Annunciazione Malchiostro

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Annunciazione Malchiostro
Annunciazione Malchiostro
Autore Tiziano
Data 1520 circa
Tecnica Olio su tavola
Dimensioni 210 cm × 176 cm 
Ubicazione Duomo, Treviso
La Cappella Malchiostro

L'Annunciazione Malchiostro è un dipinto a olio su tavola (210x176 cm) di Tiziano, databile al 1520 circa e conservato nel Duomo di Treviso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cappella del Malchiostro, collocata a sinistra dell'altare maggiore, accanto alla Sacrestia, fu commissionata da Broccardo Malchiostro, segretario del vescovo-umanista Bernardo de Rossi. Progettata da Tullio e Antonio Lombardo, venne completata entro l'ottobre 1519. Il Pordenone la affrescò nel 1520 ed entro il 5 gennaio 1523 essa era completata in ogni decorazione. La datazione oscilla per i vari studiosi tra il 1514 e il 1523, forse con l'intervento di un aiuto, magari Paris Bordone.

Le ipotesi più recenti riguardano comunque gli anni immediatamente successivi al completamento della cappella, con una possibile ridipintura successiva del ritratto del committente nello sfondo, dopo il 1526. I trevigiani giudicarono infatti l'inserimento del committente troppo audace, se non sacrilego, e lo sconciarono con la pece.

Opera un po' sottovalutata nel catalogo tizianesco, dovette invece godere di un notevole interesse, rivoluzionando l'impostazione tipica dell'annunciazione. Lorenzo Lotto vi si ispirò per l'Annunciazione di Recanati.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Nella navata di una chiesa con un pavimento a scacchi ha luogo l'annunciazione. Invece di rappresentare come di consueto l'angelo a sinistra e Maria a destra, Tiziano rivoluzionò l'iconografia rappresentando la Madonna in primo piano rivolta verso lo spettatore e l'angelo indietro, lontano lungo una diagonale, che compie uno slancio verso Maria spinto dalla luce divina alle sue spalle. Inginocchiato al centro ma lontano da piano frontale si trova poi il committente, il canonico Broccardo Malchiostro.

Se l'angelo appare un po' impacciato e l'emanazione luminosa non all'altezza dell'Assunta o della Pala Gozzi di quegli stessi anni, spicca la figura di Maria, dilatata nel suo ampio mantello, pesante e setoso al tempo stesso, e colta con una maggiore naturalezza, col libro poggiato a terra per lo stupore, mentre compie il gesto di voltarsi con solennità, senza titubanza o timore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Valcanover, L'opera completa di Tiziano, Rizzoli, Milano 1969.
  • Marion Kaminski, Tiziano, Könemann, Colonia 2000. ISBN 3-8290-4553-0

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