Anoplotherium

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Anoplotherium
Stato di conservazione: Fossile
Anoplotherium commune.jpg
Fossile di Anoplotherium commune
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Anoplotheriidae
Genere Anoplotherium

L'anoploterio (gen. Anoplotherium) è un mammifero fossile, vissuto nell'Eocene superiore e nell'Oligocene inferiore (circa 38 - 30 milioni di anni fa) in Europa.

Un "cavallino" semiacquatico[modifica | modifica sorgente]

Molti resti di questo piccolo animale sono stati rinvenuti nei famosi gessi di Montmartre nell' ‘800, e vennero descritti dal grande paleontologo francese Georges Cuvier. La specie più famosa è Anoplotherium commune. Il nome Anoplotherium significa "bestia non armata", e in effetti rende bene l'aspetto dell'animale. L'anoploterio doveva assomigliare vagamente a un cavallino dalle zampe basse e robuste e dalla lunga coda; gli arti erano dotati di tre dita ben sviluppate, e il secondo dito era forte e divaricato, un probabile adattamento a camminare in terreni molli e acquitrinosi. Come altri animali della sua epoca, infatti, l'anoploterio doveva vivere in ambienti semiacquatici. Il cranio aveva una dentatura selenodonte, completa, con molari superiori a cinque tubercoli. Un animale assai simile è Diplobune, anch'esso dell'Eocene superiore; abbastanza simile a questi due animali, ma di statura più ridotta, era Dacrytherium.

Bipede facoltativo[modifica | modifica sorgente]

Fossile della coda di Anoplotherium commune

Il recente ritrovamento di uno scheletro parziale di Anoplotherium latipes proveniente dall'Oligocene inferiore del Regno Unito ha permesso ai paleontologi di ipotizzare che gli anoploteri fossero animali bipedi facoltativi. La struttura della pelvi e della tibia, così come la presenza di forti vertebre del tronco e una coda lunga e muscolosa fanno supporre che l'anoploterio potesse sollevarsi sulle zampe posteriori e brucare a una considerevole altezza (nelle specie più grandi anche 2-3 metri), così da non avere competizione con gli altri erbivori europei dell'epoca.

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