Antiparassitario

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Un antiparassitario è un prodotto chimico impiegato in agricoltura per controllare, respingere, attirare ed uccidere parassiti, che sono degli organismi, tra cui gli insetti, malerbe, uccelli, mammiferi, pesci e microbi, che entrano in competizione con l'uomo riguardo al cibo, distruggono le proprietà, causano malattie o sono considerati un fastidio. Gli antiparassitari sono normalmente, anche se non sempre, velenosi. Gli antiparassitari rappresentano anche un genere di farmaci utilizzati, ad esempio, per combattere i pidocchi o le infestazioni elmintiche.

Evoluzione delle difese antiparassitarie[modifica | modifica sorgente]

Cronologia della evoluzione delle piante ed inizio delle diverse modalità del parassitismo degli insetti erbivori

Le piante terrestri più antiche si sono evolute da piante acquatiche circa 450 milioni di anni fa, durante il periodo Ordoviciano. Molte piante si sono adattate alla carenza di iodio nell’habitat terrestre rimuovendo lo iodio dal loro metabolismo; infatti lo iodio è essenziale solo per le cellule animali[1]. Un'importante azione antiparassitaria è causata dal blocco del trasporto dello ioduro proprio delle cellule animali tramite l'inibizione del trasportatore di membrana dello ioduro di sodio (NIS, sodium iodine symporter). Molti principi attivi vegetali sono glicosidi (come la digitossina usata nella farmacologia cardiologica) ed alcuni di essi sono cianogeni, poiché liberano cianuro. Il cianuro, bloccando l'enzima citocromo c ossidasi ed il NIS, è tossico solo per gran parte dei fitofagi e degli erbivori, mentre non lo è per le cellule vegetali, nelle quali è utile nella fase di quiescenza del seme. Lo ioduro (I-) non ha attività biocida, ma se viene ossidato, dalle perossidasi vegetali, a iodio (I), il quale è un forte ossidante, diventa come tale tossico per batteri, funghi e protozoi.[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Venturi, S.; Donati, F. M.; Venturi, A.; Venturi, M., . Environmental Iodine Deficiency: A Challenge to the Evolution of Terrestrial Life? in Thyroid, vol. 10, nº 8, 2000, pp. 727–729, DOI:10.1089/10507250050137851, PMID 11014322.
  2. ^ Venturi, Sebastiano, Evolutionary Significance of Iodine in Current Chemical Biology-, vol. 5, nº 3, 2011, pp. 155–162, DOI:10.2174/187231311796765012, ISSN 1872-3136.


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]