Anniceride di Cirene

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Anniceride di Cirene (in greco 'Αννίκερις; ... – ...) è stato un filosofo greco cirenaico, vissuto tra il IV e il III secolo a.C. Anniceride, o Anniceri di Cirene, è citato da Diogene Laerzio (Vite, III, 20) a proposito della presunta schiavutù di Platone: «Lo riscattò, essendo lì per caso presente, Anniceride di Cirene, al prezzo di venti mine - altri dicono trenta - e lo rimando dagli amici di Atene. Questi ultimi gli inviarono subito il denaro da lui pagato, che egli però non accettò, rispondendo che non solo loro erano degni di avere a cuore Platone. Altri dicono che anche Dione avrebbe inviato il denaro che Anniceride non volle ricevere e comprò per Platone anche il piccolo giardino dell'Accademia».

Allievo di Parebate, appartenne alla scuola filosofica di Cirene se pure non fu il fondatore di una propria scuola, detta degli "Annicerii". Non avrebbe riconosciuto un fine cui sarebbe soggetta la vita umana e avrebbe teorizzato il valore del piacere, tanto materiale che spirituale: se i piaceri del corpo vanno goduti nel breve momento in cui si producono, quelli dello spirito si prolungano tutta la vita e costituiscono un conforto ai dolori del corpo.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Opere

  • G. Giannantoni, I Cirenaici, Firenze, 1958
  • Socratis et Socraticorum Reliquiae, Napoli, 1990

[modifica] Studi

  • I. Brunschwig - M. C. Nussbaum, Passion and Perceptions, Cambridge, 1993
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