Antonio Mosca

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Antonio Mosca

Antonio Mosca (Pieve di Cento, 27 maggio 1870Bologna, 29 maggio 1951) è stato un pittore italiano figurativo, attivo nella fine del 1800 e nella prima metà del 1900. Artista completo, si cimentò sia nell'affresco come nella pittura a olio, dove nei diversi generi del ritratto, del paesaggio e della natura morta, conseguì ottimi risultati molto apprezzati sia in ambito regionale che nazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia d'origine[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, da Giovanni Battista e da Maria Luigia Parmeggiani, entrambi di umili origini. Era gemello di Pietro (27 maggio 1870 - 22 gennaio 1952) che divenne poi un piccolo imprenditore apprezzato costruttore di botti per gli stabilimenti enologici. Aveva una sorella maggiore, Ernesta (7 febbraio 1867 - 20 novembre 1942), sposata dal 1891 con Luigi Zamboni, e un fratello minore, Gaetano Evaristo, che morì all'età di tre anni (26 aprile 1876 - 11 febbraio 1880).

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Antonio frequentò la scuola dell'obbligo e le Scuole Industriali di Cento.
Il 5 maggio 1890 fu arruolato nell'82º Fanteria "Torino" dove adempì gli obblighi di Leva.

Antonio Mosca
fotografia del 1896

Una volta congedato usufruì per circa un anno e mezzo di un sussidio del Consiglio Comunale di Pieve di Cento, proveniente dal Pio Legato Melloni, già destinato a Giuseppe Zacchini (1872-1944) - che in quel periodo si trovava sotto le armi - questo gli permise di frequentare l'Accademia di Belle Arti di Bologna negli anni 1894-1896. La breve esperienza accademica gli servì per affinare l'arte del ritratto che già padroneggiava da autodidatta, ma certamente fu vissuta con insofferenza dei canoni accademici. Per l'alto profitto del primo anno accademico (1894-1895) gli fu conferita la "Medaglia nella figura"[1].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Strada panoramica per San Michele in Bosco a Bologna 1930 c.

All'inizio del 1900 Antonio fissa la sua residenza a Bologna dove il 10 luglio 1901 sposa Amedea Amalia Maria Stanzani (1878-1957), maestra elementare, figlia di Raffaele e di Leonilde Pavignani, da cui ebbe tre figli.
Uno dei due testimoni di nozze fu Francesco Fabbri[2], decoratore, suo collaboratore nella coeva decorazione del catino della cupola della Chiesa di San Pietro di Castello d'Argile, paese natale della suocera Leonilde Maria Pavignani, insieme al più anziano e già affermato Cesare Mauro Trebbi (1847-1931).
Nel 1905 dipinge il catino della cupola e l'abside della chiesa di Santa Maria Maddalena in via Zamboni, 49 a Bologna in collaborazione con il figurista Domenico Ferri (1857-1940). A proposito di questa sua opera ebbe a lamentarsi con l'autore della Guida di Bologna, Corrado Ricci, che nella sua 5ª edizione - editore Nicola Zanichelli Bologna - a pagina 116 riportava come artefice tale Romano Alberghini, decoratore. In data 13 luglio 1921 Corrado Ricci scrisse al pittore Antonio Mosca prendendo atto dell'errore, scusandosi e promettendo di correggerlo nella futura edizione[3].
La sua attività si espletò anche in diverse chiese dell'Emilia-Romagna, Umbria e Trentino-Alto Adige (parrocchiale di Tuenno). Il critico d'arte professor Vittorio Fabris segnala lavori di decorazione del pittore Antonio Mosca a Borgo Valsugana, Trento, nella cappella della Immacolata ivi esistente, riferibili all'anno 1905.
Nel 1903 abitava a Bologna in via San Giuseppe al n. 241.
Fu autore di un Trattato di prospettiva teorico-pratico-dimostrativo premiato alla Esposizione di Milano che a Parigi vinse anche il Gran Prix e ottenne la Medaglia d'oro come ci informa L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno del 1913.
Nel 1912-1913 dipinse il ritratto di re Nicola I del Montenegro per il Comitato pro-feriti montenegrini delle Guerre balcaniche.
Ritratto recensito sempre da L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno 1913 e definito bellissimo ma di cui si sono perse le tracce.
Nel 1914 è chiamato a Tuenno, nell'allora Tirolo austriaco, per eseguire lavori di decorazione della locale Parrocchia.
Intorno agli anni venti del Novecento abitò in via Cappuccini al n. 6 a Bologna e successivamente in via Savenella al n. 40. Il Comune di Pieve di Cento nel 1924 lo incarica della decorazione dell'Orologio Pubblico posto sulla fronte del Palazzo Comunale.
Dopo la seconda guerra mondiale abitò fino alla morte in via Savenella al n. 21.
Era collezionista, amante della pittura del Seicento, in relazione con Giovanni Piancastelli (1845-1926).


Funerale di Antonio Mosca 1951 Bologna
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951
Antonio Mosca funerale 1951

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì nella sua casa di Bologna il 29 maggio 1951 all'età di 81 anni dopo una vita operosa.
Il suo epitaffio fu: Dedicò interamente la vita all'Arte e al Bello.
I suoi funerali si svolsero nella Basilica di San Domenico a Bologna.
Fu seppellito nel cimitero della Certosa di Bologna.





Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

1870, 27 maggio - nasce a Pieve di Cento in provincia di Bologna, il 28 maggio è battezzato in Santa Maria Maggiore.
1890, 5 maggio - arruolato nell'82º Fanteria "Torino"
1894-1896 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna
1900 lavora alla decorazione della Parrocchia di San Pietro di Castello d'Argile
1901, 10 luglio - matrimonio con Amedea Amalia Maria Stanzani
1903, 11 febbraio - nasce il figlio Arrigo + 20 novembre 1994
1905, lavora alla decorazione del catino della cupola e dell'abside della chiesa di Santa Maria Maddalena, via Zamboni, 49 a Bologna in collaborazione con il figurista Domenico Ferri (1857-1940)
1907, 25 novembre - nasce la figlia Ornella + 2 marzo 1988
1910-1913 scrive un Trattato di prospettiva teorico pratico
1912-1913 dipinge il ritratto di re Nicola I del Montenegro
1913, 30 giugno è citato ne L'Illustrazione di Bologna
1914, 1º agosto - è chiamato a Tuenno, in Tirolo, a decorare la parrocchia locale
1918, 3 maggio - nasce il figlio Alberto (Tino) - 3 ottobre 1998
1921, chiede e ottiene la rettifica della Guida di Bologna da Corrado Ricci dove a pag.116 attribuisce a altri la decorazione della chiesa di Santa Maria Maddalena a Bologna a lui spettante in collaborazione con Domenico Ferri (1857-1940)
1924 decorazione dell'orologio pubblico di Pieve di Cento
1947 lavora in Villa Sarti a Prada di Grizzana Morandi, Bologna e in luglio a Copparo di Ferrara presso la Chiesa Arcipretale.
1951, 29 maggio muore a Bologna

Atto di battesimo[modifica | modifica wikitesto]

Nel giorno 28 di maggio anno 1870 è stato battezzato da me sottoscritto un fanciullo figlio di Mosca Giovanni e di Maria Parmeggiani nato il dì 27 di maggio anno 1870 ad ore 10 pomeridiane sotto la Parrocchia di questa Pieve in Casa Riguzzi cui furono imposti i nomi di Antonio Angelo. Santoli [padrini]: Lamborghini Lorenzo e Mosca Marianna.
Fu presentato dal padre che ha dichiarato in presenza di Govoni Claudio e Modonti (?) Battista.
Testimoni i quali udirono la dichiarazione. In fede Don Angelo Marangoni Ca...(?)

L'Illustrazione - Bologna, 30 giugno 1913

L'Illustrazione[modifica | modifica wikitesto]

Bologna, 30 giugno 1913:
Antonio, anima d'artista, studioso ricercatore di problemi artistico-scientifici… galantuomo, amato e rispettato da tutti quelli che l'avvicinano. Antonio giovanetto studiò nella scuola industriale di Cento poi venne a Bologna ove si iscrisse all'Accademia e si perfezionò nell'arte decorativa. Ma l'impresa ove il suo ingegno si è affermato è il Trattato di prospettiva, teorico-pratico-dimostrativo già premiato alla Esposizione di Milano e ultimamente a Parigi, ove ottenne il Gran Prix e la Medaglia d'oro. Ma Antonio Mosca non è solo il valente maestro di prospettiva e il forte decoratore ma è anche un esperto figurista per cui deve a lui il Comitato autonomo pro feriti Montenegrini, il bellissimo ritratto di re Nicola I del Montenegro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'archivio storico dell'Accademia di Belle Arti di Bologna non si è trovato nessun lavoro di Antonio Mosca.
  2. ^ Francesco Fabbri era fratello di Remo (1890-1977), pittore e di Giuseppe(1901-....), giornalista e critico. Tutti e tre nati a Pieve di Cento.
  3. ^ Corrado Ricci, prendendo atto dell'errore commesso, invita il pittore Antonio Mosca a rivolgersi al bolognese ing. Guido Zucchini (1882-1957) che all'epoca a Bologna si occupava di tali questioni per conto suo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corrado Ricci, Guida di Bologna, 5ª edizione, Bologna, Nicola Zanichelli, p. 116.
«...la cupola e l'abside (della chiesa di Santa Maria Maddalena di Bologna) furono invece dipinte da Antonio Mosca (al posto di Romano Alberghini) ornatista e da Domenico Ferri figurista (1905)". Refuso editoriale segnalato dal pittore Antonio Mosca stesso all'autore Corrado Ricci.».
  • L'Illustrazione, rivista illustrata quindicinale di Lettere – Arte – Scienze – Industria – Commercio - Finanze - Bologna 30 giugno 1913 - pag.7
  • La terra e la gente di Castello d'Argile e di Venezzano ossia Mascarino - di Magda Barbieri - Vol. II Ediz.SIACA Cento 1997
  • L'orologio pubblico di Pieve di Cento - all'anno 1924 – di Antonio Scagliarini

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]