Anortosite

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Anortosite
Anortosite proveniente dalla Luna
Anortosite proveniente dalla Luna
Categoria Roccia magmatica
Sottocategoria roccia intrusiva
Minerali principali plagioclasio
Minerali accessori anfibolo, pirosseno
Colore bianco
Ambiente di formazione intrusioni mafiche stratificate

L'anortosite (dal greco ἀ- = alfa privativo, che nega ciò che segue, e ὀρθός = diritto, in quanto i cristalli anortitici che la compongono non seguono piani lineari di cristallizzazione) è una roccia magmatica intrusiva composta principalmente da plagioclasio.

Le anortositi rappresentano il prodotto di differenziazione magmatica di grossi volumi di basalto tholeiitico. Rappresentano i termini dell'evoluzione di queste intrusioni e sono infatti composti principalmente da plagioclasio, che può essere sia anortitico, ossia plagioclasio calcico (nella parte inferiore dello strato di anortosite) che albitico, plagioclasio ricco in sodio, (nella parte superiore). I minerali accessori comunemente presenti sono pirosseni (rombici e monoclini) e anfiboli. Il pirosseno si può trovare in cristalli isolati che includono i plagioclasi, con struttura pecilitica.

Struttura e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Le anortositi costituiscono soprattutto grandi corpi intrusivi di dimensioni batolitiche, inclusi in complessi di rocce metamorfiche precambriche (scudo baltico, scudo canadese, ecc.); data la natura monomineralogica della roccia, molte ipotesi sono state formulate sull'origine di questi corpi intrusivi. Non è possibile ammettere l'esistenza di un magma anortositico, perché la temperatura necessaria alla fusione di questo singolo minerale è assai elevata (1400 °C circa per l'anortite), molto superiore alle temperature esistenti nei livelli della crosta terrestre dove si sono intruse le anortositi; lave a composizione corrispondente a quella delle anortositi sono infatti tuttora sconosciute. Quindi le anortositi, come anche altre rocce ignee monomineralogiche, devono rappresentare dei concentrati di cristalli segregatisi da un magma originario a composizione corrispondente alla associazione di diversi minerali allo stato fuso e quindi con temperatura di fusione inferiore a quelle dei singoli minerali.

Origine e petrologia sperimentale[modifica | modifica sorgente]

Studi petrologici sperimentali hanno mostrato che la presenza di vapore acqueo a forte pressione abbassa la temperatura di solidificazione (o di fusione) dell'eutettico anortite-diopside, e ne porta la composizione al settanta per cento di anortite e al trenta per cento di diopside. Evidentemente, le anortositi non possono formarsi per cristallizzazione eutettica di un magma fuso a composizione anortitico-diopsidica; è necessario postulare una concentrazione preliminare di cristalli di plagioclasio, dovuta a fenomeni di differenziazione magmatica per gravità, assai comuni nelle intrusioni basiche e ultrabasiche.

Secondo questa ipotesi, in una camera magmatica riempita da un magma gabbrico vi sarebbe stata una separazione gravitativi tra i cristalli di pirosseni e olivina, più densi e in parte precedentemente formatisi, e i cristalli di plagioclasio, meno densi: questi ultimi si concentrerebbero nella parte superiore della camera magmatica, formando una sospensione in seno al magma ancora liquido. Questa sospensione si intruderebbe nelle rocce sovrastanti, grazie a movimenti tettonici; ciò provocherebbe la tessitura protoclastica presente in molte anortositi, e consistente in granulazioni alla periferia dei cristalli di plagioclasio, intrusi allo stato solido con piccole quantità di fluido magmatico interstiziale che ha agito da lubrificante.

Dal magma interstiziale si sono poi separati plagioclasio calcico e pirosseno, il primo come accrescimenti periferici dei cristalli di plagioclasio o come cristalli di seconda generazione, il secondo come grandi plaghe cristalline a struttura pecilitica, cioè includenti i cristalli di plagioclasio. Si può anche infine ammettere un'espulsione del liquido magmatico interstiziale tra i cristalli di plagioclasio, dovuta ad azioni tettoniche, che avrebbe prodotto rocce granitiche e sienitiche per solidificazione di questi residui fluidi differenziati.

Litologia della Luna[modifica | modifica sorgente]

I campioni di roccia raccolti sul suolo lunare, durante le missioni Apollo hanno indicato che le aree di colore chiaro visibili sulla superficie lunare sono composte da anortositi, che rappresentano finora le più antiche rocce lunari analizzate: circa 4,29 miliardi di anni di età.[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marc Norman, The Oldest Moon Rocks, Planetary Science Research Discoveries, 21 April 2004

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005).
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962).
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie, Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990).
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]