Anni senza fine (romanzo)

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Anni senza fine
Titolo originale City
Autore Clifford D. Simak
1ª ed. originale 1952
1ª ed. italiana 1953
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese

Anni senza fine è un romanzo di fantascienza di Clifford D. Simak. Originariamente nato come serie di otto racconti completi, pubblicati nell'arco di circa otto anni a partire dal 1944 sulla rivista di fantascienza americana Astounding Science-Fiction, venne pubblicato con il titolo City nel 1952, un anno dopo la pubblicazione dell'ultimo racconto, nel 1951. Ricevette nel 1953 il premio International Fantasy Award.

Anni senza fine è un soggetto nettamente in controtendenza rispetto ai romanzi fantasy o fantascientifici di quel periodo, dove imperavano la tecnologia e i robot. Nel ciclo di Simak l'aspetto tecnologico è in secondo piano in quanto il romanzo si concentra più su una riflessione quasi filosofica sull'evoluzione.

Al fine di legarne i racconti e a giustificarne la coerenza, Simak ebbe la intuizione di presentare l'intero libro come una sorta di frammenti di un ciclo di "leggende" che "I Cani" si tramandano da intere generazioni canine e ad ogni racconto una breve introduzione che ne potesse spiegare la natura, alimentandone il mito e sottolineando che: "...malgrado studi e ricerche eseguite dai più grandi studiosi canini, non siamo ancora in grado di stabilire se "la leggenda" sia solo pura fantasia o abbia qualche fondamento di verità".

Nel 1972, per onorare la memoria dell'amico e maestro John W. Campbell, fondatore e direttore della storica rivista Astounding Stories, Simak scrisse l'Epilogo, inserendolo in una nuova edizione di City, che divenne così, dopo venti anni, la degna conclusione del libro.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel futuro del pianeta Terra l'umanità è scomparsa, subentrando la specie canina a dominio dell'ecosistema. Negli otto racconti si affronta l'esodo dell'Uomo dalle città, in favore della riscoperta delle campagne, e poi dalla Terra stessa alla volta di Giove, dove assumendo la forma degli alieni gioviani, gli umani trovano una sorta di paradiso o Nirvana.

Sul pianeta Terra i cani, mutati in laboratorio perché avessero il sospirato dono della parola e aiutati nelle attività artigianali da robot al loro servizio, diventano la razza dominante e col passare dei secoli l'Uomo diventa quasi una figura mitologica di cui narrare davanti al fuoco. I cani si pongono domande su cosa fosse esattamente un essere umano, su come fossero fatti i luoghi nei quali la maggior parte di loro viveva e cosa fosse una guerra. Per loro è impossibile trovarne una risposta e molti tra loro si convincono che l'Uomo sia solo una figura immaginaria in un ciclo di leggende su un passato talmente lontano per cui anche il loro simbolismo è ormai diventato misterioso.

Costante di questo processo è il robot Jenkins, colui che conosce la verità perché era presente quando gli uomini camminavano sulla Terra e ne conserva ancora il ricordo.

Il ciclo si conclude con la graduale invasione planetaria da parte delle formiche evolutesi artificialmente tanto tempo prima. Il robot Jenkins si consulta con l'ultimo umano superstite sulla Terra da millenni in stato di animazione sospesa, il quale propone una soluzione drastica. Per la natura non violenta dei cani e degli automi, Jenkins opta per l'esodo su dei mondi collocati in altre dimensioni.

Nell'epilogo il robot si trova solo, un milione di anni dopo, su una Terra divenuta un formicaio globale, ad eccezione della tenuta che egli continua a curare indefesso. Un giorno si accorge che anche le formiche sono scomparse e le costruzioni si avviano alla rovina. L'automa trova una scultura che gli ricorda con gran divertimento, un evento accaduto in un'epoca remota: un calcio che un umano diede ad un formicaio dopo aver dato alle piccole creature l'intelligenza.

Cronologia del romanzo[modifica | modifica sorgente]

Anno della narrazione, (personaggio), Titolo del racconto, data di uscita

  • 2008 (John J. Webster), City, maggio 1944
  • 2117 (Jerome A. Webster /Juwain il filosofo marziano), Huddling Place, luglio 1944
  • 2183 (Bruce Webster /Grant l'ufficiale del censimento /Joe il ragazzo Mutante), Census, settembre 1944
  • 3070 (Fowler /Towser il suo vecchio cane), Desertion, novembre 1944
  • 3080 (Tyler Webster /Joe il maturo Mutante) Paradise, giugno 1946
  • 4100 (Jon Webster), Hobbies, novembre 1946
  • 9000 (Jenkins /Cobbly L'Ombra), Aesop, dicembre 1947
  • 14000 (Jenkins il robot), Trouble with Ants, gennaio 1951
  • 14000 (Jenkins il robot), The simple Way, 1952
  • 1000000 (Jenkins il robot), Epilog, 1973

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Clifford D. Simak, City, 1952.
  • Clifford D. Simak, Anni senza fine, traduzione di Tom Arno, Urania n° 18, Arnoldo Mondadori Editore, 1953, pp. 136.
  • Clifford D. Simak, Anni senza fine, traduzione di Giorgio Monicelli, Urania Classici n° 182, Arnoldo Mondadori Editore, 1992, pp. 238.
  • Clifford D. Simak, Anni senza fine, traduzione di Ugo Malaguti, Biblioteca Cosmo n° 3, Editrice Nord, 2005, pp. 336, ISBN 88-429-1243-3.

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