Antonio Lepschy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Antonio Lepschy

Antonio Lepschy (Venezia, 3 ottobre 193130 giugno 2005) è stato uno scienziato italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si laureò in Ingegneria industriale elettrotecnica presso l’Università di Padova il 29 gennaio 1955.

Dopo aver svolto attività di ricerca alla fondazione Bordoni di Roma, nel 1960 conseguì la libera docenza in Controlli automatici e nel 1964 vinse il primo concorso a cattedra bandito in Italia per tale disciplina, che ha poi insegnato come professore ordinario nelle Facoltà di Ingegneria delle università di Bari, Trieste e, dall’a.a. 1970/71, a Padova, dove nel 2004 è divenuto Professore emerito.

È stato Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, Direttore dell'Istituto di Elettrotecnica ed Elettronica e Direttore del Dipartimento di Elettronica e Informatica; ha anche svolto attività di coordinamento all'interno del CNR, dove ha presieduto la Commissione Nazionale per l'Automazione e il laboratorio di Dinamica dei sistemi ed Elettronica biomedica.

È stato socio dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, presidente dell'Accademia Galileiana di Padova e vicepresidente dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti.

Le ricerche di Antonio Lepschy nel campo della teoria dei sistemi e del controllo, documentate da circa 300 pubblicazioni, hanno dato un contributo determinante ad introdurre questi temi in Italia. Si è anche occupato di problemi epistemologici, di storia della scienza e di vari argomenti di carattere interdisciplinare.