Antonio Castelli (scrittore)

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Antonio Castelli (Castelbuono, 1923Palermo, 1988) è stato uno scrittore italiano.

Compiuti gli studi classici a Cefalù, si laureò in legge a Palermo.

Fu collaboratore de Il Mondo, il settimanale di Mario Pannunzio e de Il Caffè di Giambattista Vicari.

Nel 1962 pubblicò il suo primo libro Gli ombelichi tenui per la casa editrice Lerici (poi riedito nel 1998 con introduzione di Natale Tedesco)[1] e nel 1967 pubblicò la sua seconda e ultima opera Entromondo per la casa editrice Vallecchi.

Nel 1985 la casa editrice Sellerio pubblicò Passi a piedi passi a memoria, che è una raccolta di passi scelti dai due libri precedenti.

Nel 1986 il Comune di Cefalù gli conferì la cittadinanza onoraria.

La casa editrice Sciascia ne ha pubblicato l'Opera Omnia con il titolo Opere, comprendente anche gli inediti, a cura del prof. Giuseppe Saja.

Antonio Castelli, uomo schivo e fuori da lobby e circuiti letterari, non fu conosciuto dal grande pubblico né valorizzato a livello di riconoscimenti letterari, sebbene fosse apprezzato da autori come Ennio Flaiano, Sebastiano Addamo[2], Leonardo Sciascia, suo amico fraterno e Vincenzo Consolo[3].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968, a Zafferana Etnea, Sciascia e Consolo si adoperarono per far assegnare al libro di Entromondo il Premio Brancati, "come giusto riconoscimento a uno scrittore vero, appartato, sciolto da qualsiasi legame con quella industria culturale che dal Nord del nostro Paese faceva sentire tutto il suo potere aggressivo e discriminante"(V. Consolo). La giuria però accolse l'opinione di Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, assegnando il premio ad Elsa Morante, scelta che provocò le dimissioni di Sciascia[4][5][6]

Anche diciotto anni dopo, la proposta di assegnare la seconda edizione del Premio letterario Racalmare Città di Grotte ad Antonio Castelli per il suo libro Passi a piedi, passi a memoria non ebbe seguito. Il Premio gli venne poi tributato "alla memoria" in occorrenza della undicesima edizione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal catalogo della casa editrice
  2. ^ Vedi articolo Evoluzione o involuzione nella narrativa isolana? pubblicato su La Sicilia del 23 aprile 1970 e Profili di letterati siciliani su Literary.it
  3. ^ Narratori siciliani del secondo dopoguerra, a cura di Sarah Zappulla Muscarà, Catania, Maimone, 1988, riporta la seguente affermazione di Vincenzo Consolo: "Antonio Castelli modernamente, affidava i suoi frammenti a un parlato antilirico, secco, laico, incisivo...Una scelta la sua, fin dal primo esordio in volume, dettata da una rara consapevolezza artistica...E queste scelte lo iscrivevano, prima e al di là di poetiche storiche o storicizzabili, a un'aura, a un clima antico, classico, a una tradizione letteraria che, in Sicilia, parte dai mimi del greco siracusano Sòfrone e arriva fino a quelli di Francesco Lanza".
  4. ^ Vedi resoconto
  5. ^ Articolo sull'intervento di Pasolini al premio Brancati
  6. ^ Articolo da Repubblica.it del 28 settembre 2008