Anthemis cotula

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Camomilla fetida
Anthemis cotula - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-160.jpg
Anthemis cotula
(Da Franz Eugen Köhler, Köhler Medizinal-Pflanzen)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Anthemidinae
Genere Anthemis
Specie A. cotula
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Anthemidinae
Nomenclatura binomiale
Anthemis cotula
L., 1753
Nomi comuni

Cotula

La Camomilla fetida (nome scientifico Anthemis cotula L., 1753) è una piccola pianta erbacea simile alle “margherite” e appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia del nome generico (Anthemis) deriva dalla parola greca ”Anthemon” (= fiore, abbonante fioritura) poi trasformato in “anthemis” (= piccolo fiore) e fa riferimento all'infiorescenza di queste piante[1][2]. Questo nome era già usato dai greci antichi per indicare una delle tante specie di camomilla. Il nome specifico (“cotula”) deriva dalla parola grecakotule” e significa “una piccola coppa” facendo riferimento ad una conca presente alla base delle foglie di questa specie, oppure, secondo altre spiegazioni, facendo riferimento alla forma dell'infiorescenza.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Anthemis cotula) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

Sono piante non molto alte, da 1 a 5 dm (massimo 9 dm). La forma biologica della specie è terofita scaposa (T scap); ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono inoltre munite di asse fiorale eretto, spesso con poche foglie. Tutta la pianta è sub-glabra, in parte punteggiata da ghiandole e con un odore sgradevole.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono fascicolate.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è fittonante.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è ramoso-corimboso. I fusti sono prostrati oppure ascendenti. La superficie è striata e di colore verde tendente al rossiccio.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno. La lamina è finemente incisa: una o due volte pennatosette. I segmenti sono completamente divisi ed hanno una forma di lacinie capillari. Dimensioni della lamina completa: larghezza 15 – 30 mm; lunghezza 25 – 55 mm. Dimensione delle lacinie: larghezza 0,3 – 0,4 mm; lunghezza 6 – 9 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Le infiorescenze sono dei capolini terminali peduncolati raccolti in corimbi. I peduncoli hanno un portamento verticale, sono nudi (senza foglie – afilli) e non s'ingrossano alla fruttificazione. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: un peduncolo sorregge un involucro peloso a forma i coppa composto da più squame (o brattee) oblanceolate e membranose (spesso sfrangiate all'apice e con margini scariosi[4]) a disposizione embricata su molte serie che fanno da protezione al ricettacolo a forma conico-allungata, provvisto di pagliette persistenti a forma lineare-lesiniforme[5], sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (da 10 a 15) di colore bianco, disposti in un unico rango e quelli interni tubulosi di colore giallo. Lunghezza del peduncolo: 4 – 6 mm. Diametro dei capolini: 2 - 2,5 mm. Dimensione dell'involucro: larghezza 10 mm; lunghezza 5 mm. Dimensioni delle pagliette: larghezza 0,5 mm; lunghezza 3 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono simpetali, zigomorfi (quelli ligulati) e attinomorfi (quelli tubulosi); sono inoltre tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili e sterili; mentre quelli del disco centrale (quelli tubulosi) sono bisessuali.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[6]
  • Corolla: i fiori periferici sono nastriformi a disposizione raggiante, ossia la corolla termina con una ligula debolmente tridentata a forma più o meno lineare-lanceolata (a fine antesi le ligule sono ripiegate verso il basso). Quelli del disco centrale hanno delle corolle tubulari a 5 denti e non sono speronati. Dimensione dei fiori ligulati: lunghezza del tubo 4 mm; dimensione della ligula 3 x 7 –10 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 2 – 2,5 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo. La base delle antere è ottusa.
  • Fioritura: da giugno a settembre.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni poco compressi conico-cilindrici, striati e tubercolati; la sezione è rotondeggiante (o ellittica) con angoli appena evidenti; la superficie è liscia. I frutti contengono dei semi angolosi (uno per ogni frutto). Gli acheni sono senza pappo (o sormontati da una corta membrana spugnosa allungata da un lato). Il colore del frutto è rossastro scuro. Dimensione dei frutti: 1,3 – 2 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[8] – Distribuzione alpina[9])
  • Habitat: l'habitat tipico di questa pianta sono le aree incolte, le zone ruderali e i campi di cereali; ma anche le scarpate, le strade rurali e depositi di immondizie. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. In alcune aree (Nord America) è considerata pianta infestante.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1300 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

  • Fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico questa specie appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: delle comunità terofitiche pioniere nitrofile
Classe: Stellarietea mediae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza della Anthemis cotula (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). Il genere di appartenenza (Anthemis) è composto da circa un centinaio di specie, delle quali due dozzine circa fanno parte della flora spontanea italiana.
Il numero cromosomico di A. cotula è: 2n = 18[3][13].

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

È una specie variabile. La variabilità si manifesta soprattutto nei seguenti caratteri:[5]


L'elenco seguente indica alcune sottospecie e varietà non presenti in Italia. L'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale:[3][14]

  • subsp. lithuanica (DC.) Tzvelev (2000)
  • var. atromarginata Vatke
  • var. vectensis (F.N. Williams) P.D. Sell (2006)

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici e intergenerici[15]:

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Anthemis antiochia Eig (1938)
  • Anthemis cotula L. subsp. psorosperma (Ten.) Arcang.
  • Anthemis foetida Lamarck
  • Anthemis psorosperma Ten. (1832)
  • Chamaemelum cotula (Linnaeus) Allioni
  • Maruta cotula DC.
  • Maruta foetida (Lam.) S.F.Gray

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è quella tipica delle “margherite”: dei fiori ligulati bianchi circondano dei fiori tubulosi centrali gialli: configurazione comune a molti generi della famiglia delle Asteraceae. Sono le foglie che almeno in parte distinguono le specie di questo genere da altri generi. Con il genere Matricaria la distinzione è più difficile: i capolini di quest'ultimo genere sono un po' più grandi e il ricettacolo ha una forma più compatta. Nell'ambito dello stesso genere le distinzioni sono ancora più difficili da gestire: vi possono essere delle differenze sul frutto achenio (acheni cilindrici o compressi); distinzioni in base al ciclo biologico (annuo, bienne o perenne); differenze più anatomiche come la struttura interna del ricettacolo (forma del ricettacolo, forma delle pagliette); foglie ghiandolose oppure no. E altro ancora. Non per nulla Pignatti nella sua “Flora d'Italia” considera il genere Anthemis un “genere difficile”[7].

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Le proprietà della Camomilla fetida sono collegata a quella della Camomilla comune (Matricaria recutita) ma molto meno efficaci; inoltre è debolmente tossica. Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[16]

  • antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso);
  • astringente (limita la secrezione dei liquidi);
  • diaforetica (agevola la traspirazione cutanea);
  • diuretica (facilita il rilascio dell'urina);
  • emetica (utile in caso di avvelenamento in quanto provoca il vomito);
  • emmenagoga (regola il flusso mestruale);
  • tonica (rafforza l'organismo in generale).

Cucina[modifica | modifica sorgente]

In tutta la pianta è presente un succo acre che può causare allergie in alcune persone.[16]

Altri usi[modifica | modifica sorgente]

Le varie arti della pianta se essiccate sono valide per respingere le pulci e i topi. Dall'intera pianta si può ottenere un colorante simile all'oro.[16]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

La Camomilla fetida in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Stinkende Hundskamille
  • (FR) Anthémis fétida
  • (EN) Stinking Chamomile

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 5 aprile 2011.
  2. ^ Motta 1960, op. cit., pag. 142
  3. ^ a b c Tropicos Database. URL consultato il 5 aprile 2011.
  4. ^ a b Judd 2007, op. cit., pag. 523
  5. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., pag. 73
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  7. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., pag. 66
  8. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 53
  9. ^ a b Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 480
  10. ^ Germplasm Resources Information Network. URL consultato l'11 aprile 2011.
  11. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  13. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato l'11 aprile 2011.
  14. ^ The International Plant Names Index. URL consultato l'11 aprile 2011.
  15. ^ Index synonymique de la flore de France. URL consultato l'11 aprile 2011.
  16. ^ a b c Plants For A Future. URL consultato l'11 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Oberprieler, S. Himmelreich & R. Vogt, A new subtribal classification of the tribe Anthemideae (Compositae) in Willdenowia 37 – 2007.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, pag. 142.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 72, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 480.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 53, ISBN 88-7621-458-5.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]