Antennaria

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Sempiterni (nome scientifico Antennaria Gaertner 1791) è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (tribù Inulee) dall’aspetto di piccole piante erbacee, perenni con foglie bianco – argentee, fusto tomentoso e infiorescenza a capolini non molto vistosi.

Indice

[modifica] Sistematica

Il genere Antennaria comprende circa una cinquantina di specie perenni in maggioranza extra-tropicali, ma anche spontanee della flora dei diversi paesi europei ed in altre parti simile nel Mondo. Due sono le specie endemiche italiane : Antennaria dioica e Antennaria carpathica.
Alcuni autori raggruppano le “Antennarie” nella tribù delle Inulee e nella categoria dei "semprevivi" in quanto i capolini sono persistenti (duri e rigidi) anche per parecchio tempo successivo alla fioritura e alla raccolta. In altre classificazioni le “Antennarie” si fanno appartenere alla tribù delle Gnaphalieae. In effetti le nostre piante sono molto simile al genere Gnaphalium (chiamato volgarmente Canapicchia - altro genere delle Asteraceae), queste ultime però sono annue e non sono dioiche.
Le “Antennarie” appartengono alla sottofamiglia delle Asteroideae (chiamata anche Tubuliflorae) in quanto nella parte centrale del capolino i fiori sono di tipo tubuloso (più precisamente il nostro genere ha capolini con soli fiori tubulosi).

Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Antennaria è chiamata Compositae.

Essendo quello del giardinaggio l’unico interesse per queste piante può essere utile vedere come i giardinieri organizzano il genere. Questo infatti viene diviso in due gruppi fondamentali :

Tra i giardinieri è nota anche la pianta Antennaria margaritacea, che però appartiene al genere Anaphalis.

[modifica] Etimologia

Il nome del genere (antennaria) deriva da "antenna" a causa dell’aspetto a piumetto setaceo dei peli del pappo, molto simili alle antenne di alcune farfalle. Tale denominazione fu proposta dal botanico Giuseppe Gaertner (nome italianizzato) nel 1791.

[modifica] Morfologia del genere

Le piante di questo genere sono dioiche, quindi ogni pianta può produrre solo fiori di sesso maschile oppure di sesso femminile; ma si possono trovare anche colonie miste (rare), e si possono riprodurre anche senza fecondazione.
Queste piante presentano anche un certo dimorfismo sessuale : infatti i fiori maschili sono più piccoli e incolori (bianco – grigi), mentre i fiori femminili sono più grandi e colorati.

[modifica] Radici

La radici consistono in rizomi legnosi con o senza stoloni.

[modifica] Fusto

Il fusto di queste piante non è molto alto: al massimo raggiunge i 50 cm. Ci sono anche esempi di specie nane alte non più di 10 cm. In genere il fusto è tomentoso.

[modifica] Foglie

  • Foglie basali: sono in prevalenza spatolate e bianco - cotonose nella pagina inferiore. Dimensione delle foglie : 2 – 5 cm.
  • Foglie cauline: sono sessili a disposizione alterna e di tipo lanceolato – lineare.

[modifica] Infiorescenza

L’infiorescenza e formata da capolini poco numerosi i cui fiori sono raccolti alla sommità dello stelo.

[modifica] Fiori

I capolini (come in tutte le Asteraceae) sono composti da diversi fiori, in questo caso sono tutti tubulosi (e non ligulati).
Il colore dei fiori (bianchi o grigio – argentati per i fiori maschili e rosato per quelli femminili) è dato dall’ involucro bratteale e non dalla corolla come avviene normalmente.
I capolini hanno la caratteristica di essere persistenti.

[modifica] Frutti

Piccolo achenio cilindrico coronato da un piumino e dal pappo formato da peli più o meno lisci.

[modifica] Diffusione e habitat

Le “Antennarie” sono diffuse (oltre che in Europa) nel Nord America e America australe (zone a clima freddo – temperato in regioni prossime al Polo Antartico).
In Italia le troviamo soprattutto nel nord (sulle Alpi) e meno spesso sugli Appennini settentrionali. Vegetano nei luoghi erbosi, pascolivi o rupestri.

[modifica] Usi

Le “Antennarie” sono usate in erboristeria, mentre nel giardinaggio sono state introdotte nella seconda metà del secolo XVIII soprattutto per bordure e l’arte del mosaicoltura in giardini alpini o comunque rocciosi. Hanno tuttavia uno scarso valore ornamentale.

Tra le notizie interessanti sulle “Antennarie” possiamo includere il fatto che molte specie di questo genere vengono usate come cibo di alcuni lepidotteri come Coleophora pappiferella (genere di falene della famiglia delle Coleophoridae ) che si nutre solamente della Antennaria dioica oppure Schinia verna (altro genere di falene appartenenti alla famiglia delle Noctuidae).

[modifica] Specie del genere

Di seguito un elenco di alcune specie con una breve descrizione (per un elenco più completo delle altre specie vedi : Specie di Antennaria )

  • Antennaria dioica (L.) Gaertner – Sempiterni di montagna : possiede dei stoloni orizzontali epigei; le foglie basali sono spatolate (arrotondate e a volte mucronate all’apice); le squame sono bianche (fiori maschili) o rosee (fiori femminili). Nella farmacopea italiana questa pianta è nota col nome “Antennariae flores” per le sue proprietà colagoghe, espettoranti, diaforetiche e emollienti. Per questo scopo vengono raccolti solamente i capolini tra Giugno e Luglio.

[modifica] Galleria di foto

[modifica] Bibliografia

  • Giacomo Nicolini. Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo . Milano, Federico Motta Editore, 1960. pag. 140
  • Sandro Pignatti. Flora d'Italia. Volume terzo. Bologna, Edagricole, 1982. pag. 35 ISBN 8850624492

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