Aporia crataegi

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Pieride del biancospino
Bolboreta GFDL97.jpg
Aporia crataegi
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
(clade) Obtectomera
Superfamiglia Papilionoidea
Famiglia Pieridae
Sottofamiglia Pierinae
Tribù Pierini
Genere Aporia
Specie A. crataegi
Nomenclatura binomiale
Aporia crataegi
(Linnaeus, 1758
Nomi comuni

Pieride del biancospino

La pieride del biancospino (Aporia crataegi (Linnaeus, 1758)) è un lepidottero della famiglia Pieridae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Femmina
Maschio

Adulto[modifica | modifica sorgente]

Le nervature alari sono rilevate e marcatamente nere nei maschi; sono invece marroni nelle femmine (spesso di dimensioni maggiori dei maschi). Gli apici delle ali sono lievemente squamati, in particolar modo nelle femmine. Le ali tendono a diventare trasparenti via via che l'età aumenta. Le nervature alla base delle ali, sia anteriori, sia posteriori, ricordano delle "ali ridotte".

L'apertura alare va dai 6 ai 7,5 cm.

Gli adulti possono assumere grandi quantità di liquidi dal terreno umido.

Uova[modifica | modifica sorgente]

Le uova si rinvengono tra giugno e luglio, in raggruppamenti posizionati sulla pagina superiore delle foglie.

Larva[modifica | modifica sorgente]

Larva
Pupa

Rinvenibili tra luglio e maggio dell'anno successivo, questi bruchi, gregari, trascorrono l'inverno in uno spesso involucro serico.
Sono grigi e pelosi, con un dorso nero contraddistinto da ampie linee bruno-rossicce.

Pupa[modifica | modifica sorgente]

La pupa o crisalide è giallastra e succinta sulle piante ospiti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Si rinviene in luoghi fioriti di campagna, soprattutto in collina. Un tempo la si poteva notare anche in zone pianeggianti, ma negli ultimi decenni si è avuta una tendenza al progressivo ritiro verso zone di quota più elevata.

È una specie paleartica, diffusa in tutta l'Europa centro-meridionale, Africa mediterranea e Asia temperata fino a raggiungere le coste della Corea e del Giappone.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

È considerata minacciata in Olanda, vulnerabile in Lussemburgo (dove forse è estinta) e in Norvegia. Viene protetta in Lussemburgo e parte dell'Austria. Non presente nelle Isole Britanniche, si sta ritirando progressivamente dal nord della Francia.

È ben distribuita in tutta la penisola e in Sicilia; è invece assente in Sardegna e in Corsica.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Accoppiamento

Periodo di volo[modifica | modifica sorgente]

Gli adulti volano tra maggio e luglio.

Fascia altimetrica[modifica | modifica sorgente]

Dal livello del mare fino a 2000 metri di quota.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il bruco si alimenta su Rosaceae legnose come Spiraea e Prunus. Talvolta parassita di frutteti nelle zone meridionali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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