Annone II di Colonia

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Sant'Annone di Colonia
 Annone II (destra) insedia l'abate Erpho di Siegburg (sinistra). Da un manoscritto su pergamena del XII secolo
Annone II (destra) insedia l'abate Erpho di Siegburg (sinistra). Da un manoscritto su pergamena del XII secolo

Vescovo

Nascita 1010
Morte 4 dicembre 1075
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 29 aprile 1183
Ricorrenza 4 dicembre
Patrono di gottosi

Annone II di Colonia (Altsteußlingen bei Ehingen, 1010 circa – Colonia, 4 dicembre 1075) vescovo tedesco, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Anno proveniva da una nobile famiglia sveva ed era zio di Burcardo II di Halberstadt.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Frequentò la scuola del convento di San Giorgio. Dal 1046 insegnò presso la scuola del duomo di Bamberga. Enrico III lo nominò cappellano di corte, nel 1054 lo promosse prevosto di Goslar e nel 1056 arcivescovo di Colonia, succedendo così ad Ermanno II.

Egli fu descritto come personalità ascetica, dall'aspetto venerando ma ambizioso, talvolta di carattere senza scrupoli. Come arcivescovo di Colonia Anno era aperto alle riforme, ma sempre troppo attento ad accrescere l'arcivescovado di Colonia.

A Colonia i suoi sforzi di includere nella diocesi l'Abbazia di Malmedy fallirono, dato che gli statuti di fondazione della medesima esigevano la sua unitarietà con quella di Stablo. Dopo la restituzione del convento, ricevuto in regalo dall'imperatore, nel 1071 l'arcivescovo riuscì tuttavia a respingere l'attacco del Conte palatino di Niederrhein, rafforzando così la propria posizione a corte.

Con l'Abbazia di Michaelsberg, che fu riformata secondo il modello dell'italiana Abbazia di Fruttuaria, riuscì a riottenere la fiducia dell'imperatore ed a sostenere il movimento renano riformatore organizzato antipapista. La riforma di Siegburg, accelerata da Annone e dai suoi successori, si diffuse nella diocesi di Colonia ed in altri territori.

Dopo la morte dell'imperatore Enrico III, l'imperatrice Agnese assunse nel 1056 la reggenza in nome del sedicenne Enrico IV. Inizialmente ancora con il papa Vittore II come consigliere paterno dalla sua parte, si rivelò dopo questo improvviso decesso il minor talento dell'imperatrice nella reggenza. Il risentimento contro Agnese si concretizzò sia al riguardo della spensierata prassi dell'assegnazione dei feudi, come anche e soprattutto nella scelta del vescovo Enrico di Augusta quale nuovo consigliere. Agnese finì con l'attirarsi le crescenti critiche dei principi tedeschi, a capo dei quali si pose Annone II di Colonia.

A salvaguardia di questo gruppo, nel quale si potevano contare fra gli altri il vescovo di Magonza Sigfrido I, il conte Egberto I di Meissen, il duca Ottone di Northeim, Annone ideò il cosiddetto colpo di stato di Kaiserswerth, con il quale il giovane Enrico IV, nell'aprile 1062 finì nelle sue mani. Per questo egli fece allestire sfarzosamente una nave e vi attirò l'inesperto Enrico, che si trovava con la madre in viaggio verso Nimega, all'altezza di Kaiserswerth. Quest'imbarcazione salpò non appena il giovane Enrico vi mise piede: questi tentò invano di sfuggire ai suoi rapitori gettandosi nel Reno, ma fu subito impedito dal conte Egberto.

A dispetto dell'ira degli abitanti di Colonia, Annone riuscì, dopo aver sottratto alla reggente le insegne imperiali, a farsi nominare Reggente del Sacro Romano Impero dal 1063 fino al 1065. Nonostante che l'arcivescovo di Brema Adalberto fosse dalla sua parte, egli si trovava in una posizione di potere ancora limitato. Così egli diresse, come vicecancelliere del Regno d'Italia, il sinodo di Mantova, che nel 1064 confermò l'elezione al soglio pontificio di Papa Alessandro II concludendo così una vertenza che si trascinava dal 1061: già da quell'anno infatti il Collegio dei Cardinali aveva eletto papa il cardinale Anselmo da Baggio, che aveva assunto il nome di Alessandro II, violando così un accordo stipulato già nel 1059, con il quale era stata decretata la condivisione con l'imperatore dell'elezione. Un'assemblea di dignitari ecclesiastici e laici, convocata a Basilea da Agnese di Poitou, oppose perciò ad Alessandro II il 28 ottobre 1061 l'antipapa Onorio II (Cadalo di Parma).

Dopo che i due papi fra loro in conflitto furono rispediti nelle loro diocesi dal duca di Lorena Goffredo il Barbuto, per attendere una decisione imperiale, Annone poté imporre con il Sinodo italo-tedesco di Augusta nel 1062 imporre che il proprio nipote Burcardo II di Halberstadt fosse inviato a Roma per ottenere un giudizio sulla vicenda. Questo giudizio cadde a favore di Alessandro II, che fu poi riconosciuto definitivamente come papa nel 1064 dal Sinodo di Mantova.

Con il successo di questa trattativa Annone raggiunse l'apice del suo potere. Già nel 1063 i principi elettori imposero l'arcivescovo Adalberto di Brema quale co-educatore del minorenne imperatore.. Dal 1068 emersero le prime dissonanze fra Colonia ed il papa. L'influenza di Annone sulla corte dovette essere tuttavia accettata almeno fino al 1072. Egli si propose ancora una volta come mediatore nella rivolta sassone (1073-1075), ormai però, probabilmente, senza intenti politici.

Annone II con i modelli dei conventi da lui fondati - Riproduzione nella Vita Annonis Minor di Darmstadt (circa 1180).

Allorché Annone nel 1074 volle organizzare il viaggio di ritorno del suo amico Federico I di Münster, vescovo di quella città, ed allo scopo fece confiscare ad un mercante di Colonia un'imbarcazione, quest'ultimo si oppose al sequestro. Immediatamente l'intera città si sollevò contro il poco amato potente.

Annone si ritirò con i suoi fedeli e si trincerò nel Duomo. La folla impazzì ed alcuni preti che si erano nascosti furono uccisi dalla plebaglia, poiché stavano con il vescovo. Intanto Annone riuscì, con alcuni accompagnatori, a fuggire attraverso un'apertura nelle mura cittadine (definita popolarmente poi "Buco di Annone") e porsi in salvo dalla volontà omicida della popolazione.

Nei giorni seguenti Annone radunò alcuni sudditi armati intorno a sé e quattro giorni dopo tornò a Colonia per porre l'assedio alla città. Considerata la forza delle armi degli assedianti, i rivoltosi consegnarono subito le chiavi delle porte della città e lasciarono rientrare l'arcivescovo.

Annone sollecitò i rivoltosi a fare penitenza per ottenere il perdono. Egli condannò anche i caporioni della rivolta e comminò pene severe (ad esempio l'accecamento). Circa 600 commercianti lasciarono la città. Secondo un rapporto di Lampert von Hersfeld «… la città si spopolò e un sinistro silenzio regnava nelle strade ormai deserte…». Su coloro che si erano rifiutati di fare penitenza ed erano fuggiti egli pronunciò l'anatema.

L'origine della rivolta risiedeva in una crescente consapevolezza della popolazione della città come in un generale scontento per la severità del vescovo. Questo scontento aveva il suo fondamento su diversi morivi: ad esempio le elevate imposte, la politica irriguardosa verso l'imperatore ed il suo rapimento, le liti con il convento di Malmedy, ecc.

Alla Pasqua del 1075, in vista del suo decesso, Annone revocò l'anatema e perdonò i peccatori.

La morte ed il culto[modifica | modifica sorgente]

Annone morì ai primi di dicembre del 1075 a Colonia, ove furono tenute in suo onore pompose esequie. Dopo sette giorni la sua salma fu traslata nell'Abbazia di Siegburg e tumulata nel cosiddetto "Reliquiario di Annone", posto in una cappella laterale della chiesa conventuale.

Nel 1391 la sua salma fu traslata nel convento di Graftschaft, nei pressi della città di Schmallenberg.

Successore di Annone fu Hidolf. Tra il 1077 ed il 1081 fu composto da un monaco di Siegburg in suo onore il cosiddetto "inno di Annone". Il 29 aprile 1183 Annone venne canonizzato dalla Chiesa cattolica.

Egli venne considerato patrono dei gottosi e la sua memoria viene celebrata il 4 dicembre (il 5 in Germania).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

In lingua tedesca:

  • Lampert von Hersfeld, Annalen, Neu übersetzt von Adolf Schmidt. Erläutert von Wolfgang Dietrich Fritz. 4., gegenüber der 3. um einen Nachtrag erweiterte Auflage. Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 2000, ISBN 3-534-00176-1.
  • Friedrich Wilhelm Oediger, Die Regesten der Erzbischöfe von Köln, 313–1099. Band 1, Bonn 1961.
  • Friedrich Wilhelm Bautz, Anno II. in: Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon (BBKL), Band 1, Hamm 1975, spalten=179-180
  • Theodor Lindner, Anno II. in: Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Band 1. Duncker & Humblot, Leipzig 1875, S. 472–475.
  • Friedrich Wilhelm Oediger, in: Neue Deutsche Biographie (NDB). Band 1. Duncker & Humblot, Berlin 1953, S. 304–306.
  • T. J. Campbell, St. Anno, Artikel in: Catholic Encyclopedia
  • Georg Jenal, Erzbischof Anno II. von Köln (1056-75) und sein politisches Wirken. Ein Beitrag zur Geschichte der Reichs- und Territorialpolitik im 11. Jahrhundert. 2 Bde. Stuttgart 1974/75 (Monographien zur Geschichte des Mittelalters, Bd. 8, I/II). ISBN 3-7772-7422-4.
  • Dieter Lück, Annos Standesverhältnisse, verwandtschaftliche Beziehungen und Werdegang bis zur Bischofsweihe. Annalen des Historischen Vereins für den Niederrhein 172 (1970)
  • Dieter Lück: Die Kölner Erzbischöfe Hermann II. und Anno II. als Erzkanzler der römischen Kirche. Archiv für Diplomatik 16 (1970)
  • Josef Semmler, Die Klosterreform in Siegburg, ihre Ausbreitung und ihr Reformprogramm im 11. und 12. Jahrhundert, Bonn, 1959.
  • Werner Goez, Gestalten des Hochmittelalters, Darmstadt, 1983.
  • Eberhard Holz/Wolfgang Huschner (Hrsg.), Deutsche Fürsten des Mittelalters. Edition Leipzig, Leipzig 1995. ISBN 3-361-00437-3
  • Jörg Kastner, Anno 1074 Aufstand gegen den Kölner Erzbischof, Bastei Lübbe, 1998. ISBN 3-404-14139-3

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Annone II di Colonia in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
  • (DE) Literatur von und über Anno II. im Katalog der Deutschen Nationalbibliothek

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Arcivescovo di Colonia Successore BishopCoA PioM.svg
Ermanno II
1036-1056
1056-1075 Hidolf
1076-1079

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