Apateismo

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L'apateismo (portmanteau di ateismo e apatia), conosciuto anche come ateismo pragmatico o ateismo pratico, è un "sottoinsieme" dell'ateismo (quest'ultimo definito come mancanza di fede nelle divinità, o come non credenza nelle divinità). Un apateista non è interessato nell'accettare o negare l'esistenza o meno di Dio o qualsiasi altro essere soprannaturale. In altre parole, un apateista considera l'esistenza di Dio irrilevante per gli affari umani.

Il filosofo francese Denis Diderot, quando accusato di essere ateo, replicò che semplicemente non si interessava dell'esistenza o meno di Dio. In risposta a Voltaire scrisse:

« È molto importante non confondere la cicuta col prezzemolo, ma credere o non credere in Dio non è affatto importante »
(Denis Diderot[1])

George Jacob Holyoake, l'assistente universitario owenita inglese che coniò il termine "secolarismo", sosteneva che i secolaristi non dovessero essere liberi pensatori militanti, e che quindi non dovessero interessarsi a nessuna questione religiosa perché irrilevante [senza fonte].

Nel periodico The Atlantic Monthly Jonathan Rauch descrive l'apateismo come '"un rifiuto a preoccuparsi della propria religione e una inclinazione addirittura più forte a non preoccuparsi della religione di altre persone".[2]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jim Herrick, Against the Faith, London, Glover & Blair, 1985, p. 75, ISBN 0-906681-09-X.
  2. ^ Jonathan Rauch. Athlantic, maggio 2000

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