Annalisa Mandolini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Annalisa Mandolini (Viterbo, 29 luglio 1974) è una conduttrice televisiva italiana.

Eletta Miss Lazio nel 1994 e concorrente a Miss Italia 1994, dopo aver debuttato in televisione con il programma Non è la RAI e il suo spin-off Bulli & pupe, ha raggiunto la notorietà a cavallo tra gli anni novanta e gli anni duemila conducendo su Raiuno alcuni programmi televisivi tra cui La banda dello Zecchino e lo Zecchino d'Oro nel 1999.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver esordito nel 1992 nel programma estivo di prima serata di Canale 5 Bulli & pupe, nel settembre dello stesso anno entrerà a far parte del cast di Non è la RAI, celebre programma di Italia 1 condotto da Paolo Bonolis.[1] Nel 1994 è a Salsomaggiore per l'evento annuale di Miss Italia, già eletta Miss Lazio[2] e eletta anche, in quell'occasione, Miss Tele Volto Italia.[3] Due anni dopo, dopo aver preso il diploma di ragioneria e condotto insieme a Michele Mirabella su Raitre Tivvù cumprà,[1] conduce il programma giornaliero La RAI che vedrai, dove presenta le anteprime dei programmi RAI che sarebbero andati in onda nelle settimane e nei mesi successivi.[4][1] Contemporaneamente è protagonista di numerose televendite per i programmi Mediaset[1] e co-conduce, nel 1997, il programma sportivo Progetto Gol e Stadio a studio sull'emittente romana Teleregione.[1]

Il grande successo arriva nel 1999, quando viene scelta per condurre al fianco di Ettore Bassi il programma per bambini "La banda dello zecchino",[5] in onda il sabato e la domenica mattina su Raiuno, e conduce anche l'edizione 1999 della celebre gara canora per bambini "Zecchino d'Oro". Nel 2000 condurrà anche l'edizione estiva del programma, a cui seguira, per la stagione 2000/2001, un nuovo ciclo del programma nella sua versione invernale;[6] nello stesso anno conduce la striscia di cartoni animati di Raitre Cartoons on the Bay.[1] Nel 2001 è scelta per condurre il Concerto dell'Epifania, sempre su Raiuno, andato in onda 5 gennaio successivo,[7] e nell'estate conduce il programma Miss Italia Top.[6] In seguito negli anni 2000 è tornata a registrare numerose televendite per i programmi Mediaset. Nel 2004 ha recitato nel terzo episodio della serie televisiva Carabinieri 3, intitolato "Un bravo ragazzo", nel ruolo di Alessia Manca. L'anno successivo ha partecipato al programma Non è la RAI - Speciale, andato in onda su Happy Channel,[8] e condotto la serata "Palio di Roma" insieme ad Antonio Giuliani.[9]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Bulli & pupe (1992)
  • Non è la RAI (1992-1993)
  • Rock 'n' roll (1993)
  • Tivvù cumprà (1995)
  • La RAI che vedRai (1996)
  • Automovie (1996/1997)[1]
  • Progetto Gol (1996/1997)
  • Stadio a studio (1996/1997)
  • La banda dello Zecchino (1999-2001)
  • Zecchino d'Oro (1999)
  • Concerto dell'Epifania (2001)
  • Miss Italia Top (2001)
  • Carabinieri 3 (2004) come guest star nel ruolo di Alessia Manca
  • Non è la Rai - Speciale (2005)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Pagina di Annalisa Mandolini su eliominasi.it. URL consultato il 15-11-2009.
  2. ^ Sognando Salsomaggiore in Corriere della Sera, 22 agosto 1994, p. 29. URL consultato il 30-11-2009.
  3. ^ Laura Laurenzi, Miss & campioni. Amori in passerella in la Repubblica, 3 settembre 1994, p. 19. URL consultato il 19-02-2010.
  4. ^ Prossimamente in Rai con l'ironico Barlozzetti in la Repubblica, 21 novembre 1996, p. 43. URL consultato il 19-02-2010.
  5. ^ Scheda di La banda dello Zecchino, Archivio RAI. URL consultato il 15-11-2009.
  6. ^ a b Archivio RAI Biografia di Annalisa Mandolini su Archivio RAI. URL consultato il 15-11-2009.
  7. ^ Nino Marchesano, Antonio Tricomi, Oggi alle 20,30 nella basilica di Santa Chiara la carovana di artisti, ci sarà anche Vecchioni in la Repubblica, 4 gennaio 2002, p. 10. URL consultato il 19-02-2010.
  8. ^ Scheda di Non è la Rai speciale sul sito nonelarai.it. URL consultato il 15-11-2009.
  9. ^ Totti e Peruzzi premiano i 19 assi del "Palio di Roma" in la Repubblica, 13 marzo 2005, p. 7. URL consultato il 19-02-2010.