Antonio Berni

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Antonio Berni negli anni 1920

Delesio Antonio Berni (Rosario, 14 maggio 1905Buenos Aires, 13 ottobre 1981) è stato un pittore, incisore e affreschista muralista argentino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Antonio Berni mentre lavora

Antonio Berni nacque in una famiglia di origine italiana.

Cominciò a studiare pittura a Rosario e tenne le sue prime mostre quando era ancora adolescente, ottenendo buone recensioni da parte della critica artistica.
Le opere di questo primo periodo ritraggono per lo più paesaggi suburbani e nature morte, secondo uno stile che si rifà all'Impressionismo.

Nel 1925, grazie ad una borsa di studio, Berni si recò a Madrid, con l'intento di conoscere da vicino l'arte contemporanea spagnola, in quegli anni molto in voga in Argentina.
Dopo un breve periodo di tempo a Madrid, arrivò alla conclusione che la fonte d'ispirazione della pittura spagnola, e in generale europea, era Parigi, dove si trasferì.
A Parigi entrò in contatto con molti artisti ed intellettuali, tra cui Xul Solar, Louis Aragon, André Breton, Tristan Tzara, André Lhote e Othon Friesz: influenzato dalle teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud e dall'arte di Giorgio de Chirico e di René Magritte, sviluppò una pittura dapprima ispirata al Cubismo, per poi approdare ad un Surrealismo lontano dall'automatismo di Joan Miró o dall'onirismo di Salvador Dalí, più simile allo stile di Giorgio De Chirico.
In questi anni si avvicinò alle idee politiche di Karl Marx, collaborando con illustrazioni a giornali comunisti.

Nel 1930 tornò in Argentina, dove fu tra i fondatori del gruppo Nuevo Realismo che avrebbe dovuto iniziare un'arte nazionale politicamente impegnata e concentrata sugli oppressi.
Nel 1932 partecipò con le sue tele ad una delle prime esposizioni surrealiste in America Latina: la mostra fu però ignorata dal pubblico e stroncata dalla critica.
In quegli anni il mondo stava attraversando un periodo caratterizzato da totalitarismi che avrebbero portato alla guerra; anche l'Argentina si trovava in una situazione difficile, con una dittatura conservatrice, lotte sociali, scioperi e disoccupazione.
Berni sentì che il Surrealismo era lontano da questi problemi e iniziò ad avvicinarsi al realismo socialista.
Dopo un viaggio attraverso la Bolivia, l'Ecuador, il Perù e la Colombia, la cui influenza è presente nelle sue opere del tempo, a partire dalla fine degli anni '40 Berni dipinse persone con simboli di pace, proprio negli anni in cui si iniziava ad effettuare i primi test di armi nucleari.
All'inizio degli anni '50 le sue opere riflettono lo sfruttamento delle classi più povere, a cui si aggiungono i temi dell'ecologia e dell'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali; queste opere ottennero un buon successo di pubblico e di critica e furono esposte in diverse città estere.

Affresco della volta della Galerías Pacífico

Dalla fine degli anni '50, attraverso uno stile caratterizzato dall'uso del collage e dell'assemblage, creò alcuni cicli pittorici in cui compaiono personaggi diseredati della periferia urbana, tra cui le figure emblematiche e poetiche di Juanito Laguna e Ramona Montiel.

Nel 1976 Berni passò un certo periodo di tempo a New York, che lo colpì come fastosa, consumistica, materialmente ricca ma spiritualmente povera.
In questi anni continuò a creare opere sempre più spirituali e riflessive, ma con un tocco di ironia sociale per far risaltare l'opposizione tra uomo e natura.

Antonio Berni morì il 13 ottobre 1981 a Buenos Aires.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Sartor, Arte latinoamericana contemporanea. Dal 1825 ai giorni nostri, Milano, Jaca book, 2003, ISBN 88-16-40607-0.

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