Anthocharis cardamines

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Aurora
AnthocharisCardamines 2002Z.jpg
Anthocaris cardamines maschio
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
(clade) Obtectomera
Superfamiglia Papilionoidea
Famiglia Pieridae
Sottofamiglia Pierinae
Tribù Anthocharidini
Genere Anthocharis
Specie A. cardamines
Nomenclatura binomiale
Anthocharis cardamines
(Linnaeus, 1758)
Nomi comuni

Aurora

Sottospecie
  • A. c. cardamines
  • A. c. alexandra
  • A. c. hayashii
  • A. c. hibernica
  • A. c. isshikii
  • A. c. kobayashii
  • A. c. koreana
  • A. c. phoenissa
  • A. c. progressa
  • A. c. septentionalis

L'Aurora (Anthocharis cardamines (Linnaeus, 1758)) è un lepidottero appartenente alla famiglia Pieridae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Adulto[modifica | modifica sorgente]

Anthocharis cardamines femmina.

Questa specie ha ali di colore bianco con il termen delle ali anteriori nero. Nei maschi, la metà esterna delle ali anteriori è di colore arancione. Le pagine inferiori sono screziate di verde (formato in realtà da una mistura di scaglie nere e gialle) e bianco, permettendo a questa farfalla di camuffarsi sulle infiorescenze di Anthriscus sylvestris e Alliaria petiolata.

L'apertura alare varia dai 39 ai 48 mm. La femmina è leggermente più piccola del maschio.

Uovo[modifica | modifica sorgente]

Le uova sono bianche subito dopo essere state deposte, ma diventano di un arancione brillante entro pochi giorni, scurendosi all'avvicinarsi della schiusa.

Larva[modifica | modifica sorgente]

Il bruco è bianco e verde. Esistono cinque stadi larvali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

I maschi adulti sono visibili molto spesso in primavera, mentre volano lungo prati e siepi; le femmine, invece, sono più solitarie.

Le larve si nutrono quasi esclusivamente dei fiori su cui le uova sono state deposte, ma sui germogli c'è raramente cibo sufficiente per alimentare più di un bruco, quindi, se due larve si incontrano, una di esse viene mangiata dall'altra per eliminare la concorrenza; la stessa sorte spetta anche alle uova che non si sono ancora schiuse. Per scoraggiare la deposizione delle uova su una pianta già occupata, la femmina che depone per prima rilascia un feromone deterrente.
Nemici naturali dei bruchi sono gli insetti dei generi Tachinidae e Braconidae.

La ninfosi avviene all'inizio dell'estate tra la vegetazione rada vicino alla pianta nutrice, dove le pupe emergono la primavera successiva.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La femmina depone uova singole sulle infiorescenze di Cardamine pratensis L., di Alliaria petiolata e su molte altre specie del genere Brassicaceae L.. Sono attratte in particolare dai fiori grandi, come quelli della Hesperis matronalis L.. La selezione della pianta nutrice è attivato dalla presenza di glucosinolati, che individuano con i peli chemio-sensoriali posti sulle zampe anteriori.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa farfalla è diffusa in tutta la zona temperata euroasiatica, fino al Giappone.

L'habitat consiste in pascoli, prati e boschi umidi, radure, rive dei fiumi, fossi, argini, paludi e stradine di campagna.

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Anthocharis Cardamines, detta Aurora, è il nome di un'elfa della Luce, monarca del regno degli Elfi e regina del Regno delle Tenebre, nel romanzo La guerra degli elfi e negli altri volumi della serie omonima creata dallo scrittore irlandese Herbie Brennan.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) D.J. Carter, B. Hargreaves, Guide des chenilles d'Europe, Delachaux & Niestlé, 2001, pp. 311 pagine, ISBN 978-2-603-00639-9.
  • Michael Chinery, M. Cuisin, Les papillons d'Europe, Delachaux & Niestlé.
  • (FR) Michael Chinery, Photoguide des papillons d'Europe - Les photo-guides du naturaliste, Delachaux et Niestlé, 1998, pp. 676 pagine, ISBN 978-2-603-01114-0.

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