Annunciazione (Leonardo)

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Annunciazione

L'Annunciazione è un dipinto ad olio e tempera su tavola (98x217 cm), attribuito a Leonardo da Vinci e databile tra il 1472 ed il 1475 circa. È conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze, mentre una simile versione è conservata al Louvre di Parigi, forse però dipinta da Lorenzo di Credi.

Si hanno pochissime informazioni certe riguardo le origini di quest'opera; forse si sarebbe trattata di una delle primissime committenze che Leonardo riuscì a guadagnarsi mentre era "a bottega" dal Verrocchio.

Il Morelli, il Cavalcaselle, Heindereich e Calvi non l'attribuirono a Leonardo, ma proposero il Ghirlandaio o suo figlio Ridolfo, o Verrocchio o Lorenzo di Credi. Lasciavano perplessi soprattutto alcuni errori, come quello del piano del leggio allineato alle spalle ma non ai piedi della Madonna e delle mancanze non presenti nelle altre opere leonardesche. Invece la semplicità compositiva, la freddezza del viso, la capigliatura col "ciuffetto" dell'angelo e la presenza del paesaggio portuale sono tutte caratteristiche allo stile di Leonardo.

L'opera rimase ignota fino al 1867, quando fu trasferita alla Galleria degli Uffizi. Fu proprio allora che alcuni studiosi cominciarono ad indicare il dipinto come una delle opere giovanili di Leonardo. I dubbi oggi sono quasi tutti appianati dal ritrovo di due disegni preparatori di Leonardo, che hanno confermato la tesi attributiva sostenuta per la prima volta da Liphart nel 1869: uno si trova a Oxford e contempla lo studio della manica destra dell'angelo; l'altro è al Louvre e riguarda il mantello della Vergine.

Questo dipinto risente dell'influenza della pittura realisticamente minuta e dello stile finito, appresi nella bottega del Verrocchio, e soprattutto a contatto con l'opera di Lorenzo di Credi.

Indice

[modifica] Descrizione

È un'opera innovativa, per certi versi, a cominciare dall'ambientazione: la scena si svolge interamente all'esterno, quando per la tradizione medioevale l'ambientazione era sempre collocata in un luogo chiuso, almeno per quanto riguardava la Vergine (in modo da inserire elementi iconografici, quali il letto) mentre l'angelo poteva essere posizionato all'esterno, ma in un hortus conclusus, ovvero un orto delimitato da alti muri che alludeva al ventre di Maria. È tradizionale per altri versi, infatti ritroviamo la collocazione dei due personaggi (la Madonna a destra e l'Angelo a sinistra) come ad esempio nell'Annunciazione di Domenico Veneziano. Inoltre, per mantenere la riservatezza dell'incontro Leonardo dipinse la Madonna in un angolo del palazzo, però facendo intravedere il letto; poi, un muretto delimita il giardinetto, ma c'è un passaggio significa che la futura nascita non coinvolgerà solo la vita della Madonna, ma anche quella del mondo intero. Quindi, possiamo dire che Leonardo rielabora la tradizione apportando delle novità proprie. È in parte opera di collaborazione.

[modifica] L'angelo

L'angelo rivela il suo peso nell'erba ed è rappresentato anche lo spostamento d'aria che provoca nell'atterrare. L'iconografia dell'angelo è classica, con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. A differenza degli angeli normalmente rappresentati, però, non ha ali di pavone (considerato animale sacro e dalla carne incorruttibile in quanto esotico e bellissimo), bensì ali di uccello autentiche, studiate attraverso l'anatomia propria dei volatili. C'è, però, una strana anomalia perché le ali originali erano più corte: più tardi qualcuno dipinse sopra un'aggiunta, non comprendendo che qui Leonardo voleva rappresentare l'angelo che è atterrato, quindi che sta chiudendo le ali. Questa "correzione" compromise tutto il lavoro di studio di Leonardo sugli uccelli e la rappresenazione realistica dell'ala.

L'impostazione della posizione è classica leonardesca, considerando il panneggio, a pieghe ampie e morbide. Giorgio Vasari racconta che talvolta l'artista faceva modelli in argilla delle figure, le avvolgeva in morbidi manti bagnati nel gesso e quindi riproduceva pazientemente l'andamento del panneggio. La posizione delle mani è naturale: la destra è benedicente mentre la sinistra regge il giglio, simbolo di purezza.

C'è una perplessità riguardante la testa dell'angelo: l'incarnato è pallido e piatto e non presenta le trasparenze classiche di Leonardo. C'è grande differenza con l'angelo del battesimo di Cristo, qui i capelli non sfumano, ma appaiono come una massa compatta di ricci. Si presuppone che questa testa sia opera di un suo discepolo.

[modifica] La Vergine

Si trova posizionata dietro un sarcofago scolpito su cui è appoggiato il leggio. Nell'altare si nota quanto Leonardo risentì degli insegnamenti del Verrocchio: è decorato con motivi classici, che trovano riscontro in un monumento del suo maestro, la tomba di Piero e Giovanni di Cosimo de' Medici, nella sagrestia Vecchia di San Lorenzo. In questo sarcofago gli elementi bronzei, opera di cesello, ricordano quelli decorativi dell'altare della tavola leonardesca.

Maria, che sta leggendo una profezia di Isaia, ha la mano destra appoggiata sul libro come se volesse evitare che si chiudesse (per il vento provocato dall'angelo), mentre la sinistra è alzata in segno di accettazione del suo destino.

[modifica] Lo sfondo

Si vedono un fiume con anse e barche, montagne e alberi. Leonardo si serve della prospettiva aerea, tecnica che usava spesso sullo sfondo per rendere l'idea della distanza (come ne la Gioconda, la Vergine delle Rocce, l'Ultima cena, la Sant'Anna, la Madonna, il Bambino e San Giovannino e altre opere): dipingeva i particolari più lontani come avvolti in una foschia, poiché sapeva che tra l'occhio e un soggetto messo a distanza, si sovrappongono molti strati di pulviscolo atmosferico, che rendono i contorni meno nitidi, a volte confusi. Leonardo fu il primo pittore ad aggiungere la prospettiva atmosferica a quella geometrica. Gli oggetti vicini vengono raffigurati minuziosamente proprio perché più gli oggetti sono vicini, più li si vede meglio.

Si comprende che questa è un'opera giovanile dal fatto che la prospettiva aerea non è resa gradualmente, ma c'è come uno stacco al di là degli alberi più vicini, troppo nitidi rispetto allo sfondo. Di questi alberi, i cipressi sono sistemati come colonne, sembrano dividere matematicamente la scena. Leonardo metterà a punto la tecnica della prospettiva aerea nel corso degli anni.

[modifica] L'errore di prospettiva

Il dipinto è caratterizzato da un fatto curioso: l'autore commise un errore di prospettiva. Tale errore riguarda il braccio della Vergine che risulta fuori dagli assi prospettici. Analizzando il quadro con una simulazione grafica, e facendolo ruotare, ci si è resi conto della sproporzione nella lunghezza del braccio.

Questo errore invece non esiste nell'altra versione dell'"Annunciazione" che si trova oggi al Louvre.

Una teoria alternativa è stata avanzata dal prof. Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, nel libro "La montagna sul mare. L'Annunciazione di Leonardo" (2006). Secondo tale teoria, che parte da un'idea del prof. Carlo Pedretti, uno dei massimi esperti di Leonardo, l"errore" di prospettiva sarebbe in realtà voluto. Infatti, osservando l'Annunciazione da una posizione laterale, le proporzioni del braccio risultano corrette, in seguito ad un effetto ottico noto come anamorfismo. Tale teoria è avvalorata da alcuni studi prospettici di questo tipo ritrovati all'interno dei taccuini di Leonardo. È dunque possibile che l'artista, profondo conoscitore delle proporzioni umane, abbia scelto di adottare questa tecnica prospettica in previsione della futura collocazione dell'opera.

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