Arabella (opera)

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Arabella
D-Dresden-Staatsoper 008.jpg
Staatsoper di Dresda (1929)
Titolo originale Arabella
Lingua originale tedesco
Genere commedia lirica
Musica Richard Strauss
Libretto Hugo von Hofmannsthal
Atti tre
Prima rappr. 1º luglio 1933
Teatro Staatsoper, Dresda
Prima rappr. italiana 27 marzo 1936
Teatro Teatro Carlo Felice di Genova
Personaggi
  • Il conte Waldner, capitano a riposo (Basso)
  • Adelaide, sua moglie (Mezzosoprano)
  • Arabella, loro figlia (Soprano)
  • Zdenka, altra loro figlia (Soprano)
  • Mandryka (Baritono)
  • Matteo, ufficiale del corpo dei cacciatori (Tenore)
  • Conte Elemer, ammiratore di Arabella (Tenore)
  • Conte Dominik, ammiratore di Arabella (Baritono)
  • Conte Lamoral, ammiratore di Arabella (Basso)
  • La Fiaker-Milli, La Milli dei cocchieri (Soprano di coloratura)
  • Una cartomante (Soprano)
  • Welko, Djura e Jankel, servitori di Mandryka (voci recitanti)
  • Un cameriere d'albergo, l'accompagnatrice di Arabella, tre giocatori, un medico (silenziosi)
  • Un groom, cocchieri, ospiti del ballo, clienti dell'albergo, servitori

Arabella è un'opera lirica in tre atti di Richard Strauss (Opus 79) su libretto in lingua tedesca di Hugo von Hofmannsthal, rappresentata per la prima volta alla Staatsoper di Dresda il 1º luglio 1933[1].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Richard Strauss (1919)
Ritratto di Hugo von Hofmannsthal (1929)

La vicenda si svolge a Vienna attorno al 1860. Il conte Waldner, un aristocratico decaduto, si sforza di combinare un matrimonio economicamente vantaggioso alla figlia Arabella. Arabella vorrebbe sposarsi per amore, non per denaro. Appare tuttavia inaspettatamente un corteggiatore del quale Arabella si innamora: Mandryka, un ricco proprietario terriero croato. Intervengono però numerose complicazioni ed equivoci. Finalmente Arabella si fidanza felicemente con Mandryka, mentre Zdenka, la figlia minore dei Waldner, si fidanza con Matteo, già pretendente di Arabella[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Arabella è la sesta e ultima opera musicata da Strauss su libretto di Hofmannsthal. La composizione dell'opera iniziò nel settembre del 1923; la stesura del libretto fu terminata da Hofmannsthal poco prima della morte (15 luglio 1929); la partitura fu completata da Strauss nell'ottobre del 1932[2]. L'opera fu rappresentata per la prima volta alla Staatsoper di Dresda il 1º luglio 1933, diretta da Clemens Krauss, con il seguente cast:

Ruolo Voce Interprete)
Arabella soprano Viorica Ursuleac
Zdenka soprano Margit Bokor
Il conte Waldner basso Friedrich Plaschke
Adelaide mezzosoprano Camilla Kallab
Mandryka baritono Alfred Jerger
Matteo tenore Martin Kremer
Il conte Elemer tenore Karl Albrecht Streib
Il conte Dominik baritono Kurt Böhme
Il conte Lamoral basso Arno Schellenberg
La Fiaker-Milli soprano di coloratura Ellice Illiard
La cartomante soprano Jessyka Koettrik
Welko
Djura
Jankel
voce recitante Robert Büssel,
Robert Schmalnauer,
Horst Falke
Un cameriere voce recitante Ludwig Eybisch

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata il successivo 21 ottobre diretta da Krauss con Lotte Lehmann e fino al 2012 ha avuto 170 recite.

Al Royal Opera House, Covent Garden di Londra la premiere è stata il 17 maggio 1934.

La prima rappresentazione in Italia avvenne al Carlo Felice di Genova il 27 marzo 1936, nella traduzione in lingua italiana del libretto effettuata da Ottone Schanzer.

Al Festival di Salisburgo va in scena il 12 agosto 1942 diretta da Krauss con la Ursuleac.

Negli Stati Uniti la premiere è stata nel 1955 Metropolitan Opera House di New York diretta da Rudolf Kempe con Eleanor Steber, George London, Hilde Güden e Roberta Peters e fino al 2014 ha avuto 58 recite.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena negli anni: 1965 (con Jean Kraft), 1983, 1997 e 2012.

Al Teatro Verdi (Trieste) ed al Teatro La Fenice di Venezia va in scena nel 1966.

Al Teatro alla Scala di Milano la prima è stata nel 1970 diretta da Wolfgang Sawallisch con Paolo Montarsolo, Giuseppe Campora e Nicola Zaccaria.

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1979 con Gundula Janowitz.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1980 con Kiri Te Kanawa ed Ingvar Wixell.

All'Opéra National de Paris la prima è stata nel 1981 con la Te Kanawa e Gino Quilico.

È stata ripresa alla Scala di Milano nel 1992 diretta da Sawallisch con Felicity Lott (Arabella), Alfred Kuhn (Waldner), Margareta Hintermeier (Adelaide), Julie Kaufmann (Zdenka), Bernd Weikl (Mandryka) e Vincenzo Manno (Welko)[3][4].

Critica[modifica | modifica sorgente]

Arabella è classificata fra le cosiddette "opere minori" di Strauss, al pari del Cavaliere della rosa e Arianna a Nasso, opere cioè nelle quali il compositore tende a una conciliazione fra la nostalgia del passato, un equilibrio formale perfetto e una natura lirica insofferente della forma[5]. Arabella tuttavia ebbe meno fortune di queste due per la minor frequenza di arie e pezzi d'insieme (in Arabella prevale infatti il dialogo) e per le proporzioni cameristiche dell'orchestra[2]. Per Alberto Arbasino, Hofmannsthal, ma non Strauss, «sembra ormai molto stanco, in Arabella, nell'invenzione e nella messa a punto delle situazioni. Stava per morire»[3].

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Richard Strauss prevede l'utilizzo di:

Incisioni discografiche[modifica | modifica sorgente]

  • 1955 Metropolitan Opera - Rudolf Kempe - auf englisch
    Ralph Herbert (Graf Waldner); Blanche Thebom (Adelaide); Eleanor Steber (Arabella); Hilde Güden (Zdenka); George London (Mandryka); Brian Sullivan (Matteo); Clifford Harvuot (Graf Dominik); Lawrence Davidson (Graf Lamoral); Roberta Peters (Die Fiakermilli)
    Dante VL 2014-3 (3 CD)

DVD parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Arabella - Solti/Janowitz/Weikl/Kollo, regia Otto Schenk - 1977 Decca
  • Arabella - Welser-Most/Fleming/Larsen, regia Götz Friedrich - 2007 Decca

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b H. Rosenthal e J. Warrack, Op. cit.
  2. ^ a b Piero Gelli e Filippo Poletti, Arabella, op. cit
  3. ^ a b Alberto Arbasino, «Magic moment per Arabella», la Repubblica del 12 marzo 1992
  4. ^ Duilio Courir, «Arabella, l'incanto dell'amore», Corriere della Sera del 3 febbraio 1992
  5. ^ Luigi Colacicchi, Dizionario Bompiani, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • «Arabella». In: Harold Rosenthal e John Warrack (eds), Dizionario dell'opera lirica, Firenze: Vallecchi, 1974, Vol. I, p. 34
  • «Arabella». In: Piero Gelli e Filippo Poletti (a cura di), Dizionario dell'opera 2008, Milano: Dalai editore, 2007. pp. 79-81, 88-8089-177-4, ISBN 9788880891772
  • Luigi Colacicchi, «Arabella». In: Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi, di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: RCS Libri SpA, 2006, Vol. I, p. 480, ISSN 1825-78870

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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