Antonio e Cleopatra (Shakespeare)

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Antonio e Cleopatra
di William Shakespeare
Tragedia in 5 atti

Sarah Bernhardt nella parte di Cleopatra (1891)
Titolo originale Antony and Cleopatra
Lingua originale inglese
Versioni dell'autore in altre lingue {{{Lingua2}}}
Genere Tragedia
Fonti letterarie {{{Soggetto}}}
Ambientazione {{{Scena}}}
Composto nel
Prima assoluta 1607
Teatro:
Prima rappresentazione italiana
Teatro:
Premi {{{Premi}}}
Versioni successive
Personaggi:
  • ANTONIO Triumviro
  • CESARE OTTAVIANO Triumviro
  • LEPIDO Triumviro
  • SESTO POMPEO
  • DOMIZIO ENOBARBO amico di Antonio
  • VENTIDIO amico di Antonio
  • EROS amico di Antonio
  • SCARO amico di Antonio
  • DERCETE amico di Antonio
  • DEMETRIO amico di Antonio
  • FILONE amico di Antonio
  • MECENATE amico di Cesare Ottaviano
  • AGRIPPA amico di Cesare Ottaviano
  • DOLABELLA amico di Cesare Ottaviano
  • PROCULEIO amico di Cesare Ottaviano
  • TIREO amico di Cesare Ottaviano
  • GALLO amico di Cesare Ottaviano
  • MENAS amico di Sesto Pompeo
  • MENECRATE amico di Sesto Pompeo
  • VARRIO amico di Sesto Pompeo
  • TAURO Luogotenente di Cesare Ottaviano
  • CANIDIO Luogotenente di Antonio
  • SILIO Ufficiale dell'esercito di Ventidio
  • EUFRONIO Ambasciatore di Antonio e Cesare Ottaviano
  • ALESSA al seguito di Cleopatra
  • MARDIANO, Eunuco
  • SELEUCO, Tesoriere
  • DIOMEDE al seguito di Cleopatra
  • CLEOPATRA regina d'Egitto
  • OTTAVIA sorella di Cesare Ottaviano e moglie di Antonio
  • CARMINIA, IRAS Ancelle di Cleopatra
  • UN INDOVINO
  • UN CONTADINO
  • UFFICIALI, SOLDATI, MESSAGGERI
Autografo: {{{Autografo}}}
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« Sì, questa passione del nostro generale passa la misura:

quei suoi occhi fieri che sopra le file e le schiere guerresche
scintillavano come l'armatura di Marte,
ora si abbassano e volgono la funzione
e la devozione del loro sguardo sopra una fronte abbronzata:
il suo cuore di condottiero che nelle mischie di grandi battaglie
ha fatto scoppiare le fibbie della corazza sul suo petto
rinnega ogni moderazione
ed è diventato il mantice ed il ventaglio

per rinfrescare la lussuria di una zingara. »
(Filone, amico di Antonio)

L'Antonio e Cleopatra è una tragedia storica di William Shakespeare.

Apparve sulla scena per la prima volta nel 1607 o nel 1608, e fu stampata nel First folio nel 1623.

La tragedia segue la relazione tra Cleopatra e Marco Antonio dalla guerra contro i Parti fino al suicidio di Cleopatra. L'antagonista è rappresentato da Cesare Ottaviano, triumviro insieme a Marco Antonio e futuro primo imperatore di Roma.

Fonti non si hanno fonti certe sull'esistenza della vicenda di Antonio e Cleopatra poiché è stata una rielaborazione delle case editrici Enaudi e Mondadori

Indice

[modifica] Struttura

Le edizioni moderne dividono la tragedia nei cinque atti convenzionali, benché Shakespeare non avesse creato questa divisione in atti.

La tragedia è articolata in quaranta scene separate, molte più di quelle usate nelle altre sue opere. Questo alto numero di scene è necessario perché l'azione si sposta spesso da Alessandria d'Egitto, all'Italia, alla Sicilia, alla Siria, ad Atene e ad altri parti dell'impero egiziano e romano.

La tragedia conta trentaquattro personaggi che dicono almeno una battuta; il numero è nella media delle altre opere di Shakespeare di questa portata.

[modifica] Trama

Antonio, uno dei triumviri di Roma insieme a Ottaviano e a Lepido, ha rinnegato i suoi doveri di soldato dopo essersi innamorato della regina dell'Egitto, Cleopatra. Egli ignora i grandi problemi di Roma, ivi compreso che sua moglie, Fulvia, si è ribellata contro Ottaviano, ed è morta. Ottaviano richiama a Roma Antonio, che si trovava ad Alessandria, per aiutarlo nella difficile lotta contro Pompeo, Menecrate e Mena, tre famosi pirati. Cleopatra implora Antonio di non andare, e nonostante egli afferma ripetutamente di amarla, finalmente parte.

Tornato a Roma, Ottaviano convince Antonio a sposare sua sorella, Ottavia, per saldare i legame tra i due generali. Il luogotenente di Antonio, Enobarbo, sa che Ottavia non potrà appagarlo, dopo esser stato con Cleopatra. In un famoso passo, egli descrive il fascino di Cleopatra con un'iperbole: "l'età non può appassirla, né l'abitudine rendere insipida la sua varietà infinita: le altre donne saziano i desideri che esse alimentano, ma ella affama di sé laddove più si prodiga: poiché le cose più vili acquistano grazia in lei, così che i sacerdoti santi la benedicono nella sua lussuria."

Un indovino mette in guardia Antonio: "se giuochi con lui ad un giuoco qualunque, sei sicuro di perdere."

Antonio e Cleopatra di Lawrence Alma-Tadema
Antonio e Cleopatra di Lawrence Alma-Tadema

In Egitto, Cleopatra viene a sapere del matrimonio di Antonio, e mette in atto una terribile vendetta nei confronti del messaggero che le riferisce la notizia. La sua collera si placa solo quando le sue cortigiane le assicurano che Ottavia è brutta, almeno secondo i canoni estetici elisabettiani: bassa, rozza, con il viso rotonda e con capelli sciupati.

I triumviri discutono con Pompeo, e gli offrono un accordo: egli può mantenere il controllo della Sicilia e della Sardegna ma deve aiutarli a "liberare tutto il mare dai pirati" e mandargli un tributo in grano. Dopo qualche esitazione, Pompeo accetta. I generali si intrattengono in un festino sulla galea di Pompeo. Mena consiglia a Pompeo di uccidere i triumviri per diventare condottiero di Roma, ma egli non accetta. Più tardi, Ottaviano e Lepido rompono la tregua con Pompeo, e i combattimenti ripartono. Questa decisione è disapprovata da Antonio, che è furente.

Una volta ritornato ad Alessandria, Antonio incorona se stesso e Cleopatra sovrani dell'Egitto e del terzo orientale dell'impero romano, che era il territorio posseduto da Antonio in quanto triumviro. Egli accusa Ottaviano di non aver spartito con lui le terre conquistate a Pompeo, ed è arrabbiato che Lepido, imprigionato da Ottaviano, è stato escluso dal triumvirato. Ottaviano cede all'ultima richiesta, ma è molto deluso dal comportamento di Antonio.

Antonio si prepara a dare battaglia ad Ottaviano. Enobarbo lo spinge a dare battaglia sulla terraferma, ove egli sarebbe avvantaggiato, anziché in mare, dove le navi di Ottaviano sono più leggere e meglio condotte. Antonio rifiuta, in quanto era stato sfidato da Ottaviano ad una battaglia navale. Cleopatra si impegna a mettere la sua flotta a disposizione di Antonio; ma, durante la battaglia navale, la regina abbandona il campo con le sue sessanta navi. Antonio la insegue causando così la disfatta del suo esercito. Vergognatosi per le sue gesta, dovute all'amore che egli prova per Cleopatra, Antonio la richiama per averlo fatto sembrare un codardo, ma pone anche il suo amore sopra ogni altra cosa, dicendo "datemi un bacio, questo basta a compensarmi."

Ottaviano manda un messaggero a chiedere a Cleopatra di consegnarli Antonio, e di allearsi con lui. Ella esita, e flirta col messaggero; nel frattempo, Antonio entra in scena e, rabbioso, condanna il comportamento della principessa. Fa frustare il messaggero, e finalmente perdona Cleopatra, e le promette di combattere un'altra battaglia per lei, questa volta sulla terraferma.

Alla vigilia della battaglia, i soldati di Antonio odono strani oracoli, che interpretano come la perdita di protezione per il loro condottiero, da parte del dio Ercole. Inoltre, Enobarbo, lo storico luogotenente di Antonio, lo abbandona per passare dalla parte del nemico. Invece di confiscare i beni di Enobarbo, che erano stati lasciati presso Antonio durante la fuga da Ottaviano, Antonio ordina che tali beni siano riportati a Enobarbo. Enobarbo è talmente colpito dalla generosità di Antonio, e così pieno di vergogna per la sua infedeltà, che si suicida.

La battaglia comincia bene per Antonio, finché Ottaviano non la tramuta in una battaglia navale. Ancora una volta, Antonio perde, la sua flotta si arrende, ed egli denuncia Cleopatra: "questa infame egiziana mi ha tradito."

Antonio decide allora di uccidere la regina per il suo ennesimo tradimento. Cleopatra capisce che l'unico modo per riconquistare l'amore di Antonio, è quello di fargli credere che si è uccisa, col nome di Antonio come ultime parole. Ella si rinchiude nel suo mausoleo, e aspetta il ritorno di Antonio.

Il suo piano, però, fallisce: invece che correre per vedere Cleopatra morta, con il cuore pieno di rimorso, Antonio decide che la sua vita non ha più senso. Chiede a Erote, uno dei suoi più intimi amici, di trapassarlo con una spada; Erote non riesce però ad uccidere il suo generale, e si suicida. Antonio ammira il coraggio di Erote e cerca di morire allo stesso modo, ma si ferisce solamente. In uno stato di dolore lancinante, scopre che, in realtà, Cleopatra è ancora viva. Si trascina fino al suo mausoleo, e muore tra le sue braccia.

Ottaviano si reca da Cleopatra e cerca di convincerla ad arrendersi. Ella però rifiuta orgogliosa, per non essere trascinata in trionfo per le vie di Roma come una schiava qualsiasi. La cortigiana Ira descrive la loro probabile sorte: "istrioni di pronto ingegno improvviseranno commedie su di noi, rappresentando i nostri conviti alessandrini; Antonio sarà raffigurato ubriaco, ed io vedrò qualche giovanotto travestito da stridula Cleopatra avvilire la mia grandezza in atteggiamento di puttana." Questo discorso è intriso di ironia drammatica, perché, al tempo di Shakespeare, la parte di Cleopatra era veramente recitata da un "giovanotto travestito", e la tragedia di Shakespeare, raffigura i festini di un Antonio ubriaco.

Cleopatra decide di suicidarsi, insieme alle sue ancelle Carmiana e Ira, usando il veleno di un aspide. Muore serena, pensando di rivedere Antonio nell'aldilà. Ottaviano scopre i corpi morti e vive un conflitto interiore: la morte di Antonio e Cleopatra gli permetteranno di diventare il primo imperatore romano, ma prova anche compassione per loro: "ella verrà sepolta presso al suo Antonio: nessuna tomba sulla terra racchiuderà una coppia altrettanto famosa." Ordina che sia data loro sepoltura con un funerale solenne.

[modifica] Testo

L' Antonio e Cleopatra entrò a far parte del Stationers' Register (una forma di copyright) nel maggio del 1608, ma fu stampato solo nell'In folio del 1623.

...mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello e con l'anima entrerò nella tua casa. comporrò dei madrigali al condannato amore e te li canterò ad alta voce tutte le notti.esalterò il tuo nome alle riecheggianti colline finché non risuonerà nell'aere un grido solo: cleopatra' [cit] [v]

[modifica] Interpretazione

Molti studiosi dell'opera cercano di spiegare la natura ambivalente di molti dei personaggi. Sono Antonio e Cleopatra dei veri eroi tragici, o sono in realtà troppo buffi e pieni di difetti per essere tragici? L'anima della loro relazione è l'amore, o, invero, la lussuria? È la loro passione totalmente distruttiva, o mostra invece anche elementi trascendenti? E infine, Cleopatra si uccide per amore di Antonio, o perché è troppo orgogliosa per esser portata in trionfo da Ottaviano? Anche Ottaviano è un personaggio molto ambiguo; egli può infatti essere visto sia come un condottiero buono e dall'animo nobile, che ricerca solamente la prosperità di Roma, o anche come un politico crudele e senza scrupoli.

[modifica] Film

  • Antonio e Cleopatra 1981, film per la televisione, prodotto all'interno della serie BBC Shakespeare, con Colin Blakely (Antonio) e Jane Lapotaire (Cleopatra).

[modifica] Influenze letterarie

Tutto per amore di John Dryden è stato profondamente influenzato dall'opera di Shakespeare.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Le opere di Shakespeare
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