Arcadia (astronave)

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L'Arcadia, anche conosciuta come Arkadia o Alkadia (nell'anime Capitan Harlock), è l'astronave di Capitan Harlock, il protagonista di diversi anime e manga di ambientazione fantascientifica creati da Leiji Matsumoto.

Ruolo[modifica | modifica sorgente]

Nella saga di Capitan Harlock, l'Arcadia è la nave stellare più potente dell'universo, tecnologicamente superiore a tutte le altre del suo tempo quanto il Nautilus del Capitano Nemo lo era di fronte ad un veliero. Come Nemo, Harlock non teme alcun confronto quando è al timone dell'Arcadia, essa diviene lo strumento con il quale difendere le sue idee. L'Arcadia non viene considerata da Matsumoto come una semplice astronave, uno sfondo sul quale ambientare le sue storie, ma come un vero e proprio personaggio che spesso gioca un ruolo da protagonista. L'Arcadia è viva, libera, è una forza ineguagliabile che rende coloro che ne seguono i principi dei super-eroi. Allo stesso modo è anche "luogo", città fortificata inespugnabile, simbolo di libertà e indipendenza. "Arcadia" è il nome di una regione della Grecia che in poesia e in mitologia ha sempre rappresentato un mondo idilliaco, un luogo in cui era possibile vivere liberi e felici. A questo ideale si ispirano i Pirati dello Spazio in contrapposizione all'ottusità degli uomini della Terra.

Origini[modifica | modifica sorgente]

L'Arcadia esiste in due diverse versioni, ognuna con un'origine differente proveniente da diverse serie. Progettata e costruita dal genio dell'ingegneria Tochiro Oyama, grande amico di Harlock, nella serie classica Capitan Harlock (del 1978) l'Arcadia appare nella versione denominata generalmente "Blu", elegante, con la prua affusolata e le molte decorazioni dorate che richiamano alla mente antichi velieri. Si assiste, nell'anime, alla sua costruzione sul pianeta Hong Melder (Heavy Meldar nella serie in giapponese) attraverso un flashback del capitano.

Nella seconda serie Capitan Harlock SSX: rotta verso l'infinito (1982-1983), e nel suo film pilota Capitan Harlock - L'Arcadia della mia giovinezza, concepiti come prequel della serie precedente, la nave appare nella versione denominata "Verde", con il grande teschio e le tibie incrociate in rilievo sulla prua piatta, dall'aspetto meno elegante e più militare, quasi ad aggiungere allo stile elementi di sottomarini nucleari. Anch'essa viene costruita dallo stesso Tochiro, questa volta però sul pianeta Terra, proprio sotto il quartier generale dei nemici Umanoidi di Illumidus.

Molti ritengono che l'Arcadia blu sia l'evoluzione della Verde[senza fonte], basandosi sulla cronologia delle due serie, ma nonostante sia caratteristico dell'autore stravolgere l'aspetto, il ruolo e la storia dei personaggi nelle diverse serie, sembra che in questo caso l'esistenza delle due versioni sia da ricercarsi in un problema di tipo editoriale. Infatti all'epoca l'azienda giapponese produttrice di giocattoli Takara Co., Ltd. possedeva i diritti dei modelli di Capitan Harlock mentre la rivale Bandai Co. possedeva i diritti dei modelli di Galaxy Express 999, un'altra fortunata serie di Leiji Matsumoto. Quando Harlock doveva comparire nei primi numeri di Galaxy in un cameo, la Bandai ottenne dallo Studio Nue una versione alternativa della nave, la "Verde" appunto, per evitare pubblicità gratuita alla concorrenza (Studio Nue era lo studio di animazione giapponese che aveva progettato l'Arcadia "Blu" e presto sarebbe divenuto famoso per la progettazione di Macross).

Quest'ultimo modello fu poi utilizzato in Capitan Harlock SSX: rotta verso l'infinito e nelle altre serie successive come in Harlock Saga - L'anello dei Nibelunghi (1999), in un cameo nel film Fire Force DNA Sights 999.9 (1998, pubblicato nel 2003) e in Space Pirate Captain Herlock - The Endless Odyssey (2002). In quest'ultima opera appare anche l'Arcadia "Blu" ma solo in alcuni flash back, cosa che ha spinto molti appassionati a ritenere che la Verde sia addirittura l'evoluzione della Blu, anche se questo contrasta con l'ordine cronologico delle serie animate.

Nella serie Cosmowarrior Zero (2001), in cui l'Arcadia fa la sua comparsa con un ruolo secondario, torna il primo modello ma di color verde anziché blu, quasi priva di decorazioni e più militarizzata. Viene chiamata Death Shadow e tra le righe si intuisce che Tochiro sta portando avanti la costruzione della ben più potente Arcadia. Tuttavia, non esistendo all'interno delle numerose serie che riguardano Capitan Harlock un preciso accenno alla cronologia degli eventi, le due navi vengono considerate generalmente come due diverse forme di un unico personaggio.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Entrambe le versioni inglobano nel loro disegno caratteristiche di navi del passato, come la poppa, che ricorda quella degli antichi galeoni o come i cannoni e l'alta torre di controllo, che ricordano quelli delle navi corazzate della Seconda Guerra Mondiale. Su entrambe sventola il Jolly Roger come da tradizione pirata. A parte l'effetto visivo, le caratteristiche tecniche di queste astronavi non emergono in maniera netta e descrittiva, soprattutto nella prima serie nella quale sono molto trascurate, contrastanti e ambigue. Questo accade perché l'autore racconta dei personaggi attraverso un forte simbolismo e non è interessato agli aspetti scientifici che sono invece il cardine della moderna fantascienza.

Lunghe circa 400 metri sono spinte da due enormi propulsori posti sotto il castello di poppa ma di tipologia incerta, anche se in alcuni casi vengono definiti motori atomici. Inoltre, almeno l'Arcadia "Verde", è fornita di una sorta di sistema di navigazione "extradimensionale" che permette i viaggi a lunga distanza nell'universo.

L'armamento è composto principalmente dalle Torrette dei Cannoni, ognuna porta tre distinti cannoni indipendenti nel movimento verticale, dette anche Bocche da Fuoco. Spesso sono chiamati anche cannoni Pulsar, emettono fasci di energia rossa simile al laser ma il loro funzionamento è incerto. L'Arcadia Verde ne possiede due nella parte superiore dello scafo e una nella parte inferiore mentre l'Arcadia Blu ha solo le due Torrette superiori. L'arma secondaria è rappresentata da una sorta di lanciamissili con molte feritoie, posta in entrambi i casi alla base della torre di controllo. Emette fasci energetici simili a quelli dei cannoni ma molto più concentrati e veloci.

Sono presenti, inoltre, tubi lancia missili ben visibili nell'Arcadia Verde ai lati della prua, simili ai lancia siluri dei sottomarini, tre per lato. Per l'Arcadia Blu si presentano come una serie di portelli sulla fiancata, simili a quelli dei galeoni, almeno quattro per lato e possono sparare missili di vario genere; tali portelli sono presenti anche nell'Arcadia Verde ma non vengono utilizzati e non è certo che siano dei lanciamissili.

In caso di guasto al sistema di puntamento è possibile azionare le armi a mano puntando a vista dall'apposita cabina posta, in entrambe le astronavi, nel punto più alto della torre di controllo. Ricorda quasi le piattaforme di vedetta sugli alberi dei galeoni. Inoltre i pirati non temono di speronare gli avversari. A tale scopo l'Arcadia Blu è fornita di un gigantesco rostro a forma di lama di coltello ricurva e affilata che, all'occorrenza, viene fatto fuoriuscire dalla prua e con il quale è possibile perforare a fondo gli scafi nemici e squarciarli. L'Arcadia verde non è da meno in questa manovra, pur essendo priva del rostro, colpisce con la dura costolatura della sua prua, fornita dall'enorme spessore del teschio in rilievo.

Nella serie The Endless Odyssey anche l'Arcadia Verde appare dotata di un rostro estraibile, a forma di lama di coltello da caccia (che meglio si sposa con la linea più militaresca della nave). Questo particolare sembra rimarcare la volontà dell'autore di annullare le differenze tra le due astronavi per assecondare il concetto che esista un'unica Arcadia.

Per entrare nelle navi abbordate, i pirati usano degli appositi cordoni ombelicali formati da capsule, entro cui prendono posto i passeggeri, collegate all'Arcadia tramite tubi flessibili. Le capsule vengono sparate verso lo scafo nemico ed essendo dotate di una punta molto resistente, lo penetrano e successivamente si aprono lasciando uscire i passeggeri. Una volta rientrati le capsule vengono ritirate sull'Arcadia tramite i tubi flessibili.

Struttura Interna[modifica | modifica sorgente]

Gli ambienti interni dell'Arcadia sono in genere molto ampi, a partire dal grande Hangar in cui trovano posto i caccia spaziali Space Wolf (Lupi spaziali), essenziali per la difesa della nave dagli attacchi di piccoli veicoli e, allo stesso tempo, utili nell'attacco e nell'abbordaggio delle astronavi più grandi. Inoltre, vi sono stipati ricognitori variamente attrezzati a seconda delle necessità, tutti rigorosamente verniciati di bianco, rosso e blu.

Il ponte di comando è posto sulla torre di controllo, con grandi vetrate dalle quali si può gettare uno sguardo dai cannoni superiori fino alla prua e allo spazio circostante. Al suo interno si trovano tutte le varie postazioni utili al governo della nave come il controllo dei radar e degli altri sistemi di rilevamento e comunicazione, parte del sistema di puntamento, sistemi di navigazione e grandi schermi che proiettano rotte e immagini di vascelli o pianeti individuati dai sensori. Al centro del ponte, di fronte alla poltrona del Capitano, è situata la ruota di controllo del timone, identica a quella dei galeoni, che permette di guidare manualmente l'astronave.

Altri ambienti importanti sono la grande sala macchine, in cui i tecnici sono sempre al lavoro, l'infermeria, la cucina e le stanze dell'equipaggio allineate su un lungo corridoio sul cui pavimento i pirati amano riunirsi per partite a scacchi o per bere in compagnia. Le stanze del Capitano si trovano nel castello di poppa, con grandi vetrate che proiettano luce gialla nello spazio.

La sala del computer riveste un ruolo d'importanza simbolica. Nell'Arcadia Verde, Tochiro Oyama lavora spesso all'enorme computer, che lui descrive come "il più potente dell'universo". In punto di morte, egli trasferisce misteriosamente il proprio spirito all'interno del computer, e da quel momento in avanti, è in grado di prendere il controllo della nave (potere che esercita solo in alcune circostanze).
Come un vascello fantasma, l'Arcadia acquista un proprio pensiero, trema se ha paura e a volte, prende decisioni liberamente. Harlock spesso si affida al suo amico, nei momenti più difficili e la sala computer è per lui come un tempio in cui sfogare le proprie paure e indecisioni.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]