 178 parrocchie.

La provincia ecclesiastica di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino comprende quattro diocesi suffraganee:

Storia [modifica]

La sede senese [modifica]

Secondo la tradizione il cristianesimo fu introdotto a Siena agli inizi del IV secolo per opera del giovane romano Ansano Anicio, martire per la fede sull'Arbia nel 303 e divenuto patrono principale della diocesi. Intitolati a Sant'Ansano sono documentati nel VII secolo un monastero e una chiesa.

La storia della diocesi per i primi secoli è avvolta nel buio. Primo vescovo di Siena fu Lucifero nel 306. Dopo Lucifero, pare che fosse vescovo di Siena quel Floriano che nel 313 intervenne al sinodo di Roma. Dopo Floriano si ricordano Eusebio, che partecipò al sinodo romano del 465; Mauro, il primo vescovo di cui si trovano espliciti riferimenti storiografici, al concilio lateranense del 649, nel quale concluse un compromesso con il vescovo di Arezzo sul possesso contrastato di diciotto pievi situate in territorio senese; Vitaliano che nel sinodo romano del 680 sottoscrisse la nota Lettera all'Imperatore d'Oriente. Il compromesso per le pievi controverse non fu rispettato e si succedettero lunghi contrasti con alterne vicende, degenerando anche in violenze, come per la traslazione a Siena del corpo di sant'Ansano (1107); durarono fino al XII secolo, lasciando uno strascico d'animosità tra le due diocesi. Intanto sorgeva a breve distanza da Siena il monastero benedettino di Sant'Eugenio (730) e pochi anni dopo ai confini del contado era fondata l'Abbazia di San Salvatore, oggi Abbadia San Salvatore. L'autorità del vescovo, già eminente accanto ai gastaldi longobardi, si rafforzò con i conti franchi.

Con lo sfasciarsi dell'Impero carolingio il vescovo rimase l'unica incontrastata autorità. Il conte imperiale rientrò in Siena soltanto con Ottone I e fu poco durevole. Il vescovo esercitò il potere con un consiglio di consoli nobili e chiamando la popolazione davanti alla chiesa per approvare le proposte. Per quanto riguardava la vita ecclesiastica, già fin dall'inizio del X secolo il Capitolo della Cattedrale era legato a vita comune con la sua Schola, della quale si sono tramandati i nomi di alcuni maestri, i priores scholae. Vi appartenne, anche se per breve tempo, il dotto Bruno di Segni. I canonici senesi fondarono l'ospedale senese di Santa Maria della Scala per i pellegrini malati ed abbandonati, affidandone la cura ad una congregazione di laici, i Frati dello Spedale, ma riservandosi l'approvazione del rettore e la vigilanza sull'amministrazione. Fino alla fine del XIV secolo il Capitolo ebbe il diritto di eleggere il vescovo. A Siena fu eletto contro l'intruso Benedetto X il papa Niccolò II (1058), segno che essa appoggiava il nuovo movimento di riforma.

La Chiesa senese aveva ottenuto (nel 1055 circa) prerogative quasi sovrane sopra un ampio territorio tra l'Arbia e la Merse, che avrebbe formato il feudo del vescovato, durato, tra contrasti e consensi, fino a Pietro Leopoldo (1786). I grandi feudatari tuttavia approfittarono del disordine politico e religioso originato dalla lotta tra Papato e Impero (quando Gregorio VII affrontò Enrico IV reggeva la Chiesa senese il vescovo Ridolfo, 1072-1084) per allargare i loro domini. Ma ormai il movimento per l'unificazione della vita comunale era in atto; e sotto la guida del vescovo e dei consoli veniva limitata la potenza dei grandi. Si susseguirono le donazioni al vescovo e alla Vergine Maria, al vescovo e al popolo, alla Vergine e al Comune. Ai feudatari fu imposta la dimora in città.

La nuova lotta tra il papa Alessandro III senese e Federico I trovò come vescovo di Siena l'attivo e zelante Ranieri (1129-1167) al quale si deve il prezioso calendario-obituario della Chiesa senese (circa 1140). Avendo i consoli, premuti dal vicario imperiale, imprigionato alcuni ecclesiastici, il vescovo scomunicò i consoli e pose l'interdetto sulla città e il contado. Il clero restò fedele al Papa, ma il vescovo fu costretto a fuggire senza ritorno (morì nel 1170).

Risale a questo tempo la dedicazione della nuova Cattedrale. Siena ghibellina ebbe il riconoscimento imperiale delle città libere (1186); libera elezione dei consoli (che la città già eleggeva da vari decenni), batter moneta, ecc.; riconoscimento che fu completato con l'istituzione del podestà (1199). Il movimento di unificazione comunale fu intorbidato da guerre continue tra Siena e Firenze, guerre che né i vescovi Buono (1189-1215) e Buonfiglio (1216-1252), né la predicazione di pace degli Ordini nuovi dei Domenicani, Francescani, e Servi di Maria placarono, finché Siena riuscì a debellare la rivale guelfa (1260) e a dominare sulla Toscana per un decennio, dopo essersi data una saggia costituzione civile (1262). I grossi mercanti e banchieri guelfi arrivarono ad impadronirsi del governo che essi, i Nove, tennero con saggezza ed energia e senza notevoli scosse per un lungo periodo (1292-1355).

L'eredità del beato Andrea Gallerani (circa 1200-1251), fondatore della Casa di Misericordia (circa 1240) si allargò con la Compagnia dei Disciplinati sotto le vòlte dello Spedale (1295), la quale ha continuato a lungo la beneficenza antica sotto il nome di Società di Esecutori di pie disposizioni; san Bernardo Tolomei (1272-1348) fondò nel 1319 la Congregazione degli Olivetani; sorsero le Certose di Maggiano e di Pontignano; il Comune, non soddisfatto di avere una grande cattedrale, ne progettò una maggiore e il vescovo Donusdeus (1313-1351) benedisse (1339) la prima pietra della grande Cattedrale che è rimasta incompiuta. Siena era popolata di chiese, di conventi, di spedali abbelliti da notevoli opere d'arte. Tre anni dopo la peste del 1348, lo stesso vescovo Donusdeus beneficiò con il suo testamento (1351) 20 parrocchie, 34 conventi, 2 badie, 13 spedali.

La facciata incompiuta del nuovo Duomo di Siena, detta anche Facciatone

Agitato da passioni politiche rovinose, caduti i Nove, il popolo si consumò in lotte continue interne ed esterne che portarono la Repubblica alla rovina (1555) con l'incorporazione nel Granducato mediceo. Durante questi due secoli l'Università di Siena fu elevata da Carlo IV (1357) a Studio generale con facoltà al vescovo di conferire le lauree; sorse l'opera del beato Giovanni Colombini con i suoi Gesuati; operò santa Caterina. Furono noti la dotta pietà degli Ilicetani e di San Bernardino con la sua Osservanza.

Siena ospitò Gregorio XII, mecenate dello Studio cui concesse la cattedra di teologia; poi Eugenio IV, Gabriele Condulmer, già vescovo di Siena (1408).

Sempre a Siena si svolse l'incompiuto concilio ecumenico del 1423.

Notevole fu l'episcopato d'Enea Silvio Piccolomini (1450-1458), che innalzato al soglio pontificio con il nome di Pio II, elevò la sede di Siena al rango di arcidiocesi metropolitana il 23 aprile 1459 con la bolla Triumphans Pastor. Ad eccezione di Montepulciano, le suffraganee assegnatele furono le medesime che ancora oggi appartengono alla circoscrizione ecclesiastica senese, ossia: Chiusi, Pienza, Grosseto, Massa Marittima e Sovana-Pitigliano.[1]

Arcivescovi illustri furono Francesco Piccolomini (1460-1501), poi eletto papa con il nome Pio III; Francesco Bandini Piccolomini, difensore del cattolicesimo contro i protestanti (1529-1588), nonostante i casi sporadici di defezione tra cui l'apostasia di Bernardino Ochino.

Il concilio di Trento provocò anche a Siena una serie di iniziative dirette specialmente dai cappuccini e dai gesuiti, stabilitisi a Siena rispettivamente nel 1536 e nel 1555. Sono da notare l'episcopato del dotto arcivescovo Ascanio Piccolomini (1588-1597); del cardinale Francesco Tarugi (1597-1607), che tenne un Sinodo provinciale (1599).

Papa Paolo V, la cui famiglia era di origini senesi, volle investire del pallio arcivescovile un cugino suo omonimo, Camillo Borghesi.

Importanti furono pure i successivi episcopati del cardinale Metello Bichi (1612-1614), fondatore del Seminario; di Ascanio Piccolomini II (1628-1671). Il Seminario, irrobustito dalla munificenza di Alessandro VII (1660), richiamava giovani da ogni parte della Toscana quasi in gara con il Collegio Tolomei diretto dai gesuiti; a questi dopo la soppressione (1774) subentrarono gli scolopi.

Le controversie del giansenismo sfiorarono appena la diocesi. Ma quando Pietro Leopoldo pretese attuare le sue riforme religiose, l'arcivescovo Tiberio Borghesi, in seguito alla soppressione granducale delle compagnie laicali, del riassestamento delle parrocchie cittadine (1783-1786), difese fermamente i diritti della dottrina e disciplina ecclesiastica. Ospite di Siena fu Pio VI in esilio nel febbraio-maggio 1798.

Gli ordini religiosi soppressi dai francesi (1808-1809) ritornarono dopo la Restaurazione. Durante il periodo risorgimentale fu arcivescovo il dotto Giuseppe Mancini (1824-1855). Il Seminario-Collegio continuò la formazione dei giovani chierici e secolari, fino al sorgere del XX secolo, quando si ebbe la separazione del Seminario dal Collegio; e per opera dell'arcivescovo Prospero Scaccia il Seminario ottenne la facoltà di conferire lauree in teologia (1914-1931). L'Università di Siena aveva soppresso la facoltà di teologia nel 1860.

Durante gli anni drammatici della Seconda guerra mondiale resse le sorti dell'arcidiocesi il bresciano Mario Toccabelli (1935-1961), che contribuì non poco, attraverso i contatti con le forze belligeranti, a risparmiare Siena dal flagello dei bombardamenti e delle distruzioni. Il 18 giugno 1944 rinnovò solennemente l'atto di donazione della Città alla Madonna. Nel 1954 il Seminario Arcivescovile Senese fu eretto da papa Pio XII in Pontificio Seminario Regionale.

Il 6 giugno 1961 fu nominato arcivescovo Mario Ismaele Castellano, già frate domenicano, vescovo di Volterra e assistente ecclesiastico dell'Azione Cattolica. Castellano prese parte attiva al concilio Vaticano II, fondò e promosse l'Associazione Internazionale dei Caterinati, accolse papa Giovanni Paolo II nella sua prima visita a Siena (1980). Durante il suo episcopato fu beatificata la religiosa senese Savina Petrilli, fondatrice della congregazione delle Sorelle dei Poveri di S. Caterina da Siena. Nel 1975 fu nominato vescovo di Colle di Val d'Elsa e nel 1978 vescovo di Montalcino.

Tre vescovi di Siena sono stati successivamente eletti al soglio pontificio: Eugenio IV, Pio II e Pio III. Sono inoltre originari di Siena e del suo territorio i papi: san Giovanni I, san Gregorio VII, Marcello II, Paolo V e Alessandro VII.

La sede di Montalcino [modifica]

Il cristianesimo mise piede a Montalcino fin dagli inizi dell'era cristiana. Il suo territorio, dipendente da Arezzo, contemplava la presenza di diverse chiese pievane (cioè dotate di battistero), tra cui quella di Sant'Andrea in Montis Alcinis, documentata agli inizi dell'VIII secolo. Questa chiesa fu ricostruita e dedicata al Santissimo Salvatore attorno all'XI secolo e sarà la futura cattedrale diocesana.

Nell'814 il castello di Montalcino fu donato dall'imperatore Ludovico il Pio all'abbazia di Sant'Antimo, i cui abati vi esercitavano sia il potere spirituale che quello temporale. Il potere temporale dell'abbazia ebbe termine agli inizi del XIII secolo, mentre continuò quello spirituale, confermato dai papi, soprattutto da papa Anastasio IV con la bolla Cum omnibus del 1153[2].

La diocesi di Montalcino fu eretta il 13 agosto 1462 con la bolla Pro excellenti di papa Pio II, ricavandone il territorio dalle diocesi di Arezzo (11 parrocchie), di Grosseto (6 parrocchie) e di Chiusi (6 parrocchie). Originariamente era unita aeque principaliter alla diocesi di Pienza ed immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Girolamo II Piccolomini, figlio di Bonsignore, ottenne il 20 novembre 1528 da papa Clemente VII la divisione temporanea delle due sedi. Questa prima divisione durò fino al 1535. L'unione tra Montalcino e Pienza fu revocata una seconda volta tra il 1554 e il 1563. Il 23 maggio 1594 con la bolla Ad exequendum papa Clemente VIII divise definitivamente Montalcino da Pienza, con effetto a partire dalla fine dell'episcopato del vescovo Francesco Maria Piccolomini, conclusosi con la sua morte nel 1599.

In occasione della divisione temporanea del 1528 alla diocesi di Montalcino furono aggregati i territori che erano fino a quel momento appartenuti all'abbazia di Sant'Antimo e al vescovo fu concesso il titolo di abate di Sant'Antimo.

Il 15 giugno 1772, per decisione di papa Clemente XIV, Montalcino si ingrandì con l'acquisizione di 6 pievi dalla diocesi di Chiusi e di otto pievi da quella di Pienza.

Si deve al vescovo Giuseppe Bernardino Pecci (1774-1809) la fondazione del seminario diocesano nei locali dell'antico convento di Sant'Agostino.

L'antica cattedrale in rovina fu demolita e ricostruita nel 1818; la sua consacrazione avvenne nel 1832.

La sede di Colle di Val d'Elsa [modifica]

Secondo la tradizione, il cristianesimo fu predicato a Colle di Val d'Elsa da san Marziale, discepolo dell'apostolo san Pietro, durante il suo viaggio verso la Gallia, dove è all'origine della chiesa di Limoges.

In epoca imprecisata Colle divenne proprietà dell'abbazia di San Salvatore a Spugna, che vi esercitò la giurisdizione sia civile che religiosa fin quasi alla fine del XIV secolo. Non rare furono le controversie fra gli arcipreti di Colle ed i vescovi di Volterra, nel cui territorio si trovavano i possedimenti dell'abbazia. Gli arcipreti potevano però vantare le bolle di esenzione dalla giurisdizione vescovile, emanate dai papi, tra cui quelle di Pasquale II, di Gelasio II e di Adriano IV (del XII secolo). Nel 1386 papa Urbano VI, per porre fine alla disputa, diede mandato all'abate di San Galgano di risolvere la questione: non ne se conosce l'esito, ma nella bolla di erezione della diocesi, la collegiata di Colle venne qualificata come essere stata nullius dioecesis.

La diocesi di Colle di Val d'Elsa fu eretta il 5 giugno 1592 con la bolla Cum super universas[3] di papa Clemente VIII, ricavandone il territorio dalle sedi di Firenze, di Siena, di Fiesole e di Volterra.[4] Originariamente la diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze.

Si deve al vescovo Cosimo della Gherardesca la fondazione nel 1618 del seminario diocesano nell'attuale piazza del Duomo e la costruzione del palazzo vescovile, oltre che all'indizione di diverse visite pastorali, in ottemperanza alle decisioni del concilio di Trento.

Le sedi unite [modifica]

A partire dal 1965 la diocesi di Colle di Val d'Elsa rimase vacante, e dal 1970 anche la sede di Montalcino: in entrambi i casi fu nominato amministratore apostolico l'arcivescovo di Siena Mario Jsmaele Castellano. Per Colle di Val d'Elsa, Castellano si fece aiutare da un vescovo ausiliare, Angelo Fausto Vallainc, che risiedette a Colle dal 1970 al 1975. L'arcivescovo Castellano fu nominato vescovo di Colle di Val d'Elsa il 7 ottobre 1975 e di Montalcino il 19 gennaio 1978, unendo così in persona episcopi le tre sedi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle tre diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Il 14 novembre 1989, con la rinuncia al governo di Castellano per raggiunti limiti di età, venne nominato arcivescovo Gaetano Bonicelli, già Ordinario militare d'Italia, che resse l'arcidiocesi fino al 23 maggio 2001. Durante l'episcopato di Bonicelli si svolse a Siena il Congresso eucaristico nazionale (1994) e fu accolto per la seconda volta papa Giovanni Paolo II (1996) in visita pastorale.

Dal 23 maggio 2001 è arcivescovo metropolita Antonio Buoncristiani. Nel 2004 il Pontificio Seminario Regionale "Pio XII" ha nuovamente ottenuto la facoltà di conferire titoli accademici pontifici (baccalaureato in teologia). Nel 2009 papa Benedetto XVI ha canonizzato il senese san Bernardo Tolomei.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Sede di Siena [modifica]

Sede di Colle di Val d'Elsa [modifica]

La concattedrale di Colle di Val d'Elsa

Sede di Montalcino e Pienza [modifica]

Sede di Montalcino [modifica]

Sede di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino [modifica]

Statistiche [modifica]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 185.751 persone contava 178.098 battezzati, corrispondenti al 95,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Siena
1950 81.940 82.000 99,9 224 149 75 365 125 520 110
1969 100.000 100.000 100,0 185 115 70 540 85 638 121
1980 99.950 108.000 92,5 154 119 35 649 39 450 128
diocesi di Montalcino
1950 39.980 40.000 100,0 45 41 4 888 5 45 37
1969 25.764 25.787 99,9  ?  ? 5  ? 5 66 30
1980 24.581 24.735 99,4 38 33 5 646 8 37 39
diocesi di Colle Val d'Elsa
1950 45.000 45.000 100,0 90 79 11 500 14 98 73
1969 53.900 54.000 99,8  ?  ? 11  ? 14 102 74
1980 60.100 60.500 99,3 57 46 11 1.054 1 15 70 75
arcidiocesi di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino
1990 186.000 188.450 98,7 243 173 70 765 72 537 186
1999 170.000 177.800 95,6 163 129 34 1.042 3 37 302 145
2000 170.000 170.800 99,5 167 133 34 1.017 3 36 330 145
2001 170.000 170.800 99,5 166 132 34 1.024 4 36 330 145
2002 175.000 179.500 97,5 179 128 51 977 7 58 319 145
2003 174.950 179.400 97,5 174 121 53 1.005 7 57 312 141
2004 175.010 179.490 97,5 171 122 49 1.023 7 54 305 141
2010 178.098 185.751 95,9 150 108 42 1.187 9 48 278 178

Note [modifica]

  1. ^ Cfr. Cappelletti, op. cit., p. 365.
  2. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, op. cit., pp. 447-449.
  3. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, op. cit., pp. 278-282.
  4. ^ San Gimignano ed il suo territorio furono scorporati da Volterra e ceduti a Colle nel 1782.
  5. ^ Secondo Lanzoni, Magno e Mauro del V secolo sono da identificarsi con gli omonimi del VII secolo.
  6. ^ I vescovi Dodo, Magno, Mauro ed Aymo sono menzionati da Ughelli, ma vengono esclusi da Cappelletti e da Lanzoni e da altri storici.
  7. ^ Biografia nel Dizionario Biografico degli Italiani.
  8. ^ Biografia nel Dizionario Biografico degli Italiani.
  9. ^ Fu amministratore apostolico fino al 12 settembre 1427.
  10. ^ Durante il periodo di vacanza della sede fu amministratore apostolico di Colle Val d'Elsa Mario Jsmaele Castellano, arcivescovo di Siena, coadiuvato dal suo vescovo ausiliare, Angelo Fausto Vallainc, che risiedette a Colle Val d'Elsa dal 1970 fino al suo trasferimento alla diocesi di Alba nel 1975.
  11. ^ Dal 1528 al 1535 fu vescovo solo di Montalcino.
  12. ^ Dal 1554 al 1563 fu vescovo solo di Montalcino.
  13. ^ Durante il periodo di vacanza della sede fu amministratore apostolico di Montalcino Mario Jsmaele Castellano, arcivescovo di Siena.

Fonti [modifica]

Per la sede di Siena [modifica]

Per la sede di Colle di Val d'Elsa [modifica]

Per la sede di Montalcino [modifica]

Voci correlate [modifica]

diocesi Portale Diocesi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diocesi