Antonio Riboldi

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Antonio Riboldi, I.C.
vescovo della Chiesa cattolica
Foto riboldi.JPG
Stemma riboldi.JPG
Aprirò nel deserto una strada
Titolo Acerra
Incarichi attuali Vescovo emerito di Acerra
Nato 16 gennaio 1923
Ordinato presbitero 29 giugno 1951 dal vescovo Gilla Vincenzo Gremigni (poi arcivescovo)
Consacrato vescovo 11 marzo 1978 dal cardinale Salvatore Pappalardo

Antonio Riboldi (Triuggio, 16 gennaio 1923) è un vescovo cattolico italiano, noto per il suo impegno a favore della legalità e giustizia, sperimentato negli anni del suo ministero pastorale vissuto prima come parroco e poi come vescovo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una famiglia di modeste condizioni economiche, è entrato a far parte dell'Istituto della Carità (meglio conosciuti come Rosminiani), divenendone sacerdote il 29 giugno 1951. Inviato nel 1958 in una parrocchia della Valle del Belice, si trovò nel 1968 a fronteggiare lo stato d'emergenza causato dal famoso terremoto che sconvolse la terra trapanese, fronteggiando assieme ai suoi parrocchiani le prepotenze della mafia, organizzando la loro lotta per ottenere una casa e abitando per anni, come loro, in una baracca di legno.

In quegli anni partecipò a cortei e manifestazioni davanti al Parlamento in difesa delle richieste dei suoi concittadini e collaborò con diverse persone legate alla vita politica e istituzionale del paese, fra questi il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e l'onorevole Piersanti Mattarella.

L'11 marzo 1978 ricevette l'ordine sacro episcopale, consacrante il cardinale Salvatore Pappalardo, coconsacranti il vescovo Costantino Trapani, O.F.M., e il vescovo Clemente Riva, I.C.

Il 25 gennaio 1978 il papa Paolo VI lo aveva nominato vescovo della diocesi di Acerra, anch'essa terra di complicazioni sociali. Qui concentrò il suo impegno contro la camorra: attraverso dure prediche ed esortazioni fatte in chiesa e con la sua azione di persuasione tra i suoi parrocchiani, contribuì a rompere il muro di omertà, suscitando pentimenti e collaborazioni con la giustizia. Lo stesso boss Raffaele Cutolo volle incontrarlo durante la sua detenzione per potersi confessare.

Negli anni ottanta ha svolto il suo apostolato anche in diverse carceri italiane, dove ha incontrato numerosi "pentiti" della lotta armata.

Il 7 dicembre 1999, vengono accettate le sue dimissioni secondo quanto stabilito dal codice di diritto canonico.

Dal 1999, anno della morte di mons. Clemente Riva, Riboldi è l'unico vescovo ancora vivente al mondo dell'ordine Rosminiano[1] (Istituto della carità). Si è molto parlato negli anni passati di una sua possibile elevazione alla porpora cardinalizia: sarebbe il primo dei Rosminiani a riceverla.

Il 12 novembre 2000 partecipò all'inaugurazione del Cineteatro Incontro della parrocchia di Besnate, che dopo più di 70 anni dalla sua prima apertura, venne ristrutturato con le nuove tecnologie Dolby Digital[2]. Ha conferito l'ordinazione episcopale a Gennaro Pascarella.

Impegnato in molte attività da conferenziere, Riboldi è direttore responsabile del mensile Amici di Follereau dell'Associazione italiana amici di Follereau (AIFO) che dal 1961 realizza iniziative in favore degli ultimi nei paesi del sud del mondo. Prende inoltre parte alla rubrica a carattere religioso del Giornale Radio di Radiouno, Ascolta si fa sera.

In occasione del compimento dei suoi 90 anni di vita, la casa editrice Mondadori, pubblica nel gennaio 2013, un libro dal titolo 'Ascolta si fa sera. Brevi pensieri oltre gli affanni della giornata': nel testo sono racchiusi i suoi interventi alla trasmissione "Ascolta si fa sera".

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Riboldi, Domenico del Rio "Il Vescovo e la Piovra". Edizioni Piemme, 1990.
  • Antonio Riboldi "Tu va e non fermarti mai". Il senso della vita. Editore Progetto editoriale mariano, 1992.
  • Antonio Riboldi "Non Posso Tacere" Il sud non è l'Inferno! A cura di Francamaria Trapani Prefazione di Antonino Caponnetto. Edizione Rusconi, 1993.
  • Antonio Riboldi "Madre della Chiesa". Editore Piemme, 1996.
  • Antonio Riboldi "Tempo di Coraggio". Editore Progetto Editoriale Mariano, 1996.
  • Antonio Riboldi "La carità integrale" Testimonianza di un vescovo: l'inevitabile impegno del credente nella 'Polis'. Editore Portalupi, 2003.
  • Antonio Riboldi "Per amore del mio popolo non tacerò. Dopo Falcone e Borsellino". Edizioni Paoline, 2003.
  • Antonio Riboldi "Gli scugnizzi di don Antonio". Editore EPM, 2005.
  • Antonio Riboldi, Antonino D'Anna "I figli del terremoto" Memorie di Monsignor Antonio Riboldi Vescovo Emerito di Acerra. Edizioni Grafiche Santocono, Rosolini (SR), 2009.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Institute of Charity (Institute of Consecrated Life) [Catholic-Hierarchy]
  2. ^ [1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Acerra Successore BishopCoA PioM.svg
Guerino Grimaldi 25 gennaio 1978 - 7 dicembre 1999 Salvatore Giovanni Rinaldi