Arazzi di Överhogdal

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Nave vichinga, dettaglio degli arazzi di Överhogdal

Gli arazzi di Överhogdal sono un gruppo di tessuti straordinariamente ben conservati datati all'epoca vichinga, scoperti presso la chiesa di Överhogdal, in Svezia.

Scoperta e datazione[modifica | modifica sorgente]

Gli arazzi di Överhogdal furono scoperti nella chiesa di Överhogdal, in Svezia centrale, da Jonas Holm nel 1909. Furono trasportati a Östersund da Paul Jonze nel 1910, dove furono presi in carico da Ellen Widén, moglie del governatore e importante personaggio del tempo.[1] La prima cosa che fece fu quella di lavarli.[1]

Inizialmente si credevano risalire al Medioevo, ma i test condotti col metodo del carbonio-14 hanno permesso di fissarli tra l'800 ed il 1100, nella cosiddetta epoca vichinga.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si pensa che gli arazzi di Överhogdal raffigurassero scene di origine sia norrena che cristiana. I quattro frammenti sopravvissuti contengono 323 immagini di persone e 146 di animali, tutti generalmente in movimento verso sinistra.[1] Il più grande animale ed il più piccolo umano sembrano uscire da un albero che potrebbe essere il Yggdrasill, grosso albero fulcro dei nove mondi della mitologia norrena. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la scena rappresentata sia la cristianizzazione della regione di Härjedalen. In ogni caso la teoria dominante, data anche la datazione al carbonio, è che quelli rappresentati siano Ragnarök ed alcuni eventi della mitoligia norrena.[3][4]

Le analisi hanno accertato che le figure sono fatte con tinture ricavate da piante morte, tracciate con una particolare tecnica. Attualmente questi arazzi sono esposti in un'apposita sala del Jamtli, il museo statale del Jämtland.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Eva-Marie Göransson, Människor i Rum av Id: Bilder av Kvinnor och män på Överhogdal in Fornvännen, vol. 90, Swedish National Heritage Board, 1995, pp. 129-138. URL consultato il 3 maggio 2010.
  2. ^ Gunnar Nordanskog, Föreställd Hedendom: Tidigmedeltida Skandinaviska Kyrkportar i Forskning och Historia, Lund, Nordic Academic Press, 2006, p. 255, ISBN 978-91-89116-85-6.
  3. ^ Anders Kaliff, Recensioner in Fornvännen, vol. 93, Swedish National Heritage Board, 1998, pp. 54-56. URL consultato il 2 giugno 2010.
  4. ^ Sture Wikman, Fenrisulven Ränner: En Bok om Vävarna från Överhogdal, Jämtland Museum, 1996, ISBN 91-7948-118-3.