Antoine Daniel

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Sant'Antonio Daniel

Gesuita e martire

Nascita 27 maggio 1601
Morte 4 luglio 1648
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 21 giugno 1925, da papa Benedetto XV
Canonizzazione 29 giugno 1930, da papa Pio XI
Ricorrenza 4 luglio
Attributi Palma

Antoine Daniel (Dieppe, 27 maggio 1601Téanaostaiaé, 4 luglio 1648) è stato un missionario francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Dieppe, in Normandia, Antoine Daniel fu il quarto dei sei figli[1] del mercante Antoine Daniel e di Marguerite Martin, "persone oneste e timorate di Dio"[2]. Il giovane Antoine aveva già studiato due anni filosofia e per un anno giurisprudenza prima di entrare nel noviziato della Compagnia di Gesù a Rouen il 1º ottobre 1621. Qui si dedicò all'insegnamento ed ebbe fra i suoi allievi il piccolo urone Amantacha (poi battezzato con il nome di Louis de Sainte-Foi). Non è provato che Daniel l'abbia preparato al battesimo, ma quella singolare presenza giocò certamente un ruolo nel determinare la scelta missionaria del giovane gesuita che, dal 1627 al 1630, affrontò gli studi teologici al collegio parigino di Clermont[3]. Ordinato sacerdote nel 1631, dopo un anno nel collegio d'Eu, nel 1632 venne inviato come missionario nel Canada francese (l'allora Nuova Francia).

Sbarcato all'Isola del Capo Bretone, soggiornò nel forte Sainte-Anne, fondato nel 1629 e comandato da suo fratello Charles, capitano di marina. Il 24 giugno 1633 raggiunse Québec ed ebbe l'incarico, insieme a padre Jean de Brébeuf, di evangelizzare il territorio degli uroni. Tuttavia, per i suoi rapidi progressi nella lingua, la sua esperienza e abilità didattica e il suo carattere dolce, fu scelto per dirigere la scuola-seminario di Québec per i ragazzi indiani. Nonostante l'impegno profuso, il progetto si rivelò un fallimento e padre Daniel tornò all'attività missionaria. Nel 1637 si spostò verso la Georgian Bay, dove svolse con successo il suo ministero per oltre dieci anni.

Era quella tuttavia l'epoca in cui gli Irochesi, riuniti nella potente Lega delle cinque nazioni, iniziarono una lunga e vittoriosa guerra di sterminio contro la tribù degli Uroni. Il 4 luglio 1648, la missione di Téanaostaiaé[4] fu assalita dagli irochesi proprio mentre padre Daniel stava terminando la messa. Il missionario impartì l'assoluzione generale ai suoi fedeli, battezzò i catecumeni e invitò tutti a cercare scampo nella fuga, quindi uscì dalla cappella e andò incontro agli assalitori brandendo la croce. Gli stupefatti irochesi si fermarono, ma la loro esitazione durò per poco. Il gesuita cadde crivellato di frecce e da un colpo d'archibugio in pieno petto; il suo corpo fu poi gettato tra le fiamme appiccate alla cappella, da cui gli uroni erano già fuggiti.

Padre Antoine Daniel fu il secondo gesuita a subire il martirio in Canada. Egli appartiene al gruppo degli otto santi martiri canadesi, proclamati beati da papa Benedetto XV il 21 giugno 1925 e canonizzati il 29 giugno 1930 da papa Pio XI. La sua memoria liturgica si celebra il 4 luglio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I fratelli maggiori erano André (che divenne medico, membro della Compagnia dei cento associati per lo sviluppo della Nuova Francia fondata da Richelieu nel 1627), che morì probabilmente nel 1637; Charles (1592-1661, capitano di marina e pure lui membro della Compagnia dei cento associati e Adrien; quelli minori François e Marie.
  2. ^ (FR) Auguste Carayon (a cura di), Première mission des jésuites au Canada: lettres et documents inédits, Paris, L'Écureux, 1864, p. 242.
  3. ^ Oggi sede del prestigioso liceo Louis-le-Grand.
  4. ^ Nei pressi di Hillsdale (Simcoe County), nell'Ontario.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Fernand Potvin, Saint Antoine Daniel, martyr canadien in Revue d’histoire de l’Amérique française, VIII (l954–55) pp. 395–414 e 556–564; IX (1955–56) pp. 74–92, 236–249, 392–409 e 562–570; X (1956–57) pp. 77–92 e 252–256. Consultabile sul sito erudit.
  • (EN) Donald Attwater e Catherine Rachel John, The Penguin Dictionary of Saints, 3a ed., New York, Penguin Books, 1993. ISBN 0140513124.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 70082402