Aquila Romano

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Aquila Romano (... – ...) è stato un grammatico romano vissuto nella seconda metà del III secolo.

Fu autore di un breve trattato De figuris sententiarum et elocutionis ("Le figure di pensiero e di parola"). Scusandosi subito con il destinatario dell'opera, un giovane la cui identità è sconosciuta, Aquila riconosce che una trattazione completa dell'argomento meriterebbe molta più cura e dedizione, che egli però non può garantire per mancanza di tempo («Rhetoricos petis longioris morae ac diligentiae quam pro angustiis temporis, quod me profecto urget»). Egli si limiterà perciò a fornire i nomi delle figure oggetto del suo trattato, corredando il testo di alcuni esempi. La scelta di trattare delle figure di pensiero e di parola non è casuale, poiché, afferma Aquila, soltanto una conoscenza approfondita di esse rappresenta il carattere distintivo di un vero oratore.

Il trattato inizia con l'esame delle figure di pensiero (§§ 1-16); prosegue con una veloce digressione sui generi del discorso (oratio soluta, oratio perpetua, ea quae ex ambitu constat), con un'ulteriore analisi della struttura dell'ultimo genere (§ 18), e una spiegazione della differenza dei due tipi di figure (§ 20); si conclude quindi con l'analisi delle figure di parola (§§ 22 ss.).

Nell'analisi di ogni figura Aquila segue normalmente sempre lo stesso schema: prima scrive il termine greco della figura, quindi il corrispettivo latino, la definizione, spesso la differenza con le figure simili, la frequenza d'uso, l'efficacia, la dignità e la bellezza stilistica. All'interno di tale analisi sono inseriti alcuni passaggi esemplificativi tratti dagli autori classici, in particolare Cicerone e Demostene (in traduzione).

Principale fonte dell'opera, che non ha un grande valore letterario, è Alessandro Numenio, come già notava Giulio Rufiniano.

Bibliografia [modifica]

  • K. Halm (ed.), Rhetores latini minores, Lipsiae 1863, pp. 22-37.
  • A. Pauly, G. Wissowa, Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, II1, Stuttgart 1895, coll. 315-317.
  • E. Bonanno, Figure sententiarum in Aquila Romano, Cassiodorus 1997, 3, pp. 309-320.