Anticorpo policlonale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'anticorpo policlonale è una miscela di anticorpi ottenuti dall'immunizzazione di un animale (attraverso iniezione sottocutanea, intramuscolare o endovenosa) con un antigene. Gli anticorpi che risultano da questa immunizzazione saranno geneticamente diversi (perché prodotti da plasmacellule diverse) e ognuno di essi riconoscerà un epitopo diverso dello stesso antigene.

Si distinguono dai monoclonali (geneticamente uguali, perché prodotti da cloni di una plasmacellula) in quanto questi sono diretti contro un solo epitopo dell'antigene.

Produzione di anticorpi policlonali

L’anticorpo può essere prodotto contro cellule batteriche vive o morte (uccise al calore per 30 minuti in modo da esporre le molecole che costituiscono la parete), contro specifici prodotti batterici come tossine o enzimi e contro frazioni cellulari specifiche (ribosomi, oligosaccaridi, lipoproteine, glicoproteine) [Hampton et al., 1990]. L’animale più utilizzato per la produzione di anticorpi è il coniglio che risulta essere meno problematico da gestire in laboratorio. Alcuni batteri patogeni sono tossici anche per il coniglio soprattutto se iniettati per endovena (shock anafilattico), ciò può essere evitato con immunizzazioni sottocutanee o intramuscolare [Hampton et al., 1990].

La produzioni di anticorpi policlonali (contenenti anticorpi reattivi contro più di un epitopo e per questo multispecifici) ad alto titolo, dipende da diversi fattori tra cui uno dei più importanti è la presenza degli antigeni nel sangue per un periodo continuato di diverse settimane. Ciò può essere ottenuto in diversi modi:

- con iniezioni endovenose multiple con dosi crescenti di antigene (con tempi brevi tra un’iniezione ed un’altra per evitare la distruzione dell’antigene da parte del sistema immunitario).

- con iniezioni sottocutanee o intramuscolari: tale metodica garantisce un lento rilascio dell’antigene nel sangue assicurando, con un minor numero di iniezioni di richiamo, una presenza continua per diverse settimane [Hampton et al., 1990].

Generalmente le procedure di immunizzazione più rapide portano ad un minor titolo ma ad una maggior specificità dell’antisiero.

Le principali globuline ottenibili con i normali metodi sono IgM ed IgG. Le prime sono le più adatte per le reazioni di agglutinazione; le seconde sono invece idonee per i test ELISA ed IFAS [Hampton et al., 1990].

La determinazione del titolo di un anticorpo è data dalla massima diluizione del siero alla quale è ancora osservabile una reazione anticorpo-antigene (Ab-Ag). Un buon siero ha un titolo di 1:500 - 1:1000 anche se non è eccezionale ottenere anticorpi con titolo 1:6000

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina